Roma: incidente sulla Colombo, tifosi infuriati
20 Settembre 2002 - letto 2581 volte Lo schianto all’alba, quando il sole aveva già inghiottito la delusione d’una notte passata a smaltire i fantasmi spagnoli, magari scacciati con il ricorso al divertimento sfrenato. Le lancette, impietose, dicono le sette, la Ferrari grigia, bellissima, lascia Viale Egeo, prende una curva, sbanda. Due cassonetti sulla traiettoria, impatto durissimo, l’auto, semidistrutta, che si ferma vicino al marciapiede, danneggiandolo. Velocità eccessiva o semplice disattenzione, sentenza ancora incerta. E poi le cure, rifiutate, forse un’altra macchina, che presta i primi soccorsi. Cronaca d’una storia che con il calcio ha in comune solo i protagonisti. Anzi il protagonista. Si, insomma, le versioni differiscono, ma la sostanza non cambia. Dentro quell’auto c’era un frammento di Roma, nell’accezione sportiva del termine. Zebina, secondo la tesi ufficiale, quella della società, Zebina più Candela, in base alle testimonianze di chi s’infervora nel racconto, come protagonista oculare del fatto. E il mistero s’infittisce. Anche perchè non si è ancora capito chi fosse alla guida della Ferrari, di proprietà di Candela. Un amico del francese, di nome Maurizio, o lo stesso laterale, questioni di prospettiva, anzi di versioni. Un punto mette tutti d’accordo: Zebina. Lui c’era. Sicuramente. Il XII gruppo della Polizia Municipale, grazie al verbale redatto dalla pattuglia Gamma 125, si sta comunque occupando dello spinoso caso, che la società giallorossa ha provveduto a ridimensionare con tanto di dichiarazioni ufficiali. «La vicenda dell’incidente coinvolge solo Zebina. Candela ha cenato insieme al compagno di squadra, poi Vincent è tornato a casa con la moglie, lasciando la macchina a casa del suo amico per accelerare i tempi. Zebina è rimasto insieme a questo ragazzo con cui ha fatto gli altri giri, fino all’orario dell’incidente. Il difensore non riusciva a dormire, provato dall’accoglienza che gli avevano riservato in tifosi all’Olimpico». Parole di Franco Baldini, diesse giallorosso, che annuncia sanzioni. «Zebina ha chiesto scusa a tutti, ai compagni e alla società, ma ciò non toglie che gli verrà inflitta una multa in rapporto a quanto accaduto». Il pellegrinaggio di tifosi e curiosi ieri ha fatto da corollario allo schianto della notte: recuperare un reperto è sempre un motivo di gloria. E c’è anche chi, come R.F., lavora proprio davanti al luogo dell’incidente. E ha visto, assicura, che il fatto non è andato proprio come tratteggiato dalla Roma. «La macchina era guidata proprio da Candela», dice il giovane. E i dubbi s’alimentano. Come lo schianto. Con o senza Candela, certamente con Zebina. Sarà la società a fare chiarezza. Dopo una notte fatta di delusione e misteri. Fonte: iltempo.it Notizie correlate Roma
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