SALERNITANA: Linferno di un presidente "Ormai io odio certi tifosi"
24 Gennaio 2001 - letto 893 volte la storia Aliberti e la Salernitana in B, anni di contestazioni e violenza: "Basta buone maniere: io dissotterro lascia di guerra" Salerno Allodio risponde con una dichiarazione dodio. Alle contestazioni, contestando i tifosi: quelli che non lhanno «mai amato» e che continuano a non sopportare la sua dirigenza e i suoi programmi. «Adesso basta», dice Aniello Aliberti, presidente della Salernitana. Ecco unaltra storia di violenza ordinaria. Il presidente della Salernitana, che è anche vicepresidente di Lega, non usa mezzi termini, ma tiene a salvare la «maggioranza sana e silenziosa» della tifoseria. «La mia non è una sfida alla città», dice Aliberti. Perché parlare di «odio» allora? «Non mi riferisco mai alla parte sana del pubblico che, forse, rappresenta la maggioranza silenziosa. Sono quelli i veri tifosi. Degli altri non ho una grossa stima. Anzi, oggi dissotterro lascia di guerra. La Salernitana cambierà. Non ci saranno più le buone maniere. Tutto ciò mi ha procurato solo danni fin qui. La società non è amata da una schiera di pseudotifosi, non è rispettata. Cè solo odio, lo avverto e continua ad aumentare giorno dopo giorno. Rispetto lodio, è pur sempre un sentimento. Ma non posso confrontarmi con queste persone a cui non voglio stringere la mano e con le quali non voglio dialogare. Ho capito: lodio è verso Aliberti e allora Aliberti odia queste persone ». In cinque anni alla guida della Salernitana, Aliberti non è mai stato amato dai tifosi. È un imprenditore napoletano che ha fatto grande il club (3 anni fa, dopo mezzo secolo, la serie A): e questa è la prima «colpa». In questo campionato, in curva non è mai mancato uno striscione «contro». E due anni fa, 12 gennaio 99, subì anche unaggressione nel bel mezzo di una conferenza: voleva annunciare un nuovo allenatore, i tifosi gli «consigliarono» di rinunciare. «Non mi sono stancato. La Salernitana mi entusiasma sempre. Ma il mio modo di vedere il calcio adesso è diverso. Da questo momento sarò nel ruolo del propietario dellazienda, uno stacco ci vuole. Non posso continuare a subire certe cose in città ». Domenica all «Arechi» si gioca una partita decisiva per la salvezza: contro il Ravenna. Aliberti, e il suo d.s. Pavone, hanno dovuto rivedere in corsa tutti i piani. Prima con lesonero dellallenatore Oddo (e lingaggio di Sonetti). Poi con lacquisto di giocatori che per età ed esperienza (ultratrentenni) sono lesatto contrario dei programmi annunciati. E adesso la lotta per non retrocedere, nonostante la Salernitana possa vantare in organico 4 giocatori nazionali nellunder 21 e due talenti come Vannucchi e Di Michele. «Quello che dovevo dimostrare, scusatemi la presunzione, lho già dimostrato. Le mie affermazionidice Alibertivogliono essere anche un segnale al mercato italiano contro il quale combattiamo da sempre. Purtroppo tutto ciò non è stato mai compreso ». In che senso? «Noi non sottostiamo ad alcun gruppo, abbiamo una nostra autonomia. A Salerno operazioni strane non se ne fanno. Poi possiamo indovinare il giocatore giusto o sbagliare, ma questo rientra nella media. Sono situazioni che ho scoperto negli anni, e che forse chi mi contesta non conosce nemmeno». Ma proprio ieri sera il mercato della Salernitana ha registrato un sussulto: David Di Michele, lattaccante che non ha mai nascosto le sue ambizioni di A, è vicinissimo al Napoli. I tifosi che odiano Aliberti, sono pronti a ritenerlo lennesimo sgarbo del presidente. Notizie correlate Salernitana
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