Verona - Perugia 2-0: al Bentegodi affonda la "zattera" biancorossa
18 Ottobre 1999 - letto 342 volte
In qualche modo Mazzone se lo sentiva. In panchina appariva incupito e pensieroso fin troppo. I fatti gli hanno dato ragione: il Perugia è uscito dal Bentegodi cornuto e bastonato all'inverosimile. Cornuto perchè quando per ben due volte (oltretutto di fila) si applica la salomonica regola del "gol sbagliato-gol subito" c'è poco da stare allegri. Bastonato perchè oltre alla sconfitta, difficilmente la disciplinare chiuderà un occhio in merito al "jab" sinistro rifilato da Mazzantini a Marasco a dieci minuti dalla fine della partita. Partita che a dire la verità era iniziata pure bene per i grifoni che avevano preso le misure al Verona proponendosi più volte in attacco. Ma la squadra di Prandelli non stava certo lì disposta a prenderle, pronta a reagire in contropiede con un Cammarata frizzante e un Aglietti disposto al sacrificio in virtù della causa. Un Verona (è bene dirlo) che non ha affatto demeritato la vittoria, specialmente nel secondo tempo: se prima difatti si era limitato ad essere mostruosamente concreto (un tiro, due gol), dopo il 2-0 ha iniziato un assedio nei confronti del Perugia che a quel punto non ha trovato più neanche le energie fisiche per rispondere, tanto da far sembrare l'area biancorossa uno scalcinato bancone del "tiro a segno" al Luna Park.
La squadra che si è presentata al Bentegodi, più di una "dragamine" è parsa una zattera: ancora privo di Ba e Milanese, con il forfait infrasettimanale di Amoruso, il Perugia ha pensato bene di lasciare a casa anche le riserve di energie nervose. Quelle si sono esaurite nei primi 20°, e a quel punto la tonicità di Melli e la cocciutaggine di Nakata sono servite a ben poco, complice quel ragazzino francese (di professione portiere)di nome Frey che ha portato nella porta dei gialloblù quella sicurezza e un pizzico di fortuna che fino ad allora non avevano accompagnato gli scaligeri.
La conferma di quanto detto finora è dettata da due episodi oltremodo diversi fra loro, ma altrettanto significativi: il primo si è verificato sull' 1-0 per il Verona, quando per battere una punizione nella propria metà campo il Perugia impiegava un'infinità di tempo tale da costringere Mazzone ad alzarsi in piedi e gridare: "Aoh...Ma quanto ce vole a rimette 'stà palla!" (inimitabile Carletto). La seconda rappresenta il già citato jab d'incontro con cui Mazzantini ha messo K.O. Marasco (ma a dire il vero, in questo caso, molto più plateali sono stati l'intervento sconsiderato del giocatore gialloblù sul portiere e la caduta più in stile wrestling che in quello boxeur del giocatore gialloblù). Segni tangibili, questi, di un erratissimo approccio alla gara: più con la testa che con le gambe.
Quando poi anche quelle hanno cominciato a vacillare... ecco affondare la zattera Perugia. Ridimensionato dalla sconfitta, in attesa dei rientri di Ba, Milanese e Amoruso (ma Melli ha giocato bene), il Perugia attende ora il ritorno in coppa Italia con la Ternana e la "partita verità" con il Venezia (e lì, salvo sorprese, mancherà di sicuro Mazzantini).
C'è da giurare che, almeno per quest'anno, i giocatori non incorreranno nelle ire di Gaucci. Ma forse sono peggiori quelle di Mazzone!
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