Nuovi arresti a Pescara per gli incidenti del dopo partita
23 Febbraio 2003 - letto 1744 volte Altri cinque tifosi denunciati, per tutti l'interdizione da tutti gli impianti. Perseguiti per la prima volta minori Tre anni senza vedere sport Tre ultras arrestati per gli incidenti del dopo partita s.d.l. PESCARA. Tre tifosi arrestati, altri 5 denunciati: per tutti, il divieto di assistere per tre anni non solo a partite di calcio, ma anche di calcetto e pallanuoto delle squadre pescaresi, in casa e in trasferta. Il conto arriva ed è salato per chi, lo scorso 20 gennaio, partecipò alla guerriglia scoppiata in occasione del derby di C1 tra Pescara e Sambenedettese. L'accusa è di devastazione, un reato per il quale si rischiano dagli 8 ai 15 anni di carcere e che, per la prima volta in Italia, riguarda anche due minorenni: M.P., 17 anni ad agosto, di Montesilvano, e G.S., pescarese, 18 anni ad aprile. Oltre a loro, portati all'istituto minorile dell'Aquila, è finito in manette |||||||||||||||||, || anni, residente a ******** ma di fatto domiciliato a ********. Gli arresti sono scattati ieri mattina, su ordine di custodia cautelare dei giudici del Tribunale per i minorenni dell'Aquila e di Pescara, sulla base dell'attività investigativa della Digos. Per un mese, gli uomini coordinati da Claudio Mastromattei hanno esaminato i filmati registrati dai poliziotti della Scientifica durante le sei ore d'inferno che hanno terrorizzato la città. Un'analisi resa ancor più difficoltosa dal fatto che gli scontri sono avvenuti di notte e che quasi tutti i teppisti, un centinaio i più scatenati, hanno agito quasi sempre a volto coperto. Ma dopo una serie di riscontri, i poliziotti della Digos sono riusciti a identificare i tre, arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e devastazione. ****** (protagonista anche degli scontri del derby L'Aquila-Pescara) è stato quello che ha reso più agevole il lavoro dei poliziotti perché si è mosso a volto scoperto: secondo l'accusa, sarebbe un leader, che invita gli altri ad attaccare e a lanciarsi contro le forze dell'ordine tanto da spingersi lui stesso a pochi metri dai carabinieri. Ieri mattina a casa sua i poliziotti hanno trovato anche 330 grammi di semi di canapa indiana. Più difficile, invece, è stato identificare il giovane che, a volto coperto, dalle gradinate della curva nord aveva gettato un frigorifero sulle macchine parcheggiate all'ingresso Maratona. Comparando quelle immagini con le altre dove la stessa persona, riconoscibile dall'abbigliamento e dalla struttura fisica, era a volto scoperto, la polizia ha identificato *.*. Era finito subito nella rete dei carabinieri *.*., sorpreso, bloccato e denunciato proprio durante gli scontri. Essendo minorenne era stato denunciato, ma dai filmati il suo ruolo sarebbe risultato grave al punto da far scattare l'arresto. Al bilancio di quel lunedì di terrore (40 feriti e danni per oltre 380 mila euro) vanno aggiunte altri 5 denunciati, per aver agito in concorso con i tre arrestati: *.*., (21) di Pescara, *.*. pescarese (19), *.*. (33) di Pescara, *.*. (23) residente a Francavilla e *.*. (26) residente a Caprara. A loro, come agli arrestati, il questore, Angelo Lo Scalzo, ha vietato l'accesso agli impianti sportivi per 3 anni, con l'obbligo di firma prima e durante gli incontri di calcio (campionato e coppa), calcetto e pallanuoto. Niente sport per chi è violento. Tra le accuse anche il lancio del frigo dagli spalti Individuati dalla Digos attraverso i filmati, rispondono di devastazione PESCARA. Con gli arresti di ieri sale a 11 il numero dei tifosi finiti in manette per Pescara-Samb. Secondo il gip del Tribunale dei minori dell'Aquila, Federico Eramo, i tre arrestati, in concorso con 5 denunciati, «compivano veri e propri atti di devastazione procurando danni ingenti». Questo, «con il lancio di oggetti, pietre, razzi, bombe carta e perfino frigoriferi e lavatrici, lavandini e sanitari divelti dai bagni dello stadio prima, durante e dopo la partita nei confronti delle forze dell'ordine, delle auto in sosta e di passanti ignari; infrangendo vetrine, danneggiando il selciato stradale, distruggendo completamente anche i locali dello stadio Adriatico, rompendo telefoni pubbblici e transenne, bruciando cassonetti dell'immondizia e distruggendo i semafori della città». Aggiunge il giudice: «L'incontro era sentito dalle avverse tifoserie come un'occasione per consumare ritorsioni in seguito ai gravi incidenti avvenuti nella partita di andata». E ancora: «Nei giorni precedenti l'incontro, sui siti Internet di entrambe le tifoserie si era manifestato l'astio tra di loro, fino all'invito esplicito a partecipare in massa alle violenze» Infine: «Gli eventi sono stati paragonati dal pm e dalla polizia a una giornata di scontro fra palestinesi e israeliani: tale confronto appare inopportuno, specie sotto l'aspetto della sensiblità verso le cause di quel conflitto, anche se ciò nulla toglie alla gravità dei fatti». Fonte: ilcentro.it Notizie correlate Pescara
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