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SOSA E VAN DER SAR PROTAGONISTI, L'UDINESE ESPUGNA IL DELLE ALPI E APRE LA CRISI IN CASA JUVE
05 Novembre 2000 - letto 265 volte
Adesso è proprio ufficiale. In casa Juve c'è aria di crisi vera.
Due sconfitte consecutive a domicilio non riesco proprio a ricordarle, gravi e preoccupanti come queste proprio no. Un'altra partita andata storta, un'altra occasione persa.
E quel che è peggio, contro una squadra discreta ma nulla più.
Senza nulla togliere all'Amburgo di Cardoso, Yeboah e Mahdavikia (...) e all'Udinese di Fiore, Sosa e Muzzi prima in classifica, la Juventus è, o meglio dovrebbe essere, un'altra cosa.
Perdere in casa contro queste due squadre, per parafrasare la solita frase del nostro tecnico, "NON ci può stare". Soprattutto perdere così.
L'Udinese, come l'Amburgo, ha fatto leva esponenziale sui nostri grandi difetti.
Mercoledi scorso abbiamo perso la testa, questo abbiamo fatto i soliti sfracelli in difesa.
Ma sempre errori nostri, mai un'avversario tipo Real Madrid o Lazio che arriva con Figo o Crespo a schiacciarti in area e a batterti due a zero senza colpo ferire.
Sempre sconfitte episodiche, evitabili, frutto di tanti difetti malcelati e ancora irrisolti della nostra squadra. E per dirla con Tonino Carotone...un futuro incerto...

Venti minuti di buon calcio, Udinese tutta in area a protezione della porta, Juve che sfiora il gol in tre circostanze con Paramatti, Pessotto e Inzaghi. Buon ritmo, dicreto gioco, sufficiente entusiasmo. Poi al minuto 26, alla prima occasione in cui l'Udinese si affaccia in avanti, Zanchi (l'unico della retroguardia da tenere in prospettiva futura) si impappina e colpisce malamente all'indietro, Van der Sar al solito è poco (per non dire peggio) lesto nell'uscita e il "Pampa" Roberto Sosa colpisce debolmente con la testa mettendo lentamente in fondo al sacco. Un gol oratoriale. Un altro gol oratoriale. La nostra difesa contro chiunque si giochi prende gol di questo tipo. Roberto Sosa segna solo e sempre con noi, tanto per dire la caratura di questo novello Ronaldo...
E dire che non c'era neanche Babbo Natale (per gli avversari) Tudor stavolta...
Ma Van der Sar quando ci si mette basta (e avanza!) anche da solo.
E pochi minuti più tardi ne combina un'altra, se possibile ancora più grossa.
Tranquillo passaggio all'indietro e l'olandese carica il destro per un potente rinvio.
Peccato che svirgoli completamente la palla e serva perfettamente Muzzi, salvo poi stenderlo con un intervento disperato. Meno male che prende prima il pallone, altrimenti era rigore.
Da questo momento la Juve non c'è più, e qui comincia il problema.
L'Udinese, schierata in modo magistralmente prudente da De Canio, gestisce il vantaggio se possibile ancora meglio di come difendeva il pareggio. Tutti indietro appassionatamente.
Ma in modo fattivo, ordinato, scrupoloso. Pressing alto, difesa chiusa, varchi intasati in mezzo, e fasce laterali dinamiche. E questo basta contro una Juve che a centrocampo fatica, sulle fasce è al solito assolutamente insufficiente, davanti non punge malgrado una buona giornata di vena di Del Piero, e dietro ha la coperta corta, cortissima.
Finisce il primo tempo con un recupero di Ferrara su Muzzi che poteva tranquillamente chiudere il match, inizia la ripresa e la musica non cambia mai.
Juve che cerca il pareggio ma senza l'ardore agonistico che si vedeva nei primi tempi Lippiani, senza la determinazione e la concretezza che caratterizzano una grande squadra.
Occasioni gol create pochine, una grossa con Kovacevic, che stavolta rovina la sua prodigiosa media gol, e una da fermo con Del Piero.
Gol mangiati dall'Udinese: almeno quattro. La Juve che attacca è terribilmente allungata, i contropiede orchestrati da Jorgensen (FIore esce per un infortunio) e finalizzati da Sosa e Muzzi sono come una lama nel burro. Il centrocampo (orfano sia di Conte che di Tacchinardi) non filtra, la difesa è scoperta e sempre in difficoltà.
Solo gli errori di mira ripetuti degli avanti friulani consentono ai tifosi juventini di credere ancora nel pareggio (come siamo ridotti però...).
Fino a quando Sosa, il nuovo Ronaldo (...), segna un raddoppio che più facile non si potrebbe.
Porta libera a due passi. Portiere e difesa erano al solito da tutt'altra parte.
A un quarto d'ora dal termine Sosa ancora protagonista. Questa volta negativo : salta a braccia alzate nella sua area spostando il pallone con la mano.
Rigore banale e stupido quanto ineccepibile. Del Piero segna il suo secondo gol in campionato a coronamento di una partita sicuramente sufficiente sia sotto il profilo agonistico che tecnico finalmente. Purtroppo però il Pinturicchio è sfortunato : quando la squadra gira lui gioca male o peggio, quando come ieri la squadra è in bambola lui gira a mille e non basta..

Finisce comunque 2-1 anche se l'Udinese poteva farne altri due nel finale e Bachini in mischia aveva sfiorato il pari. La crisi è aperta. Gli argomenti da discutere tantissimi, le soluzioni tutte da trovare, se possibile.
I tifosi da bar e parte di quelli della curva se la prendono con Ancelotti. Perchè ? Ma perchè
il tifoso vero soffre se l'amata squadra perde, e cerca di attribuirne le colpe al tecnico, che è un elemento facilmente sostituibile, l'unico, del gruppo.
Siccome noi di giocatori (specie se forti e costosi) non ne prendiamo (priviliegiando quelli scarsi ma economici come Paramatti e Tudor o quelli inutili tipo O'Neill) possiamo cambiare il tecnico e poi tutto andrà meglio. Perchè il tifoso non vuol mica pensare a ottobre che fino a giungo sarà una stagione deludente o peggio, vuole speranze con le quali lasciare il bar e lo stadio e tornare più convinto la prossima volta.
Ancelotti, io l'ho sempre detto, non è il tecnico migliore che c'è sulla piazza, non è juventino, non è soprattutto da Juve. Non mi da l'idea di saper motivare la squadra come potrebbero fare Trap, Lippi o Capello.
Non ha in testa un'idea definitiva di squadra : l'anno scorso giocavano sempre gli stessi e alla fine siamo scoppiati. Quest'anno in dieci gare ufficiali nove formazioni diverse.
Per di più l'unico cursore di fascia (in fremente attesa del ritorno di Zambrotta la prossima settimana) decente (Bachini) comincia sempre dalla panchina.

Però : però le colpe principali non sono tutte sue.
Non è colpa sua de c'è gente importante rotta (Zambrotta, Montero), gente che delude come Del Piero (a parte oggi) e Inzaghi (non segna da sei partite), gente non in condizione come Tacchinardi o Iuliano, gente che gioca sotto il suo standard come Pessotto o Zidane, gente davvero scarsa come Paramatti, Tudor e Van der Sar e infine gente che è ahimè alla frutta dopo glooriosi anni di servizio come Ciro Ferrara. Carletto Faccione non può sostituirsi a loro, chissà che in campo farebbe una figura migliore di Paramatti e O'Neill messi assieme...
C'è un centrocampo che non filtra, un pressing che tarda ad innescarsi, una difesa perennemente scoperta, una squadra lunga, poche idee davanti e pochi gol all'attivo.
Quel che è più grave oltre a tutti questi problemi tecnici è che manca lo spirito vincente, la personalità. L'Amburgo in undici contro undici era rimontabilissmo in 68 minuti più recupero.
L'Udinese era rimontabilissima in 69 minuti più recupero.
Invece no. Non c'è stata e non c'è tuttora la capacità di reazione, quella che l'anno scorso si vedeva quasi sempre. E anche quando passiamo avanti noi (vedi Deportivo) non c'è la concretezza e la personalità per mantenere il vantaggio con fermezza.
Non so quante e quali di queste problematiche siano a breve risovibili.
Faccione ha tanto da lavorare, ha una delicata trasferta a Reggio Calabria (la Reggina viene da tre sconfitte consecutive) e la madre di tutte la partite ad Atene.
Almeno per dieci giorni lasciamolo lavorare e tentare di salvare il salvabile in questa barca che affonda che è la Juve.
Passata Atene (servirà un ennesimo miracolo all'ultimo minuto) trarremo le conclusioni.
Prepariamoci a soffrire, confortati dal fatto che sempre e comunque noi siamo la Juve,e in campo con la paura di perdere non dobbiamo comunque andarci mai. Spero che Carletto queste cose le ripeta 4356 volte al giorni ai nostri frastornati ragazzi...
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