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Trema davanti a te c'è Roma
31 Gennaio 2003 - letto 2658 volte
Questa pagina vuole essere la prova tangibile della reale differenza che esiste
tra il tifoso giallorosso, orgoglioso, fiero e spavaldo di essere; e il laziale provinciale, burattino, boro e “grande” oratore, sempre pronto ad APPARIRE e a distorcere la
realtà dei fatti.
Questa pagina vuole chiarire a tutti le tante amenità che i laziali hanno da sempre
fatto circolare sul nostro conto. Bene, iniziamo subito con una questione che ci sta
molto a cuore e che, per chi è nato e vive a Roma, è un dato di fatto... Roma
siamo NOI come tradizione, simbologia, animo popolare e allo stesso tempo
aristocratico vogliono. Si, basta con questa patetica alterazione della realtà da
parte dei piccoli-fans biancoazzurocelestiblù . Basta con i siamo nati prima noi,
basta con le menzogne, basta con l’infangare e sporcare il nome della città eterna.
Lo dimostra tutto; ma procediamo con ordine e partiamo dalla storia, anzi dalla
leggenda...

Leggenda narra che Enea, con il figlio Ascanio, approdato a Laurentum, vicino
la foce del Tevere e spostatosi all’interno del territorio, fondò una città che chiamò Lavinium in onore della sua sposa. 400 anni più tardi, Amulio e Numitore
ereditarono dai discendenti di Ascanio il dominio su Albalonga. Ma Amulio
allontanò il fratello Numitore dal trono prendendo in mano il potere, ne uccise il figlio durante una battuta di caccia e pretese che la figlia, affinché
rimanesse senza prole, divenisse sacerdotessa di Vesta con l’obbligo di rimanere
vergine. Invece quest’ultima, chiamata Rea Silvia, sedotta da Marte dio della
guerra, diede vita a 2 gemelli che vennero esposti da Amulio sulla riva del
Biondo Tevere secondo antichi costumi.

La leggenda vuole che i figli di Rea Silvia in seguito all’esposizione, furono allattati
da una lupa e poi adottati da Faustolo e Laurenzia. Ai due
gemelli vennero da questi dati i nomi di Romolo e Romo (nei più importanti manoscritti viene riportato il nome di Romo e non Remo).

I due divenuti adulti mossero guerra ad Amulio e alla sua prole, vinsero e
restituirono il trono a Numitore.
Ritornarono quindi nel luogo dove erano stati allevati e fondarono Roma.
A seguito di un dissidio sorto fra i due fratelli al momento della fondazione della città, Romo venne ucciso dal gemello. Infine Romolo riunì tutti gli uomini che volevano far
parte della nuova città e dichiarò cittadini tutti coloro che si
trovavano fra la sommità della Collina ed il Campidoglio. Inizia qui il MITO di Roma…

Ma torniamo ai giorni nostri...
I Lazieli, tristi come sono, si attaccano a tutto…
affermano erroneamente infatti, tentando in qualche modo di autoconvincersi, che
la S.S. Lazio è stata la prima società calcistica di Roma... ma in realtà la società
podistica Lazio aprì la propria sezione Calcio solamente nel 1910 quando nella capitale
già esistevano il Football Club Roma 1901 (la VERA PRIMA SQUADRA dell’Urbe), l’Alba 1907 e la Fortitudo 1908 che, tra l’altro, sono le progenitrici dell’ A.S. Roma 1927.

Ma volendo magnanimamente tralasciare tutto ciò e conceder loro il beneficio
del dubbio, richiediamo allora una spiegazione:
dal momento che affermano di esser nati prima… COME MAI NON EBBERO LA
VOLONTA’ DI DARSI IL NOME, I COLORI ED IL SIMBOLO DELLA CITTA' CHE DIEDE
I NATALI ALLA SOCIETA’?
LA RISPOSTA E’ SEMPLICE: NELL'URBE GIA’ ESISTEVANO ALTRE SQUADRE, UNA
DELLE QUALI LI AVEVA PRECEDENTEMENTE FATTI SUOI,
IL FOOTBALL CLUB ROMA... POI DIVENUTO ROMAN.
INOLTRE L'OBIETTIVO INIZIALE DELLE SOCIETA’ CAPITOLINE ERA QUELLO DI FONDERE TUTTE LE SQUADRE DELLA CITTA’ ETERNA FORMANDONE UNA SOLA
CHE RAPPRESENTASSE DEGNAMENTE LA CAPITALE D'ITALIA E CHE I ROMANI POTESSERO FINALMENTE SENTIR PROPRIA; MA, DAL MOMENTO CHE LA LAZIE
IMPOSE CONDIZIONI INACCETTABILI, LE SOCIETA’ RIMASERO SOLO IN TRE: IL F.C.ROMA, L’ALBA AUDACE E LA FORTITUDO CHE DIEDERO APPUNTO VITA NEL
1927 ALLA A.S. ROMA.
E' impossibile inoltre giustificare la decisione presa dai dirigenti della Lazie di
scegliere il nome di una regione ed i colori della Grecia antica per una
squadra di "Roma". Appare infatti evidente come l'intento fosse quello di
differenziarsi da tutto ciò che rappresentasse "Roma " e la Romanità, una
scelta che ancora oggi li caratterizza e li contraddistingue all'interno
(..no forse all'esterno) dell'Urbe (basti ricordare la loro ultima
coreografia con i "barbari" a cavallo). Se poi vogliamo parlare di società
extra-calcistiche la Ginnastica Roma è nata nel 1898, mentre la loro Podistica
Lazio nel 1900, a voi ogni conclusione...!

Passiamo alla simbologia: il nostro simbolo non è un generico lupo… il nostro
simbolo è "LA LUPA", la lupa capitolina effigie del Comune di Roma e, come
leggenda narra, madre della romana nostra gente.

Il loro è invece UN’aquila; e si badi bene non il fiero rapace emblema dell'Impero
Romano. L'aquila imperiale era ben diversa: essa infatti si presentava immobile e
a petto gonfio, quella laziale è rappresentata invece ricurva, probabilmente
in fase di decollo. D'altra parte La Lupa ozia fiera e padrona sul
Campidoglio mentre l'aquila sbatte le sue isteriche ali all'interno di una triste
gabbia del giardino zoologico di Villa Borghese…

Ma pensateci, sarebbe un segno di coerenza sputare sulle proprie origini? La risposta è semplicissima... molto probabilmente, come abbiamo sempre sostenuto noi Romani, i lazieli non hanno niente a che spartire con la genesi della Città Eterna!

Torniamo al presente… se la storia non è stata benevola nei loro confronti, il presente di certo non gli arride… i lazieli infatti finalmente dopo anni di patetiche millanterie, hanno ultimamente accettato, di fronte alla schiacciante evidenza, il fatto di rappresentare a Roma una sparuta minoranza.
Ma affermano che anche se ciò è vero noi siamo comunque qualitativamente inferiori (?!?). Nessun commento… per vedere quanto loro siano "puliti" è
sufficiente osservare la pagina dei bruchi, i cappelli da giullare che vengono
venduti a ruba nella bancarelle pseudo-partenopee dei mercati e le pacchiane
esagerazioni che da sempre li contraddistinguono ! Ma noi, anche se ultras e contrari ad ogni forma di forzatura dell’apparenza e dei modi (non dell’essere) capiamo di rappresentare, in quanto AS Roma e quindi ROMA, una città intera: il
suo popolo nelle sue classi sociali e in tutte le sue sfaccettature. Quindi, pur cercando
di indirizzare i più giovani, giustifichiamo chi è semplicemente tifoso (anche accanito)
e che nel calcio vede solo uno sport e non un fenomeno sociale
o uno stile di vita che porta ad affrontare quest’ultima vivendo la strada; queste sono nozioni che non si insegnano dietro i banchi di scuola e che soprattutto
NON si comprano nei negozi! Ed ecco ciò che maggiormente ci rende differenti:
loro vivono da sempre in funzione nostra; hanno infatti nei nostri confronti un
fortissimo e radicato complesso di inferiorità dal momento che, in qualsiasi
cosa facciano o dicano, ci mettono sempre in mezzo.
Mentre noi non li prendiamo più di tanto in considerazione per il semplice fatto
che li riteniamo realmente un “gradino sotto” ….

Altro punto da toccare è quello dell’ESSERE e dell’APPARIRE… cercano infatti di
emergere in un contesto nel quale sono nettamente inferiori e pur di farlo cercano di passare come protagonisti anche quando i fatti gli si ritorcono contro, sempre pronti
ad amplificare ogni singola azione, fino all’inverosimile… a volte sembrano tanti
piccoli John King quando in realtà sono solo poca cosa. Il passato non è stato
clemente con i “cuginastri di campagna”, sempre rintanati nel
loro guscio a “rosicare” della Roma e della Curva Sud che primeggiava, e non certo a chiacchiere come fanno loro da un po’ di anni a questa parte; ormai hanno sempre una scusa pronta per tutto, pur di tenere alta quella “presunta superiorità” che dicono di avere… noi la chiamiamo FOBIA!

Detto ciò potremmo sembrare eccessivamente superbi, e passare per dei presuntuosi… per noi invece è CERTEZZA DELL’ESSERE e SPAVALDERIA, caratteristiche
importanti di ogni vero romano.

Fortunatamente siamo diametralmente diversi da loro: ben poca gente si riversò nelle piazze il giorno dello scudetto della lazio, eppure nelle giornate successive si ebbe
notizia di numerosi atti di vandalismo e di sciacallaggio, degni solo di un’orda
barbarica, perpetrati dai lazieli nei confronti della città che da oltre un secolo li
ospita… ma ovviamente tentarono invano di negare tutto anche di fronte all’evidenza
dei fatti! L'anno seguente lo scudetto lo abbiamo
vinto noi: una città, milioni di persone in piazza e isolati atti vandalici al Circo Massimo (tutti gli altri monumenti NON sono mai stati neppure sfiorati) condannati da noi e provocati unicamente dalla pessima organizzazione della festa scudetto, dove il
sindaco di Roma e la giunta comunale non hanno assolutamente capito che si sarebbe andati incontro ad una festa alla quale avrebbero partecipato milioni di persone e
non solo qualche migliaio!

Ma andiamo avanti.... ci siamo solo scaldati!
Oltre all’ "Abbiamo portato il calcio/cacio a Roma" anche le loro presunte "Nobili
origini" rientrano fra le ridicole affermazioni con cui quotidianamente si riempiono
la bocca. Mal'illusione è un gioco perverso partito ad inizio secolo che continua solo
per chi non accetta la realtà... Sulle nobili origini sarebbe facile cadere
nei soliti luoghi comuni: è sufficiente quindi ricordare, agli “smemorati” bucolici dirimpettai, che tra le squadre da cui ha
avuto origine l'AS Roma figurano il F.C. Roma fondato dai principi Colonna e
Pamphili e la Fortitudo del Marchese Sacchetti.
La loro necessità di distinguersi e considerarsi invano una elite è la naturale
conseguenza di dare un senso alla propria sciatta esistenza.

I laziali veri maestri nel far parlare di sé senza mai fare i fatti, si sono autoconvinti
inoltre di essere la curva più originale d'Europa tentando di far credere agli occhi
dei più ingenui che tra noi e loro esistono differenze siderali, cercando di addossarci l'etichetta di “quelli che arrivano sempre dopo”, accusandoci di copiare la loro "originalità" (quando di original loro hanno solo i negozietti...)... ma veniamo al dunque:

In primis è vero che fortunatamente esistono delle differenze: noi facciamo tutto per essere; loro vogliono solo apparire...
questa loro voglia di sentirsi sempre "diversi" li porta ad attaccarci sul termine
ultrà, da noi utilizzato in passato, ed a vantarsi per la loro inclinazione al tifo inglese.
Peccato che proprio la voglia di distinguersi e di considerarsi diversi
perché migliori ci abbia portato negli anni'70 ad usare il termine ultrà in
modo da separarci dal resto della massa che usava il termine ultras; eravamo
in quegli anni il meglio, unici e precursori in tutto, terminologia
compresa, primi per la capitale anche nel rimanere affascinati dal tifo
d'oltremanica che nel bene e nel male ha insegnato a tutti "le basi del
mestiere"; come non ricordare la nostra presenza con i Reds nella finale di Coppa Campioni a Roma del '77, mentre "gli altri" trovarono dimora nella curva tedesca
del Borussia M., gli adesivi dei primi anni del Cucs con Union Jack e frasi in
inglese in bella vista, il nostro riprendere molteplici ritmi di stampo
inglese su cui poi far modulare le nostre canzoni, parliamo di fine
anni '70, del periodo di massimo splendore per il movimento, parliamo anche
dell'amicizia e dello scambio di culture tra Cucs ed Headhunters del Chelsea
che nei primi anni '90 quasi portò i due gruppi ad intraprendere importanti
iniziative in comune...... chi sono gli antesignani nel distinguersi??
Chi ha per primo preso spunto dall'english style nella capitale??
Tacete non conoscete la storia, visto che non ne avete una. Vi vantate di coreografie stellari e di scenografie da Oscar, ma stendete un imbarazzato velo
di silenzio su come e chi vi ha
permesso di fare tutto ciò, su come sia poco "coerente" per voi essere ultras.
Siete nati come una sottocultura antagonista al sistema per poi diventarne schiavi
e parte di esso, non avrete mai la coscienza e lo spirito ultrà/s che da
sempre ha contraddistinto la Sud, continuate a vantarvi di cose in cui non siete
attori ma misere comparse.

Il laziali si attaccano spesse volte al fatto che in curva sud c'erano fino a poco
tempo fa i tamburi, come segno di "napoletanità", ma forse si sono scordati che sia
sul muretto degli Eagles che su quello degli Irriducibili se ne trovavano in gran
quantità, ma molto meglio tacere e dar sfogo alle proprie frustrazioni,
ennesimo esempio lampante del loro esser tutte chiacchiere... oggi come oggi la curva nord non ha alcuna identità, nel nucleo centrale troviamo un numero
neanche troppo elevato di stendardi a due aste esteticamente orrendi oppure tentate imitazioni di "mr. enrich", il loro simbolo, che lasciano alla mercè di
qualsiasi “tifosotto”, segno evidente della mancanza di una seria organizzazione
di base, per non parlare della quasi totale assenza di bandiere e/o bandieroni...
da qualche anno a questa parte possiamo osservare infatti solo una bandiera
con l'aquila che era raffigurata sulla maglietta della lazie del 1985-86, che molto
somiglia all'”aquila imperiale” (ah ah ah!), oppure un'altra bandiera rettangolare (!)
con mr.enrich. Infine nella balaustra affianco allo striscione degli Irriducibili sono
esposti degli stracci con su scritti (quando va bene) nomi di quartiere, oppure lo
striscione del LAZIO POINT VIA FARINI... no comment! Decisamente morta la parte
alta della curva dove ci sono un paio di striscioni antichi ridotti solo ed
esclusivamente a “pezze”...!

Altro punto: i complessati si sono sempre vantati dell'originalità dei loro cori... ultimamente in curva nord ne hanno portati alcuni “nuovi”… "blue is the colour" è spudoratamente copiato dai veronesi così come "aprite le porte che passano i
biancoblu" o "laziale che avevi il moschetto" ecc ecc... ora il tormentone laziele è
il "non mollare mai" canzone che spopolava in curve del calibro di Chieti e Crotone... oppure hanno imitato il vecchio inno dei Fedayn (sul muretto ci son 15 assassini), parafrasandolo con "questa lazio è veramente uno squadrone ecc ecc", come
ciliegina sulla torta troviamo lo sputtanatissimo "conquista la vittoria".
Che dire… se questa la chiamano originalità e ingegno... convinti loro....!

Discorso coreografie (da loro tanto sentito): parlano di vittorie coreografiche e
scarso ingegno da parte nostra; ecco la puntuale smentita alle loro cialtronerie:
una delle ultime coreografie, ad esempio per quanto ben disegnata non può essere
simbolo di una curva romana, in quanto raffigura barbari nordici da sempre nemici
di ROMA (forse l'hanno fatta in onore dei loro amici bauscia... per i quali hanno anche tifato contro la propria squadra...), ma tornando ai loro insuccessi possiamo ricordare benissimo un loro castello non fatto molto bene (per utilizzare un eufemismo), o
l'obbrobriosa "vinci", o quella dei pianeti, che per scorgerli non ci si sarebbe
riusciti neanche con un telescopio…

Un velo pietoso si può inoltre stendere sul come i laziali abbiano “scelto” la loro
attuale curva, visto che ambivano alla Sud dal cui sottopassaggio, nel vecchio
Olimpico, uscivano i giocatori. La storia non si cancella e sappiamo tutti come furono costretti, in seguito ai fatti del ’73, ad esiliare in Nord. Ma non ancora
contenti di ciò, il loro patetico tentativo di stravolgere la realtà continua in ogni
ambito ed in ogni aspetto della “vita di curva”: il vantarsi di azioni di "peso"
come possono essere considerate quella di Milano in Coppa Italia e quella di via Allegri non fa altro che rendere tanta gloria alla causa laziale quanta l'averli visti ”reali protagonisti” in queste vicende... cioè molto poca (chi sa capirà!).
Molto puerilmente ci definiscono "napoletani" ma poi pensano bene di lasciare gli striscioni in soffitta o di non accettare di schierarsi quando li incontrano veramente… (amichevoli comprese, vero?)

Il sentirsi vittime di congiure ed il piangere lacrime da coccodrillo è
un'altra loro caratteristica: media, polizia, federcalcio, presidente della
Repubblica… tutti ce l'hanno con il "povero" tifoso laziale che invece cavalca e
sfrutta le situazioni che accusa di essere state strumentalizzate. “Ultimi
Ribelli” è un concetto profondo che coinvolge l'animo umano della gente che sa
veramente cosa voglia dire “l’esser coerente” e lo schierarsi per un
ideale sacrificando la propria vita per questo; non si è ribelli se si vive
d'immagini e di illusioni e non di sostanza… interessarsi ad ogni
problematica sociale non è di per se sbagliato, ma lo sfruttare ciò per dare
un'immagine distorta e piacente di se stessi, quando poi dietro non c'è la
convinzione di quello che si dice e si fa, è abbastanza avvilente.

Gemellaggi di comodo fanno infine parte della loro storia, come quello con i veronesi
che sicuramente hanno più motivi di loro nel considerarsi innovatori nel
panorama ultras e fautori del tifo all'inglese; risulta inoltre a dir poco penoso il
tentativo di arruffianarsi la simpatia di tifoserie come quelle del Chelsea e
del Feyenoord che di certo non li ripagano con la stessa moneta. Ci chiamano
fenomeno di costume e moda, ma la cruda realtà la conoscono bene, a Roma
sono ospiti, minoranza indesiderata, e sanno solo loro cosa significhi dover
combattere senza speranza ogni giorno in un contesto che non gli appartiene.

La realtà è questa, nella vita c'è chi fa i fatti e chi le chiacchiere, e quest'ultime costituiscono senz’ombra di dubbio la loro dimensione!

ROMA BELLA M'APPARE

ZOCCOLODURO 1972 TUTTO PER ESSERE NULLA PER APPARIRE


Fonte: http:
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