Parma-Fiorentina: cronaca di una trasferta
23 Dicembre 2001 - letto 1602 volte
Oramai seguire la viola in trasferta e' quasi da paragonare ad una missione religiosa. In effetti l'amore per la nostra squadra e per i nostri colori va al di la di tutto, e nonostante Cecchi Gori e Mancini continuiamo a seguire la Fiorentina, sempre e comunque anche se siamo sempre meno.
Parma e' vicina a Firenze, non piu' di un ora e mezza di macchina. Ma io e due amici decidiamo di partire in mattinata presto, alle 9 ci troviamo sotto la curva Fiesole, si compra due panini al bar e via, scirpe legate ai finestrini verso Parma.
Si arriva allo stadio verso le 14, prima si fa due passi in citta'. Parma e' tranquilla, anche se i Boys ce l'hanno un po' con noi, durante l'incontro si alzano alcuni cori contro di noi ma soprattutto ce l'hanno con Di Livio apostrofato come Figlio di....e Gobbo di M...
Certo Angelo viene da lei, ma si e' dimostrato un combattente che rispetta la maglia viola piu' di tanti damerini immuni dal virus bianconero.
Irritante la prova di Morfeo, ma anche Rossi non si puo' vedere.
Presenti tutti i principali gruppi viola, ma come al solito senza striscioni solo uno
CECCHI GORI VATTENE!
Si perde anche oggi, come al solito ormai e la situazione si fa sempre piu' difficile, soprattutto perche' non abbiamo un briciolo di gioco.
Torniamo a Firenze senza voce, e con tanta amarezza nel cuore, come faremo a salvarci?