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Se Napoli "spera", Pescara non si farà "scippare"
04 Agosto 2004 - letto 901 volte
Se il Napoli dopo essere stato dichiarato fallito dal tribunale spera ancora, da Pescara si attendono le prossime mosse di Gaucci, in quanto il club adriatico risponderebbe subito dopo e per un puro ma efficace gioco cronologico avrebbe in ogni caso l'ultima parola.
Dopo anni di stagioni magre, con un attenzione alle spese e al bilancio quasi maniacale, ora tutto ciò rischia non solo di non essere più un esempio di correttezza, ma si rischierebbe addirittura di passare per i fessi della situazione.
Da anni i tifosi hanno sempre chiesto sforzi alla dirigenza, la quale si è sempre trincerata dietro al bilancio da far quadrare e l'investimento solo ed esclusivamente sul settore giovanile.
Il ds pescarese Andrea Iaconi per oltre 10 anni ha allestito la squadra arrabbattandosi tra prestiti e comproprietà, a volte fiutando anche il campione, non ultimo Emanuele Calaiò, in comproprietà col Torino e realizzatore di 21 goal la passata stagione.
Per non parlare del settore giovanile, dove la società adriatica ha investito sforzi e mezzi. In particolar modo su Cetteo Di Mascio, il quale ha portato la primavera del Pescara alla finale nazionale per il titolo Italiano, scoprendo talenti come Minopoli (Piacenza), Micolucci (Udinese), Carozza (Pescara), Aquilanti (Fiorentina) e tantissimi altri giovani dal futuro assicurato, non ultimo Paponetti.
Un settore giovanile da dove sono usciti allenatori come Edy Reja, e giocatori come Mauro Esposito (Cagliari) De Sanctis (Udinese) e potremo fare tanti altri nomi.
I tifosi del Pescara seppur scontenti da stagioni anonime in serie B, nonostante la retrocessione e la pronta risalita nella serie cadetta, hanno sempre guardato con fiducia verso il settore giovanile, tanto prolifico di ragazzi volenterosi che hanno sempre rappresentato piacevoli sorprese e gran parte del futuro della Pescara calcio.
Ora nonostante l'astio tra la tifoseria e la vecchia dirigenza, che per mettersi da parte, come la maggioranza della piazza ha invocato dopo la cocente retrocessione, ha provveduto a vendere quote del pacchetto azionario al nuovo presidente dante Paterna, magnate della comunicazione cellulare, e a cedere altre quote all'associazione amici del Pescara, sostenuta dal primo cittadino Luciano d'Alfonso che vede tra i tanti imprenditori anche il nome del re della pesta De Cecco, pescara sportiva, dicevamo non ci sta a guardare passivamente giochi strani di potere ma sopratutto di palazzo.
La Pescara calcio è una società solida, sana, con capitali freschi a disposizione, un nuovo presidente che ha rilevato quote di un pacchetto azionario frutto di bilanci seri e senza debiti, un presidente affiancato da imprenditori pieni di entusiasmo pronti a voler far bene per tutta Pescara sportiva.
Nei giorni scorsi sulle pagine dei quotidiani locali proprio il numero uno abruzzese ha fatto capire a chiare lettere che il Pescara qualora dovesse subire un torto simile, vale a dire il non ripescaggio, farà valere i suoi diritti in ogni sede di giudizio, sia sportivo sia ordinario.
Se è pur vero che le salvezze e le promozioni si ottengono sul campo, e altrettanto vero che in un calcio malato, fatto solo di affaristi, di gente che vende e compra squadre, sballotta giocatori da una piazza all'altra, fa a sua volta fallire aziende fornitrici ponendo così sul lastrico ignari e incolpevoli lavoratori e padri di famiglia, e quant'altro di marcio si possa fare nel malaffare di un'impresa che fallisce, società come il Pescara, rimangono in ogni caso esempi di gestione corretta, anche se cio deve passare spesso tra il malcontento dei tifosi, i quali con comportamenti corretti da parte dei propri presidenti non subiranno mai l'umiliazione del fallimento.
Quegli stessi tifosi che hanno accettato di buon grado la c1, ma che hanno sempre chiesto sforzi che spesso la società non poteva permettersi, al contrario di altre che hanno speso cifre folli e preso impegni che non hanno potuto mantenere.
La fiorentina insegna, come la dignità del popolo viola il quale non ha usufruito del lodo Petrucci, ma per uno strano movimento volto ad "eliminare" Vittorio Cecchi Gori, ha conosciuto i campi polverosi della c2, senza piangere, senza lamentarsi, seguendo con invasioni la squadra in trasferta, e riempiendo il Franchi in ogni ordine di posto, con squadre come l'Aglianese , con tutto il rispetto, o come il Castel di Sangro, sempre con lo stesso rispetto.
Il Pescara ha una storia di bilanci seri e puliti, un passato limpido amministrativamente parlando, ora è una società forte con gente motivata a far bene, ma a ripartire dalla serie B.
In merito di diritto fallimentare, o squisitamente di pura giurisprudenza, non si tiene conto ne di scudetti vinti, tantomeno di bacini di utenza, si è persone giuridiche, e come tali certe società vanno trattate.
Pescara sportiva vigilerà sui prossimi avvenimenti,ma statene certi in città questa volta nessuno ha l'intezione di passare per fesso, se scontro a carte bollate dev'essere, bene che questo sia, certamente, e su questo ne siamo certi, quelle del Pescara sono pulite.
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