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Pescara:Città in festa per il Senegal.Strade invase da bandiere e cortei e strani riti wudoo
16 Giugno 2002 - letto 705 volte
Sulle macchine in festa ridono felici i senegalesi "di Pescara". Clacson, tamburi, bandiere, va bene tutto per festeggiare la vittoria contro la Svezia,dopo quella per eccellenza contro la Francia che per secoli gli ha imposto lingua e tradizioni. I Mondiali di calcio sono iniziati benissimo e, con la vittoria a sorpresa degli africani contro la Svezia si è scatenato il finimondo,non sembrava più di essere in Italia ma bensi' in africa. Così, per oltre tre ore, anche a Pescara tifosi di ogni età hanno animato le strade del centro. E in corso Umberto, piazza Salotto e piazza della Repubblica è "scoppiato" il Carnevale.
Il quartier generale della festa è diventato il piazzale della vecchia stazione dove, a suon di tamburo, c'era chi suonava e ballava mentre gli altri, oltre una sessantina, applaudivano. «Siamo felicissimi», dice Aliù, venditore ambulante che ieri si è concesso un pomeriggio di riposo, «oggi è un giorno speciale perchè abbiamo battuto la Svezia. E' la prima volta che succede una cosa del genere. Adesso speriamo di andare avanti, insieme all'Italia s'intende. Ormai siamo qui da tanto tempo». E tra le bandiere del Senegal, infatti, ne spunta pure qualcuna italiana. Un affetto ricambiato, come attestano i clacson dei pescaresi che accompagnano quelli dei senegalesi, come raccontano le strette di mano, i sorrisi, i «bravi» gridati dai finestrini e dai motorini in corsa. «Abbiamo chiamato in Senegal», confida Moustafà, «ci hanno detto che c'è una festa gigantesca, non ci si può credere. Qualcuno della nostra squadra gioca anche in Europa, ma questa volta», conclude, «abbiamo vinto noi contro le squadre europee». «E' stata una sorpresa», afferma Sall, bandiera della comunità senegalese cittadina: dopo essere stato assunto come commesso in un supermercato, oggi è titolare di un negozio in via Mazzini e dice orgoglioso: «E' la prima volta che arriviamo a questo punto e siamo felicissimi». Ai cortei hanno partecipato anche Mendy, ex terzino del Pescara, e Djallo, ex nazionale del Senegal e oggi tornante dell'Alba Adriatica.

Chissà cosa sucederebbe se al posto del Senegal ci fosse stato l'Albania oppure la Jugoslavia,infatti come è risaputo a Pescara gli albanesi i rom e gli slavi superano di gran lunga i pochi cittadini Italiani ormai rimasti nella zona.
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