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UNA SETTIMANA DI BLACK OUT SI ABBATTE SULLA SIGNORA , CAGLIARI E LAZIO NE APPROFITTANO
01 Febbraio 2000 - letto 315 volte
Fischia dopo quattro minuti di recupero Treossi e il Cagliari soffrendo l'inverosimile porta a casa un punticino prezioso nella lotta per la salvezza proprio dal campo della blasonata Juve prima in classifica. Scema deluso dalle tribune il pubblico torinese, che si aspettava una facile vittoria e un allungo in classifica.
Invece l'ultima settimana di gennaio ha regalato solo delusioni e qualche preoccupazione per il futuro alla Signora del calcio italiano.
Sconfitta giovedi a Roma in coppa italia, la Juve ha lasciato l'accesso alle semifinali del torneo ai biancazzurri di Eriksson, che hanno fatto valere con una migliore prestazione tecnica e atletica il fattore campo, ribaltando il 2-3, comunque fortunoso e immeritato, della gara d'andata. Unico segnale positivo per la Juve il ritorno al gol su azione di Del Piero, dopo un anno e mezzo (aveva segnato il pareggio a Vicenza poco tempo prima dell'infortunio).
Perso il terzo degli obiettivi stagionali con qualche rammarico (la difesa ha mostrato crepe sia all'andata che al ritorno e non siamo stati capaci di gestire addirittura un triplo vantaggio a Torino mostrando limiti di personalità ) il Cagliari al Delle Alpi si offriva come occasione per un pronto rimedio e un rilancio in classifica e nel morale.

E l'illusione che fosse proprio così la Juve la assapora dopo soli 57 secondi dall'inizio delle ostilità. Lancio di Pessotto, pasticcio di Zebina (il peggiore dei suoi) e solito gol di rapina di Inzaghi che firma il vantaggio con un rasoterra sull'uscita di Scarpi.
Per SuperPippo è il nono gol in campionato, diciannovesimo della sua stagione.
In settimana c'erano state polemiche al suo indirizzo, come sempre ha risposto coi fatti.
Non basta, perchè il Cagliari oggi è vivo e indomito. Rischia il raddoppio quando Del Piero sfodera un dribbling vecchia maniera e impegna Scarpi con un destro a girare dal limite.
E rischia pure su un corner quando Montero spara alto da buona posizione in mischia.
Ma al 13° arriva, alla prima discesa, il pareggio. Il cross di Oliveira trova la difesa juventina colpevolmente addormentata e Sulcis (!) incorna preciso sul palo lungo per il pareggio. La Juve è scossa, come spesso succede paga dazio alla prima distrazione, c'è anche un pizzico di sfortuna in queste situazioni. Ma la Juve sa di non potersi appigliare alla sofrtuna, e ricomincia ad attaccare. La più ghiotta palla gol capita ancora sui piedi di Inzaghi che però conclude addosso al portiere sardo in uscita da posizione favorevolissima.
Il numero uno della formazione rossoblu è il migliore in campo, veloce tra i pali, pronto nelle uscite. E ribatte ancora di piede la conclusione di Inzaghi sul finire del tempo.

La ripresa offre un identico spettacolo, con la Juve tutta schierata nella metacampo avversaria a cercare un varco per trovare il vantaggio. Ma nonostante l'ennesima espulsione dell'allenatore Ulivieri la squadra ospite regge bene l'aggressività bianconera, e ripiega costantemente nella propria trequarti con quasi tutti gli effettivi.
Dall'altra parte Ferrara,Montero (ammonito per una brutta gomitata, salterà la trasferta di Udine) e Pessotto (schierato stranamente al posto di Tudor per sostituire lo squalificato Iuliano) non faticano più di tanto per controllare Oliveira e Mayele . I sardi non tirano mai nello specchio della porta per tutta la partita, pur rendendosi comunque pericolosi in un paio di episodi con lo stesso Mayele, impegnato nel difficile compito di non far rimpiangere M'Boma (occupato col Camerun in coppa d'Africa)e con Melis (che rileva Oliveira nel finale) ben recuperato da Pessotto. Il resto è solo Juve, un assedio costante ma inefficace, ardente ma improduttivo. E così Scarpi riesce sempre a cavarsela, con bravura sul colpo di testa di Ferrara e con fortuna nel finale quando una punizione di Del Piero colpisce in pieno il montante alla sua sinistra. Il Cagliari ha ottenuto la sua "vittoria" (un pareggio a Torino è indubbiamente come una vittoria per la squadra isolana) con una sapiente organizzazione difensiva e con un robusto pressing a centrocampo. Macellari ha fermato puntualmente Conte sulla destra mentre Zambrotta a sinistra non è riuscito a seminare Sulcis quasi mai ; Davids è stato bravo ad annullare O'Neill , uruguaiano talentuoso che l'anno prossimo vestirà la nostra gloriosa maglia bianconera , ma è mancato un po in fase di costruzione ; Tacchinardi e Zidane, i migliori acquisti della Juve in questa stagione, sono stati fermati in una giornata non brillantissima come le precedenti dalle marcature attente di De Patre e Berretta. E così gloria per Scarpi, per Villa perno solido della difesa cagliaritana e per il centrocampo di Ulivieri, capace di fermare il reparto potente e competitivo di Ancelotti. Il tecnico juventino ha gettato nella mischia anche Kovacevic, ma nonostante la contempranea presenza del serbo al fianco di Zidane, Del Piero e Inzaghi l'assedio non ha prodotto i risultati sperati e questa volta la Juve il gol non l'ha trovato.

Per molti tra i suoi tifosi la Juve avrebbe meritato i tre punti, per la mole di gioco evidenziata, per il dominio totale in termini di azioni gol e di numeri : 21 calci d'angolo a uno, undici tiri nello specchio a uno...
Chi ci ha fermato ? Scarpi e la sfortuna. Così parla il tifoso innamorato della Signora.

A mio modesto avviso però c'è un qualcosina che non va, mi suona strano da tifoso lamentarmi con la malasorte quando in casa con la penultima in classifica non vinci dopo essere passato in vantaggio al primo minuto.
Contro le provinciali chiuse a riccio abbiamo sempre fatto fatica, e l'unica differenza rispetto alle partite con Venezia, Verona, Perugia, Piacenza e Bologna, a leggere con attenzione, è stato solo il risultato.
Oggi la squadra non ha saputo gestire con la dovuta maturità il vantaggio e si è fatta riprendere colpevolmente, come con Parma, Lazio e Bari. Poi non è più riuscita a tornare in vantaggio . Perchè ? Perchè l'attacco fatica terribilmente a segnare e quando il centrocampo (Zidane in particolare) non è nel suo massimo fulgore (e non si può pretendere che atleticamente sempre lo sia ogni partita dell'anno) non ci sono inserimenti, verticalizzazioni e assist per gli attaccanti. I quali non sempre sono esenti da errori di mira. Oggi ben controllati, ma Inzaghi ha comunque una responsabilità sul possibile 2-1 sbagliato, Del Piero è mancato in fase conclusiva (al di là del palo su punizione) dopo aver mostrato progressi sul piano del dinamismo.
La chiave di tutto è lo spazio. Se le altre squadre non ce ne lasciano, per vincere dobbiamo affidarci alle invenzioni di Del Piero, Inzaghi e soprattutto Zidane .
E per vincere il centrocampo dev'essere al top, perchè solo così crea gioco ad un ritmo insostenibile per gli avversari chiusi che ad un ritmo blando hanno invece tempo per piazzarsi e ripiegare.
Giocando per linee orizzontali, con due punte "leggere" contro una difesa a quattro o a cinque , solo un episodio può portare al gol.
E questo episodio oggi non è arrivato. Dunque qualche segnale d'allarme per la truppa juventina. Il primato millimetrico in graduatoria rimane, Udine sabato sera ci dirà se l'intoppo di oggi è stato solo un incidente di percorso o dobbiamo cominciare a preoccuparci davvero.

RAG DOLL
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