SABATO DA LEONI PER IL LECCE , MA LA JUVE CHI L'HA VISTA ?
28 Settembre 1999 - letto 323 volte
Il calcio non finisce mai di stupire, bello ed avvincente proprio perchè imprevedibile. Ci eravamo lasciati col sonoro 4-1 dei bianconeri all'Udinese, in una di quelle domeniche dove gira tutto ma proprio tutto per il verso giusto ,perfino il buonismo di Del Piero che regalava il pallone del rigore a Inzaghi a suggellare una vittoria robusta e convincente. Ci ritroviamo sette giorni dopo senza l'ingrediente fondamentale :la Juventus. Dov'è finita la squadra che ha stravinto centoquarantaqattro ore fa ? La stiamo ancora cercando,increduli, anche la Raffai e lo staff intero di Chi l'ha visto sono ancora sulle sue tracce . Un blackout totale,imprevedibile,tragico e assolutamente inspiegabile. La trasferta contro la matricola Lecce doveva essere addirittura un possibile trampolino di lancio verso una prima semi-fuga ed invece è stato un autentico tracollo , come quello del Titanic. La Juve non è mai entrata in campo, e la sua controfigura presente sul terreno di gioco è stata una sbiadita copia di una squadra mediocre, flaccida,stanca, lacunosa ,svogliata e perfino irritante . Da salvare in questa quarta di campionato non c'è nulla, a parte forse la nuova divisa completamente blu da trasferta che comunque non avrebbe potuto trovare peggior momento per esordire sulle spalle dei torinesi. I salentini guidati da Cavasin hanno dominato la gara senza affanni , sfruttando le mancanze e le distrazioni degli ospiti , ed hanno vinto la partita in modo assolutamente meritevole di sommi elogi . Il folto pubblico dello stadio Via del Mare, che quando arriva la Juve è sempre generoso nel tifo e nelle presenze , ha vissuto un sabato da leoni, dopo che la domenica dell'esordio aveva visto gli indomiti giocatori in giallorosso rimontare due reti al Milan campione d'Italia.Onore quindi al Lecce che ha conquistato tre punti importantissimi e magari insperati nella lotta per restare in A e che ha dato prova di un gioco brillante e gradevole fatto di giocate semplici :una squadra compatta in eccellente forma fisica e con un carattere già da grande team. Gli stessi undici juventini che avevano massacrato l'Udinese molle e spuntata di De Canio erano in campo anche alle 15 di oggi allo stadio del Salento davanti al tutto esaurito . Con un 'unica, importante eccezione. Edgar Davids. Purtroppo, e questa è una notizia deleteria per i tiofsi juventini, il centromediano del Suriname dovrà operarsi in settimana per risolvere definitivamente il suo problema all'occhio: la deroga del Cio sull'uso del collirio proibito era in scadenza e lo staff sanitario della Juve, capitanato dal dottor Agricola, ha deciso per l'intervento,sentito il giocatore stesso. Probabile un mese e mezzo di assenza dai campi di gioco per lui. Il Lecce si presenta agli ordini dell'arbitro Pellegrino di Barcellona con Chimenti tra i pali, Juarez-Viali-Savino marcatori , Balleri,Conticchio,Lima,Piangerelli e Traversa nel reparto centrale e Lucarelli Sesa coppia d'attacco. Non c'è il tempo neanche di fissare le marcature che dopo centosessanta secondi i padroni di casa sono già in vantaggio. Traversone di Traversa (e non c'è molto da ridere) sul quale il brasiliano Lima beffa la sonnolenta difesa juventina con uno stacco perentorio. Colpo di testa preciso sul secondo palo, Van der Sar immobile e palla in rete. Ci si aspetta la reazione rabbiosa della Juve,colpita a freddo. La stiamo ancora aspettando. La bolgia del Via del Mare sprona invece ancora di più i padroni di casa che non mollano mai la presa, continuando a spingere sull'acceleratore sulla scia dell'entusiasmo dato dal vantaggio. E dopo altri dodici minuti arriva il raddoppio : incredibile papera di un Ferrara sempre più vecchio e gol di rapina di Piangerelli. Purtroppo per lui e per il Lecce il guardalinee segnala a Pellegrino un fallo di mano dello stesso Piangerelli e fa annullare il gol. Immagini rallentate alla mano il povero Piangerelli non si era macchiato di nessuna irregolarità, anzi era stato proprio Ferrara a toccare la palla irregolarmente con la mano. Il Lecce non si scompone e continua a fare gioco. La Juve prova a risalire la china ma la squadra di Ancelotti non ha le gambe, la testa e la determinazione per pareggiare. Nel primo tempo la retroguardia juventina concede altre due pericolose palle gol al Lecce che tuttavia non chiude l'incontro. I bianconeri allora cercano di approfittarne e due volte il pareggio sembra cosa fatta . Ma il calcio, si sa ,è una scienza inesatta e quando la palla non vuol entrare non entra nemmeno a giocare in quindici contro undici. Zidane serve un pallone d'oro per Conte ma il capitano non trova nella sua Lecce la gioia che sperava e la sua rasoiata termina di un filo d'erba a lato. Poi da punizione di Del Piero Zidane inzucca di potenza ma Chimenti è superbo nella respinta. Da segnalare anche una spinta sospetta ai danni di Zidane in area salentina sulla quale Pellegrino lascia correre ritenendola veniale episodio di gioco. Nella ripresa c'è Birindelli per Zambrotta ma la musica non cambia minimamente. Il Lecce è sempre tonico, concentrato e molto ordinato in mezzo al campo, con Lucarelli e il nazionale elvetico Sesa a pungere la davanti. La coppia d'attacco del lecce è sempre molto viva, presente nel gioco e pressa con continuità i lenti difensori juventini, impedendo loro di salire a far gioco. Eccezionale la prova del brasiliano Lima, che al primo gol in serie A aggiunge una prova tatticamente ineccepibile in marcatura su Zidane, l'altro play in campo. Zizou non è ancora il pallone d'oro di un anno fa, la sua forma sta crescendo a piccoli passi, i suoi gol li stiamo ancora aspettando e le sue invenzioni le apprezziamo con parsimonia così come la sua grinta e la sua voglia di lottare. Però a mio avviso è oggi uno dei pochi a meritarsi la (quasi) sufficenza stirachiata nel tracollo generale. Molto meno bene Del Piero, spento e poco incisivo, sempre lontano dalla porta, mai in condizione di decidere il match con una giocata delle sue. E' ancora lontano il Fenomeno che ci condusse allo scudetto nel 98. E trascina Inzaghi in una giornata abulica, senza palle gol, con tante botte e pochi palloni giocabili.Ancelotti prova allora anche la carta Kovacevic, ma senza fortuna. L'ariete serbo non ha palloni giocabili perchè di gioco la Juve non ne producee il risultato è che il Lecce, un po meno aggressivo e lucido che nella prima frazione, si difende con tutti gli effettivi ma sempre con lucidità. Nel finale l'assalto della Juve porta ad un paio di mischie pericolosissime, ma la palla, già si sa, è destino che oggi non supererà la linea dietro Chimenti . Al quinto di recupero in un contropiede classico da manuale Colonello centra l'incrocio dei pali , poi Conticchio conclude in porta con un facile pallonetto sulla comica uscita di Van der Sar. Il portiere olandese ancora non deve aver capito bene il suo ruolo, visto che troppe volte è stato lacunoso nelle uscite in queste prime,poche,partite. O non esce o esce malamente. E c'è già chi rimpiange Peruzzi che para un rigore al Torino e fa fuggire in classifica l'Inter di Lippi e Vieri. Più che normale qualche dubbio e qualche polemica sull'attuale stato dei nerazzurri che vincono coi tre uomini ex-juventini. La triade dirigenziale avrà fatto bene le sue scelte? La giornata di oggi ha fornito rilievi esclusivamente negativi, dal gioco al morale al risultato. La Juve è apparsa in una sola parola inguardabile. E' mancato il gioco, la concentrazione è venuta meno dopo due giri di lancetta e la rabbia agonistica (gli stimoli di cui parlava Lippi ) non c'è mai stata . Bisonga reagire con prontezza e decisione , perchè i tempi stringono già da ora. Dopo la passerella uefa di Palermo coi ciprioti domenica prossima scenderà a Torino il Venezia di Spalletti che al nostro pari naviga già in cattive acque. Dovremo assolutamente ritrovare gioco,gol e vittoria perchè poi ,dopo la sosta per il match dell'Italia in Bielorussia, ci saranno ad attenderci le trasferte con Roma e Bari e poco più in là il derby della Mole. Quindi Ancelotti avrà parecchio da lavorare , sui singoli ,sul gioco e soprattutto sulla personalità di un gruppo che non è ancora vincente in campo e fuori. Buon lavoro,aspettiamo vistosi progressi . RAG DOLL
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