Samb-Foggia, spettacolo del tifo a metà
18 Gennaio 2005 - letto 2856 volte Da categoria superiore gli spettacoli scenografici allestiti dalle due curve - quella rossoblù e quella rossonera - che non smettono un attimo di colorare il settore con bandiere, stendardi, fumogeni, torce e messaggi su carta; talvolta però difettano in quanto a sostegno canoro. Della serie: nessuno è perfetto... Lunedì 17 gennaio 2005, Sambenedettese-Foggia è il posticipo della 19a giornata del girone B di C1. La diretta televisiva ed il freddo intenso non tengono lontani i circa 4.500 affezionati delle due squadre; almeno 200 sono i sostenitori pugliesi in curva Sud, coadiuvati di certo dai molti residenti al centro ed a nord che hanno raggiunto il Riviera delle Palme per assistere alla prima di mister Massimo Morgia sulla panchina dauna. Due realtà di spessore del panorama di terza serie che pur non sfigurando il giudizio globale non può che essere positivo - stasera non hanno dato il meglio di loro, non esprimendo appieno il potenziale di cui sono indiscusse detentrici. E se per la curva rossonera non si tratta di una novità, visto che le spaccature interne ed i risultati mediocri del team rossonero degli ultimi anni ne hanno indiscutibilmente affievolito lentusiasmo, per i padroni di casa dobbiamo, ahinoi, inspiegabilmente registrare un passo indietro rispetto alle ultime esibizioni casalinghe. Per carità, il tifo è stato continuo sino al 90°, ma il sostegno di marca rossoblù ha altresì palesato una sorta di scollatura e una scarsa armonia nellesecuzione dei cori. Da rimarcare al contrario la ricercatezza e la cura dellaspetto estetico da parte delle due fazioni che si sono prodigate in sbandierate permanenti e nella creazione di una sorta di tavolozza umana fatta di bandieroni, bandierine, due aste, materiale pirotecnico ed uninfinità di striscioni. Il tutto completato da qualche messaggio su carta. Partiamo dalla Sud, popolata come detto dai circa 300 fans rossoneri che posizionano sullintero settore una miriade di striscioni, dei gruppi organizzati e non solo: Ultras 1980, Original Fans, Regime, Indomabili, Facce Strane, Nucleo, Fedelissimi, Ultras Spelonca, Solo per la maglia, Libertà per gli ultras, Solo Foggia, Armata Dauna, Smash the reds e tanti altri. Infine un simpatico messaggio in puro dialetto foggiano che segnaliamo al Cristiano Militello di Striscia la notizia: Tè fatik tè (Te lavora te, almeno credo). Il muro cromatico del popolo pugliese è completato dai bandieroni e dal numero consistente di vessilli branditi in aria, in aggiunta alle poche torce accese al momento dellentrata in campo dei 22 giocatori. Srotolato altresì lammirevole e solidale striscione Onore a Cioffi. Decisamente più chiassosi nel primo tempo, quando realizzano anche una sciarpata, mostrano molta compattezza più nei battimani che nei canti e in ogni caso paiono rinfrancati dallepilogo dellera Giannini; un contenuto (ma magari destinato a crescere) entusiasmo, sembra avere accolto il nuovo condottiero Morgia. I satanelli conducono per tre quarti dellincontro eppure loro, da un punto di vista prettamente canoro, non si dannano lanima per prendere il sopravvento sulla curva di casa. Assolutamente da apprezzare invece lincessante animazione conferita al settore per mezzo di sbandierate e canti sciorinati saltellando o pogando. La dirimpettaia Nord - dove sono presenti le nutrite delegazioni di Rimini e Civitanova con tanto di striscioni Falange, BRB e Sconvolts al seguito - allinizio si colora dello scintillio di migliaia di lumini nel secondo anello e della massiccia dose di fiaccole nel primo, per poi regalare un brulicante colpo docchio (in formato 90 minuti) costituito dai bandieroni e dai vessilli di tutti i gruppi della stessa. Torce in gradinata nella zona presidiata da Distinti e Incazzati e Vecchio Fronte 88. Lasciato alle spalle il minuto di silenzio indetto in memoria dei due dirigenti Umberto Ventura e Augusto Bellagamba, il consueto coro dapertura è dedicato a Massimo Bruni. Primi quarantacinque minuti decisamente sottotono, complice lo svantaggio, tantè che si arriva sul finire di tempo ad un accenno di scaramuccia tra gli stessi ultras rossoblù proprio per questo motivo. Se il colore sbandierate senza sosta oltre alla simultanea ed insistita accensione di fiaccole e fumogeni colorati non fa difetto ad Onda e soci, la compattezza e il fragore dei cori non sembrano allaltezza della situazione. Dopo la più che legittima sfuriata dei capi ultras nella ripresa le cose vanno un po meglio, anche se per poter apprezzare un sostegno da Tempio del Tifo si dovrà aspettare il gol del pareggio di Amodio (il suo tiro in realtà è deviato da Tomei); lultimo quarto dora idi match infatti, con la Samb proiettata in avanti alla ricerca della rete del sorpasso cè anche il gol-fantasma di De Lucia che lascia lurlo del Riviera letteralmente strozzato in gola è finalmente contrassegnata da un incitamento potente che pure non basta a risollevare del tutto una serata così-così della curva sambenedettese. Sul finire di gara qualche sfottò con i foggiani e il consueto saluto di congedo tra squadra e tifosi. Dopotutto, per come si erano messe le cose, può andar bene così. STRISCIONI. Concludiamo la cronaca della partita del tifo segnalando gli altri messaggi su carta non menzionati. Di marca foggiana lirriverente Io non scambio.. in riferimento allepisodio di otto giorni fa al Fadini di Giulianova, quando ultras rossoblù e giallorossi si sono restituiti i vessilli avversari in proprio possesso. Sempre rossonero lo striscione dedicato al tifoso dellAvellino deceduto ieri, a causa di una malattia: Ciao lupo Raffaele. Ricordo dellultras irpino anche per i padroni di casa che scrivono semplicemente Ciao Raffaele. A questo sommiamo almeno un altro messaggi di marca sambenedettese, vale a dire Lo stadio è aggregazione, diamo fuoco alla televisione. Fonte: sambenedettoggi.it Notizie correlate Foggia
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