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Verona-Napoli
27 Maggio 2007 - letto 5129 volte
Stavolta la tensione del tifo, quella che di solito al Bentegodi si scatena nel dopo partita, è salita in tribuna stampa, dove non si hanno ricordi di un simile spiegamento di forze dell’ordine. Altrochè scontri tra tifosi veronesi e napoletani, visto che questi ultimi allo stadio erano soltanto una trentina. C’è stato il rischio zuffa tra gli spalti dei giornalisti.
Da difendere c’erano i colleghi cronisti di TeleCapri che forse se la sono un po’ andata a cercare passando dal ruolo di giornalisti a quello di tifosi con troppa disinvoltura.
Al secondo gol del Napoli cronisti e cameramen esultano. Dall’alto in tribuna, il gesto di entusiasmo non passa inosservato e vola una bottiglietta di aranciata al loro indirizzo. Ma anzichè colpire i napoletani, tra cui Gianni Di Marzio, (ex allentore del Catania e del Napoli, ora commentatore sportivo di alcune reti televisive), finisce addosso a due cronisti del nostro giornale, che si alzano e mettono al riparo loro stessi e i computer portatili. In pochissimi istanti si scatena la bagarre. I cronisti partenopei puntano la telecamera verso l’alto inquadrando i tifosi, provocando così una reazione verbale ancora più violenta e lanci di monete e bottigliette. Arrivano i poliziotti e i finanzieri in tenuta antisommossa. Gli agenti della Digos e della scientifica filmano ogni tifoso tra uno spintone e l’altro degli stessi cronisti. A peggiorare la situazione ci si mette anche il collega della Rai, che filma sia i tifosi (e la disposizione Digos valeva anche per lui) che gli addetti stampa del Verona che cercano di sedare gli animi. Qualche poliziotto sottolinea ai colleghi della rete nazionale che così facendo rischiano di scatenare ulteriori reazioni. Ma la tribuna non è altro che lo specchio del clima generale di ieri al Bentegodi, visto che anche tra cameramen veronesi e napoletani ci sono stati scambi di battute vivaci.
«Quello è accaduto è un episodio grave», sottolinea Alberto Nuvolari, presidente dell’Unione stampa sportiva, «e succede perchè ci sono colleghi che anzichè fare i giornalisti fanno i tifosi. In questi casi, per usare un paragone calcistico sarebbe necessario tirare fuori il cartellino rosso direttamente. Inoltre», aggiunge Nuvolari, «la Digos aveva dato disposizione di non puntare telecamere contro i tifosi vista la partita a rischio scontri con una tensione palpabile che aveva persino impedito l’accesso dei tifosi napoletani allo stadio. E invece il cameramen di TeleCapri ha subito girato la telecamera verso i tifosi scatenando ulteriori reazioni».
Che l’aria in tribuna stampa non fosse buona s’era capito fin dal termine del primo tempo quando una quindicina di finanzieri erano saliti e si erano piazzati dietro ai giornalisti. E non era mai accaduto, quindi è probabile che ci si aspettasse la bagarre poi scatenata. Ai cronisti era stato inoltre consigliato di andare via dagli spalti subito dopo il fischio di fine partita per evitare ulteriori lanci che invece non ci sono stati.
In una nota l’Ussi Campania ha denunciato «il vigliacco e sistematico assalto ai giornalisti presenti nella tribuna stampa dello stadio Bentegodi di Verona».
«I colleghi aggrediti - si legge nella nota dell’Ussi - ai quali va la totale solidarietà, hanno subito un lancio proditorio di oggetti e tentativi di aggressioni ma sono rimasti al proprio posto e hanno continuato a lavorare nonostante il clima intimidatorio».
Per l’Ussi di quanto accaduto risponderanno la Hellas Verona F.C. e la Lega Calcio in tutte le sedi sia quelle istituzionali e sindacali sia in quelle giudiziarie.
È stato l’unico momento di adrenalina. In curva sud sono stati fatti cori politici di chiaro schieramento per Flavio Tosi, presente con la tifoseria nel primo tempo, per poi spostarsi in tribuna vip.
Per il resto tutto abbastanza regolare. La trentina di tifosi napoletani arrivati al Bentegodi sono poi stati accompagnati dalla polizia fuori città nonostante l’«assedio» di circa 500 ultras veronesi. Anche prima della partita la polizia aveva «liberato» l’auto con alcuni tifosi napoletani accerchiata dai tifosi a dimostrazione che davvero è stato meglio non permettere ai tifosi avversari di venire allo stadio. Il rischio che ci fossero vendette visto quanto accaduto a Napoli all’andata, quando la nostra tifoseria è stata aggredita da napoletani che lanciavano razzi e lacrimogeni era più che concreto.
Fonte: L'Arena
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