Credo che mai prima dora un quotidiano, sportivo e non, abbia inquadrato dignitosamente la situazione dellItalia calciofila.
E non credo che il calcio chiuda per le intemperanze di tifosi, o meglio di ULTRAS che sempre più spesso son paragonati a violenti e teppisti.
Indubbio che quanto avvenuto ieri sera allo stadio Olimpico non sia esempio da Galateo o Bon Ton, ma credo che, più del 22 giugno 2003, più delle proteste per decreti spalmadebiti, spalmafisco o affini, più di ogni altra cosa, domenica 21 marzo 2004 è da ricordare come il giorno simbolo in cui il pallone torna nelle mani dei legittimi proprietari, TIFOSI o ULTRAS credo importi poco.
Il governo, quello del pallone, che si arrende alla volontà di chi domenicalmente ci mette la faccia; il governo del pallone che finalmente capisce che THE SHOW MUST GO ON è soltanto una canzone dei Queen e non un dovere anche se in ballo cè la fine (o presunta tale) di una vita umana; il governo del pallone che ripesca piazze importanti e non (e nessuno me ne voglia), per poi metter una pezza assicurando che chi fallirà manterrà la categoria.
A NOI QUESTO CALCIO NON PIACE!!!
Su quanto avvenuto ieri sera si è malignato, si maligna e forse si continuerà a farlo per giorni, parlando di scontri premeditati al fine di far capire a chi il calcio lo governa che se Roma e Lazio dovessero sprofondare nei loro problemi finanziari fino al fallimento, gli ULTRAS giallorossi e biancoazzurri avrebbero il potere di fermare il calcio.
Credo che serva una buona dose di fantasia per affermar quanto sopra: non essendo io delluna o dellaltra fazione (e non avendo perciò la certezza di smentire tale cattiveria), il mio personalissimo punto di vista mi spinge ad escludere un atteggiamento del genere da parte degli ultras romani e laziali: di certo mettendo a ferro e fuoco una città non si arriva alla quadratura di bilanci, a ricapitalizzazione etc. etc.
Non solo: la premeditazione si è vista addirittura nel gesto contemporaneo della rimozione degli striscioni: chi frequenta il mondo curvaiolo, e non per semplice moda, sa benissimo la prassi in determinate situazioni 27 gennaio 1995, 20 settembre 2003 .chi almeno una volta ha sentito nel suo Io lesser ULTRAS sa benissimo a cosa facciano riferimento queste 2 date.
Proprio per questo si risparmino commenti ed esternazioni infondate e prive di senso, ad opera di tutti, ULTRAS e non.
Ieri sera i tifosi italiani si son riappropriati di quello spicchio di sfera che col passare degli anni il DIO DANARO ci sta sottraendo: anticipi, posticipi, ripescaggi, turni infrasettimanali, pay per view questo sottile meccanismo ieri sera sè riuscito ad inceppare, sovrastato dalla volontà di chi, in maniera garbata o no, ha invitato a non riprendere la disputa di una partita che, in caso di vita spezzata, ne avrebbe fatto perdere il vero significato. Questo non vuol minimamente dire che ogni domenica allo stadio deve scatenarsi una guerriglia per riappropriarsi di quel calcio che via via va scemando, vuol esser soltanto la dimostrazione che noi TIFOSI ed ULTRAS siamo i principali attori di questo SPORT!!!
DISERTARE, CONTESTARE: ci si inventi qualsiasi cosa pur di tornar a 10 anni or sono, quando tutto era diverso.
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