Pescara , tanta rabbia in città
04 Febbraio 2004 - letto 2727 volte
Pescara, all'indomani della notizia sull aggressione del tifoso pescarese, l'opinione pubblica cittadina e l'itera tifoseria fanno quadrato attorno alla famiglia di Maurizio Pasqualone, il ventiquattrenne colpito ad un occhio da un agente in serivio prima dell'incontro Fiorentina - Pescara.
Col passare delle ore, in città, molti ricordano il cognome di Maurizio, e la notizia si rincorre a folle velocità.
Maurizio, infatti, è il fratello di un grande tifoso del Pescara, Andrea, recentemente scomparso a causa di un brutto male, durante il periodo natalizio, infatti, i due gruppi principali della curva nord, i Pescara rangers e i Bad Boys, organizzarono in sua memoria e per raccogliere fondi da destinare al reparto di ematologia dell ospedale di Pescara, la partita del cuore, uno dei tantissimi esempi che dovrebbero far capire a certe persone che ultras non vuol dire essere per forza teppista, ma vuol dire anche avere dei valori e un cuore.
Il particolare ha scosso e indignato non poco l'opinione pubblica.
Ci si chiede, come possa un ragazzo di buona famiglia, appassionato della sua squadra del cuore, dopo aver subito un dolore così grande, aver raggiunto Firenze con un pulmino di amici tanto per evitare nel caso ci fossero stati degli scontri tra tifoserie, essere scambiato per un teppista o violento.
Ci si chiede, inoltre, con quale criterio vengono adottati certi comportamenti, se il ragazzo in questione avesse anche offeso a gesti, cosa che capita ogni domenica in tutti gli stadi, alcuni tifosi viola, con quale giudizio arbitrario l'egente in questione si è sentito in diritto di colpirlo ad un occhio, anzichè, magari, trascinarlo via e richiamarlo anche energicamente?
Come si può colpire in faccia un ragazzo del genere?
Come si può rovinare una vita di un ragazzo di 24 anni, colpevole solamente di avere una grande passione per la sua squadra del cuore?
Se sbagliano i tifosi esistono delle pene severissime, ma se sbagliano gli addetti alla pubblica sicurezza cosa succede?
Queste e tante altre domande si pongono ora a Pescara, sia la cittadinanza , ma in primis una tifoseria che spesso insieme a tante altre di ogni colore e fede calcistica in Italia, ha cercato di far capire alla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica, che la violenza gratuita è il peggiore dei deterrenti adottati da alcuni "addetti" e che tali comportamenti possono innescare pericolossisime reazioni a catena ed esasperare le curve Italiane.
Per la cronaca, il Prefetto e il questore di Firenze, si sono recati all'ospedale Careggi di Firenze, per esprimere la loro solidarietà alla famiglia, scusandosi per quello che è successo fuori dallo stadio A.Franchi.
Basteranno solo le scuse?