varese-pro patria
03 Maggio 2003 - letto 2858 volte Varese Domenica 4 maggio il derby Varese-Pro Patria. L'andata fu caratterizzata da scontri e violenze all'esterno dello stadio. La questura ha predisposto un piano di sicurezza, l'area attorno allo stadio sarà transennata «Parcheggiate lontano dallo stadio» -------------------------------------------------------------------------------- (Varese 3 maggio 2003) Domenica si giocherà la partita di ritorno tra Varese e Pro Patria. Un derby molto sentito da entrambe le tifoserie, che all'andata lasciò un brutto ricordo alla città di Busto Arsizio, tanto che le cronache sportive dovettero cedere il passo a quelle di "nera". L'arrivo delle frange ultrà al seguito del Varese nella stazione ferroviaria bustocca segnò l'inizio di un pomeriggio di guerriglia urbana: distruzioni, devastazioni e scontri con le forze dell'ordine. All'interno dello stadio le cose andarono meglio. Solo qualche scaramuccia verbale, alcuni fumogeni e qualche striscione becero inneggiante al Terzo Reich, esposto, come la solito, dagli ultrà varesini. (foto: il questore Giovanni Selmin) Di quella giornata rimangono anche delle evidenti tracce giudiziarie. I responsabili degli scontri sono stati, infatti, tutti identificati e sono finiti davanti al giudice per rispondere di reati quali: danneggiamenti, resistenza a pubblico ufficiale, istigazione alla violenza e la maggior parte di loro è stata diffidata dall'ingresso negli stadi. Per il derby di ritorno la questura di Varese ha già predisposto un piano di sicurezza per far fronte alla situazione. Il primo consiglio che il questore Giovanni Selmin dà ai tifosi è quello di non arrivare in macchina nei pressi dello stadio Franco Ossola. «Gran parte della zona - afferma il questore - sarà transennata e quindi preclusa al traffico. Abbiamo chiesto rinforzi al Ministero dell'Interno per garantire la copertura del territorio e i servizi che vanno comunque garantiti. I controlli all'ingresso saranno ferrei: presidieremo le ferrovie e intensificheremo i controlli nei luoghi di partenza e arrivo dei tifosi, e nelle grandi vie di accesso, compresa l'autostrada. Vorrei aggiungere che quella con la Pro Patria è stata l'unica partita dove si sono verificati episodi di violenza e di danneggiamento, peraltro fuori dallo stadio, mentre per il resto della stagione non si sono registrati episodi del genere. Se poi teniamo conto che molti dei protagonisti di quella infausta giornata sono stati diffidati, domenica non ci dovrebbero essere grandi problemi». Da Busto Arsizio sono attese circa mille persone. Al Varese Calcio sono stati chiesti 400 biglietti, ma è presumibile che siano molti di più, perché il derby attirerà tifosi da tutta la provincia e non tutti arriveranno allo stadio con i pullman organizzati dai club o in treno. «Domenica allo stadio di Varese - dice Luigi Mauriello (foto a sinistra), vicequestore di Busto Arsizio - non ci saranno tutti quelli diffidati a causa degli scontri avvenuti a Busto Arsizio nella partita di andata. Peraltro sono tutti tifosi del Varese Calcio, molti dei quali erano già pregiudicati, che non saranno fortunatamente della partita. Noi ci stiamo coordinando con i colleghi di Varese anche perché da Busto Arsizio, al seguito della squadra, arriverà un consistente gruppo di tifosi. È stata allertata anche la polizia ferroviaria perché molti di questi prenderanno il treno per raggiungere il capoluogo. Tutti noi ci auguriamo che prevalga la sportività». Tutto sembra, dunque, essere stato predisposto perché il derby si disputi senza disordini e violenze; e le stesse dichiarazioni, fatte in settimana dalle due tifoserie, fanno pensare ad un sotterramento dell'ascia di guerra Fonte: varesenews.it Notizie correlate Pro Patria
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