Pescara: Non giochiamo piu'
07 Settembre 2003 - letto 1095 volte E così siamo giunti all'epilogo di una situazione che si è trascinata per mesi davanti a Tribunali tifosi, con l'avallo di un Governo che sta perdendo la bussola e di un mondo (quello del calcio) in cui i conflitti di interesse si moltiplicano giorno dopo giorno. In tutta questa situazione negativa, l'unica cosa buona è stata la compattezza dei presidenti di 19 squadre di B. Un'unione senza precedenti che supera i confini geografici ed i campanili. Hanno fatto bene le squadre di B a rifiutarsi di scendere in campo. Per fare che? Dimostrare ancora una volta ai potenti del calcio che possono fare e disfare a loro piacimento il secondo torneo nazionale? Era ora di dire basta con una protesta senza precedenti. Occorre continuare su questa strada fino a che non verrà sanata una situazione inaccettabile? Il ritorno a 20 squadre è quanto ci si aspetta. E' impensabile concepire in corsa un campionato come quello cadetto di 46 giornate! Non è l'NBA e ci rifiutiamo di essere il circo della Federazione. Carraro aveva promesso la B a 20 squadre. Catania o non Catania. Perché per salvare una sola squadra si è deciso di distruggere un intero torneo? Forse la sedia del presidentissimo iniziava a scricchiolare sotto i colpi dei tarli degli emissari del Governo nazionale in cerca di consensi? Ora la voce la alziamo noi. Se riforma deve essere che sia gradita alla maggioranza delle squadre. Anzitutto maggiori contributi. In Italia il 90% del ricavo di diritti TV e affini viene assorbito dalle 5 maggiori società di A. Agli altri le briciole. La B avanza una valanga di denaro e non si vedono spiragli all'orizzonte. Anticipare di un anno la riforma? Si ma con quali garanzie. Forse occorrerebbe allargare la A (tra i pochi massimi tornei europei ancora a 18 squadre) a 2 unità in più, dividere la B in due gironi da 16 assicurando al centro-sud una presenza sempre costante nella massima divisione. Ma come si dice "le chiacchiere se le porta il vento". Siamo curiosi di sapere quali concrete proposte verranno da Lega e Federcalcio e in caso contrario il nostro Aventino si chiama coerenza e fa rima con attesa Notizie correlate Pescara
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