Notte amaranto, Livorno in delirio
22 Giugno 2009 - letto 3016 volte Slogan, striscioni e sfottò durante la partita che valeva la A, ma anche applausi al bresciano Zambrella che, nellottica livornese, ha avuto il merito di affondare il Pisa nellultima giornata. Poi la grande festa fino a notte fonda Serie A!!!! E un boato, un urlo liberatorio soffocato in gola che può esplodere al Picchi dopo novanta minuti di tensione e un campionato che sembrava non finire più ormai alle spalle. Il comune denominatore delle partite in curva è vedere poco e soffrire tanto. E la finale Livorno-Brescia non può fare eccezione. Prima del fischio dinizio nella Nord si sta tutti pigiati, le facce sono tese e laria che si respira è quella delle grandi occasioni a portata di mano. Per esorcizzare la paura di unaltra stagione nel purgatorio della B con una sana dose di pragmatismo e un pizzico di nostalgia ci si affida a presente e passato, senza distinzioni. Le maglie amaranto di Diamanti e Tavano, salvatori della patria di oggi, si mescolano a quelle storiche degli intoccabili Protti, Lucarelli e Balleri, tanto per citarne qualcuno. Entrano le squadre in campo per il riscaldamento e il mancino di casa, Diamanti, si gira verso la curva a incitare i tifosi. Non cè da temere, la voce per i labronici sarà un problema da affrontare eventualmente il giorno dopo. Inizia la partita e la coreografia, puntualissima, parte. Il colpo docchio è tutto per lamaranto e il bianco delle bandierine che sventolano in aria e, ovunque ti giri, stampato sulle magliette intravedi di tutto: Curva Nord 12, Ciò brividi, una frecciatina per il nemico di sempre, Berlusconi, Dio cè...Silvio rilassati non sei tu!! e il livornesissimo Boia dé. Il primo tempo fila via, dritto dritto sullo 0 a 0, e la Nord non smette mai di cantare. Nel mezzo si sta pressati ma in curva si sa, è la regola. Giusto il tempo di riprendere fiato allintervallo e il conto alla rovescia riparte. Ci pensa Ciccio Tavano dopo dieci minuti a mettere il primo sigillo, quello della speranza, seguito dal secondo di Ale Diamanti, quello della quasi certezza, per finire poi con il terzo del danesino Bergvold, quello del sogno. E serie A. E in curva al Picchi cè una bolgia che sembra fagocitare il resto dello stadio. Tutti, tribuna compresa, in piedi a saltare Chi non salta un pisano è, perché a quel punto si può pensare anche agli sfottò extra e sfoderare quel campanilismo che da secoli divide le due città toscane. Addirittura si esagera perché per un livornese il massimo è il brivido della promozione in A misto a quello della retrocessione del Pisa tutto in una stagione. Ecco allora che parte E la vita, la vita, e la vita è bella, quando segna Zambrella con un colpo di testa, e comincia la festa, la prima volta probabilmente che una tifoseria fa un coro a un calciatore che in quel momento sta giocando contro la propria squadra ma che, nellottica livornese, ha avuto il merito di affondare i nerazzurri nellultima giornata. E poi una dedica speciale a Riccardo Taddei, nato a Vecchiano, provincia di Pisa, autore delle due reti che allandata avevano tenuto a galla il Brescia: Il pisano porta male, il pisano porta male!. Ce nè per tutti, finché larbitro non fischia e la curva, con il resto dello stadio, si svuota. Tutti in campo, a calpestare quellerba che torna a profumare di serie A. Sciarpe al collo e bandiere che sventolano, da quella enorme con scritto Protti 10, a quelle culinarie Siamo tornati con la triglia livornese che campeggia in mezzo e E cotto ir porpo (E cotto il polpo). Nel delirio collettivo cè bisogno di portarsi via qualcosa di questa serata, qualcosa da tenere lì come cimelio. Le reti della porta, in pochissimi minuti, spariscono. Tutte tagliate dai tifosi che si portano a casa un pezzo del loro Livorno. Cè chi pensa anche al cane e compra una t-shirt taglia 2/4 anni perché Sai, abbiamo uno yorkshire, anche lui è tifoso, domani gli si mette la magliettina. Pian piano il brulichio sul campo scompare perché cè da andare di corsa a recuperare macchine e motorini, a suonare per le strade e fare festa fino a tardi sul viale del mare che, per una sera, sarà tutto amaranto. Fonte: gazzetta.it Notizie correlate Livorno
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