Torino, società non si arrende e la città insorge
15 Luglio 2005 - letto 1134 volte Il Torino non abbandona le speranze di giocare in A. La società che oggi è stata bocciata dal Consiglio Federale insieme a Messina, Perugia e Salernitana è convinta di essere in regola ed ha intenzione di far valere i propri diritti. Il Torino non abbandona le speranze di giocare nel campionato di serie A conquistato con il sudore del campo. La societa' che oggi e' stata bocciata dal Consiglio Federale insieme a Messina, Perugia e Salernitana e' convinta di essere in regola ed ha intenzione di far valere i propri diritti, prima di fronte alla Camera di conciliazione del Coni, e poi se necessario di fronte alla giustizia amministrativa. Fino in fondo. Tifosi e politici sono insorti. Domani ci sara' una manifestazione di protesta. ''La decisione di oggi era preventivata - afferma il patron del club, Franco Cimminelli - ma non abbiamo certo intenzione di mollare''. Il patron granata spiega poi le ragioni per cui non ha intenzione di arrendersi: ''Abbiamo mantenuto fede agli impegni assunti - dice - risolvendo tutte le questioni che erano state sollevate dalla Covisoc. A questo punto e' solo un problema di tempistiche, ma sono successe cose indipendenti alla nostra volonta'''. Cimminelli si riferisce alla truffa della fideiussione fasulla rifilata da Luigi Gallo - l' ex presidente del Venezia ora agli arresti - al Torino, che e' parte lesa nel procedimento penale avviato dai magistrati subalpini. Un particolare di cui va tenuto conto cosi' come dell' accordo raggiunto con l' Agenzia delle Entrate per la rateizzazione del debito Irpef e la nuova fideiussione da 40 milioni presentata dal club e garantita da beni personali dello stesso Cimminelli. ''C'e' ancora tempo - e' il commento a caldo del presidente del Torino, Tilly Romero - e certamente seguiremo tutto l' iter presso la giustizia amministrativa, dopo esserci rivolti alla Camera di Conciliazione del Coni''. Il cammino per l' ammissione in serie A parte proprio dall' organismo del Coni, a cui si puo' ricorrere fino a martedi' sera e che decidera' entro il 25 luglio. In caso di parere ancora negativo sara' la volta del Tar del Lazio e poi del Consiglio di Stato. Nel frattempo si registra la dura presa di posizione di politici e istituzioni locali. ''Mi pare che con questa decisione - sostiene il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino - la Federazione non abbia corrisposto alla sua missione, che e' di garantire che la composizione dei campionati sia fatta sulla base dei risultati sportivi e non con decisioni prese a tavolino. Sosterremo - prosegue - pienamente i ricorsi della societa' granata in tutte le sedi, anche perche' esistono buone e concrete ragioni per poterla spuntare''. Il primo cittadino non esclude, pero', ''la verifica sull' esistenza di gruppi imprenditoriali pronti a subentrare a Cimminelli, con il cosiddetto 'lodo Petrucci', anche se finora ho ricevuto segnali di disponibilita' soltanto dal presidente dell' Associazioni Piccola Industria di Torino, Sergio Rodda''. Piu' dura, invece, e la reazione degli onorevoli torinesi Giorgio Merlo e Alberto Nigra: ''L' ineffabile Presidente Carraro ha fatto una scelta vergognosa - dicono - che offende il rispetto delle regole''. Una brutta pagina per lo sport nazionale che spinge il presidente dei Comunisti italiani al Parlamento europeo, Marco Rizzo, a rivolgersi addirittura alla Corte Europea: ''Faremo ricorso a questo organismo - annuncia - per un caso palese di disparita' di trattamento rispetto ad altre squadre''. Di ''due pesi e due misure'' parla anche il sottosegretario alle Attivita' Produttive, Roberto Cota, mentre il deputato Osvaldo Napoli condanna il comportamento di Carraro lasciando pero' un po' di spazio alla speranza: ''Se le garanzie di Cimminelli sono vere - dichiara - il Tar non potra' che dare ragione al Toro''. ''Quella del Torino e' una battaglia legittima - afferma il presidente della Provincia, Antonio Saitta - per poter ritornare nella massima divisione e restituire anche un clima sereno tra i tifosi''. Anche questa sera gli ultras granata si troveranno di fronte alle macerie del Filadelfia, il campo del Grande Torino, per ''far vedere a tutti che esistiamo ancora'', dicono annunciando una grande manifestazione di protesta per domani pomeriggio. Fonte: ANSA - ansa.it Notizie correlate Torino
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