PARMA-MODENA—Analizzati i filmati delle telecamere sugli incidenti del dopopartita
Tafferugli, oggi la «prova tv»
Il questore: «Bilancio positivo». I Boys: «Siamo stati aggrediti»
Il risultato finale di Parma-Modena sarà noto entro questa mattina. Non si discute, ovviamente del responso del campo (il pareggio è già archiviato), ma di quello giudiziario. Scadono infatti alle 11 le 36 ore concesse dal nuovo decreto antiviolenza per la «prova televisiva». Una nuova norma che consente di arrestare _ sulla base dei filmati delle forze dell'ordine _ i teppisti da stadio anche un giorno e mezzo dopo le loro «imprese». L'altro ieri, per il derby con i cugini della Ghirlandina, è stata la «prima volta» del decreto al Tardini.
Un debutto che rischia di non passare inosservato. Il dopopartita è stato infatti ad alta tensione, con tafferugli davanti alla curva Nord tra tifosi ducali e ultrà ospiti. Gli animi sono stati calmati tra «pianti» generali: le forze dell'ordine hanno lanciato dei lacrimogeni, separando le due fazioni. Ieri, le Sezioni tifoseria della Digos di Parma e di Modena hanno lavorato a lungo sulle immagini delle telecamere, per identificare il maggior numero di persone possibili coinvolte nei tafferugli. «Non è un lavoro facile _ dice il questore Gaetano Chiusolo _ visto che molti avevano il volto coperto dalla sciarpa. I provvedimenti sono in evoluzione».
Non ci sono stati feriti o danni gravi. «Né tra gli ultrà né tra le forze dell'ordine _ sottolinea il questore _. Non ci sono stati incidenti gravi, e per noi è un motivo di soddisfazione. Ciò dimostra che i servizi, predisposti in modo capillare, hanno funzionato. Il bilancio è positivo. E lo è ancora di più, se si pensa alla dose di rischio che comportava questo derby serale».
Di diverso avviso i Boys. I tifosi del Parma puntano il dito sulla scelta del percorso scelto dalle forze dell'ordine per riaccompagnare gli ospiti in stazione. I gialloblù dicono di essere stati aggrediti dal corteo dei modenesi. Prima della partita, gli ospiti giunti a Parma in treno erano stati accompagnati allo stadio con le navette messe a disposizione dalla Tep. In stazione, invece, sono dovuti tornare a piedi. Sbucati da via Puccini su viale Partigiani d'Italia, 450 ultrà modenesi, dovevano imboccare via Usiglio.
Ma così è stato solo per alcuni.
«Li hanno portati proprio a pochi metri da noi _ raccontano i tifosi gialloblù _. Noi eravamo una trentina: stavamo commentando la partita e l'effetto della scenografia della curva. I modenesi erano molti di più, e all'improvviso hanno cominciato a lanciarci cubetti di porfido e bottiglie. Hanno superato il cordone di sicurezza, caricandoci. Le abbiamo prese, inutile nasconderlo. Ma mai più ci saremmo aspettati un'aggressione di questo tipo: pensavamo di essere al sicuro, e invece ci siamo trovati i modenesi proprio accanto a noi, nel punto nel quale tutti sanno che ci incontriamo».
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