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Noi siamo la Roma di Testaccio (alcune risposte al laziale)
05 Luglio 2001 - letto 4141 volte
Ti rispondo senza alcun problema e senza alcun rancore perchè meriti una risposta (da come scrivi e come ti esprimi mi sembri un ultras vero e dunque meriti rispetto). Innanzitutto partiamo dalla storia:
1)Testaccio: Si tratta di un piccolo monte a sud dell'Aventino che deve il suo nome alla parola latina "testa" che significa cocci (da qui il nome popolare Monte dei Cocci): in epoca imperiale infatti vi venivano scaricate le anfore olearie con cui le provincie spagnole pagavano i loro tributi a Roma. Nella tradizione popolare post-impero questo luogo assunse dunque il significato di simbolo della antica potenza. Nei secoli successivi il monte , secondo la documentazione conosciuta, era di proprietà del popolo romano che difese strenuamente questa sua prerogativa fino al punto di prevedere pene detentive per chi asportava cocci dal Monte. Secondo alcune stime, vi sarebbero nel sottosuolo circa 25 milioni di anfore accatastate. Il Testaccio sino alla fine del secolo scorso è stato un punto di incontro per il popolo romano; nel medioevo vi si tenevano feste di carnevale e si effettuavano regolarmente delle vie crucis.
Dal secolo sedicesimo in poi all'interno delle sue pendici si costruirono cantine ove il vino si conservava particolarmente fresco. L'esistenza di queste cantine rinforzò il carattere ludico del Monte e dei suoi dintorni fino alla fine del secolo scorso quando cominciò l’urbanizzazione della zona.

2) Lazialità & Romanità. Siete nati nel 1900 come società podistica e dopo alcuni anni (mi pare nel 1904 ma non vorrei sbagliare) avete avuto la squadra di calcio. A quei tempi il calcio a roma era roba da dilettanti appassionati e oltre a voi molti circoli polisportivi (come l'Audace o la Virtus) avevano la squadra di calcio. Sceglieste il nome Lazio (ma come si fà?) perchè volevate una dimensione che andasse oltre i confini della città ed i colori della Grecia per spirito olimpico. Mi permetterai di notare che già da questi primi passi dimostravate la vostra estraneità (ostilità?)al contesto cittadino. A livello di centro storico avevate un certo radicamento esclusivamente nella zona del Biscione (campo de fiori). Non è difficile immaginare il perchè, era zona di mercato e gli ortolani erano tutti burini (uso il termini in modo non spregiativo) ovvero sia originari della provincia. Per il resto stavate nei quartieri nuovi popolati dalla borghesia impiegatizia trasferitasi in città per lavorare nella burocrazia. Noi nasciamo nel 1927 dalla fusione di tre società, Alba, Fortitudo e Roman desiderose di dare a Roma una dimensione calcistica degna del suo nome. Una squadra che ne portasse nome, simbolo e colori. Una unione di forze che raccoglieva tre società di carattere molto diverso: la prima era molto radicata al Borgo, ed in altre zone circostanti, la seconda era la più popolare (molto radicata all'Appio-tuscolano) il Roman infine, era la società della Roma bene ed aveva sede in zona Flaminio. Anche voi foste invitati ma, ad onor del vero, rifiutaste l'adesione. Da quel momento vi siete sempre caratterizzati più per il vostro antiromanismo che per la vostra lazialità, questo è un dato di fatto (ti ricordo che i "caroselli-contro" li avete inaugurati voi, facendo festa dopo Roma-Liverpool a piazza del popolo...che smaltita eh?). Il vostro solito argomento ("noi ricchi patrizi voi poveri plebei", "noi elite voi massa") francamente è una menzogna. Innanzitutto, non vedo nulla di male nel tifoso meridionale o nell'immigrato che una volta a Roma diventi romanista. Mi sembra anzi piuttosto logico: si sceglie la squadra della città in cui si vive. Onore a loro. E si evita di dover passare la vita nel paradosso di scrivere sui muri il nome della propria città seguito da "merda" (o nelle coreografie). Ad ogni modo, voi minoranza lo siete stati sempre e non certo per colpa degli immigrati. Riporto la cronaca del primo derby nel vostro vecchio stadio della Rondinella: "Sapevamo che a Roma la maggioranza del pubblico volge le sue simpatie ai giallorossi; credevamo tuttavia che anche gli azzurri avessero larga messe di simpatie. Ci siamo dovuti ricredere: i nove-decimi dell'immenso pubblico che ha gremito lo stadio della Rondinella agitavano bandierine giallorosse, rincuorando i beniamini! Si può dire obiettivamente che la Lazio ha giocato... in campo avversario" (da Il Littoriale del 9/12/1929, il giorno dopo il primo derby).
Quella era la Roma che giocava al mitico campo Testaccio, "che tremare il mondo fa". Quella Roma siamo noi.
Se poi andiamo in provincia elite non lo siete proprio per nulla, ma piuttosto maggioranza e basta vedere i vostri striscioni in tevere o monte mario quando giocate all'Olimpico (Cerveteri,Castellaneta,Velletri Banana Club etc.). D'altronde avrai notato la simpatica coreografia dedicatavi dal Gruppo Storico all'ultimo derby: lo scudetto della Lazio ed. Panini 63-64 raffigurante una bella burina con una cesta di frutta in testa: TANA PE I CIOCIARI. O la mitica prima pagina del Corriere di Velletri dopo la vittoria dell'anno scorso: SEMU VINTU PE TIGNA. D'altronde per la festa avete chiamato a cantare i Cugini di Campagna...ma che era, autoironia? In ultimo, un altra favola va smentita, qella secondo cui voi sareste maggioranza nei quartieri bene e minoranza altrove. A me risulta che i vostri capi curva (e tu li conosci bene di certo) vivano tutti fuori dal raccordo anulare. Te lo dice uno di Prati, quartiere dove avete una certa presenza è vero, ma guarda Prati oggi...è tutta giallorossa. Come il centro(sei stato a Monti o all'Esquilino?) e le periferie. D'altronde sono i colori della città, mi pare naturale. Lazio è Lazio, Roma è Roma, basta questo a spiegare tutto. Non capisco perchè non lo accettiate. Dovreste difendere le vostre origini.

2) Curva ed altro. E' vero che avete sofferto e vi siete temprati nel dolore. Questo lo riconosco e vi rispetto per questo (i laziali veri, non i regalati degli ultimi anni di successi...che sono l'80%...tutti ex juventini o ex interisti accomunati dall'odio per la Roma). Anche noi abbiamo sofferto e non penso che la nostra fede possa essere discussa. E ti ricordo che voi avete fatto 40.000 spettatori a Lazio-Leeds di Champions League...noi 65.000 sempre e comunque. Parli di fughe? la vostra più recente è stata all'ultimo derby e te lo sai che è così...e tanti saluti alla "banda noantri". Per quanto riguarda il passato, partiamo innanzitutto dalla differenza ultras - ultrà (che sencondo me non esiste). risponderò anche indirettamente all'interista che mi pare molto ignorante in materia. Quando il CUCS decise di chiamarsi ultrà lo fece per distinzione, perchè in quegli anni tutti si chiamavano "ultras" copiando i più grandi dell'epoca, ovvero i granata. Ma prima del CUCS c'erano gruppi romanisti che si definivano "ultras". Fino al 1977 vi accomodavate in curva sud, poi ne siete stati cacciati. E vi siete rifugiati in nord. Queste sono cose che non si possono smentire. Per quanto riguarda la politica, hai perfettamente ragione. Ma la gente a quei tempi era diversa, infatti i camerati in sud non avevano alcun problema di convivenza. Oggi è vero che le cose sono cambiate, ma si cerca sempre di non sgravare. Hai notato che è la "nuova" curva sud ad onorare ogni domenica la memoria dell'autonomo di sinistra e grandissimo ultrà Roberto Rulli? Il cambio di guardia non ha avuto motivazioni politiche, ma solo la necessità di salvare la curva e di ritornare alle radici. Parliamo di copiare? Derby del dopo scudetto: il CUCS (allora il più grande gruppo d'Europa) si inventa lo striscione che ha fatto la storia del movimento ultrà, il gigantesco TI AMO. Come rispondete voi? Al ritorno scrivete: "Ragazzi la Nord vi ama". Quelli erano gli anni del predominio assoluto del CUCS e del famigerato gemellaggio coi napoletani. In verità va detto che il nostro unico gemellaggio era con le Brigate bergamasche (comunque e sempre onore a loro migliore tifoseria del Nord). Ed era politico. I napoletani erano tra i pochi che venivano a Roma quando le trasferte si facevano senza scorte. Vennero e copiarono tutto, ma proprio tutto. E chiesero il gemellaggio. Riconosco che si sarebbe dovuto rompere fuori casa, ma meglio tardi che mai. Devo anche riconoscere che gli Irriducibili per tre anni (dalla fondazione al 90) sono stati un grandissimo gruppo. Ma cosa sono diventati ora? Dobbiamo starne a parlare? Se parliamo di connessioni con le società gli Irriducibili non prendono lezioni da nessuno. E sono andati anche oltre. Per dieci anni avete fatto una unica coreografia: pezza al centro e cartoncini ai lati. Per non parlare dei fratini copiati ai milanisti ed a noi. Se parliamo di mentalità, penso che la vostra ultima coreografia o i guanti, il costume da bagno ed il telo da spiaggia "made in irriducibili" la dicano lunga. Che mentalità è speculare sui vostri stessi tifosi? Che mentalità è andare a Napoli in trecento? Che mentalità è fare uno striscione per Arkan e rinnegarlo dopo 3 mesi? Che mentalità è fare i Buhhh e poi andare in delegazione a leccare il culo a Thuram? Che mentalità è portare una targa ricordo all'ex capitano del Liverpool Phelan, allenatore del Panonios, in occasione della trasferta di quarti di finale di coppa Coppe? Trasferta in cui eravate in 17 (leggesi diciassette)?
Una ultima cosa sulle 80.000 bandiere...un conto è farle nel 2001 un conto è farle negli anni 70, questo te lo sai meglio di me. Poi 80.000 nel '74 non le potevate oggettivamente fare (ce stavano 70.000 poti) e non le avete fatte.
Io non nego che la nostra curva debba ancora molto lavorare per tornare ai fasti antichi,però l'inizio è più che positivo. Gli anni novanta ci avevano portato al minimo storico. Però i progressi di questi due anni sono notevoli: certi personaggi (alcuni di quelli che tu citi) finalmente allontanati, bellissimi bandieroni e bandiere in stile anni 80, nuovi ed innovativi cori che ci copia tutt'Italia (per questo ti confesso che mi ha dato fastidio sentire i tifosi dell'ultima ora cantare "siamo noi siamo noi i campioni dell'Ialia siamo noi"...gente che allo stadio manco ce viene). Certo il problema della mentalità che cambia esiste e non è solo nostro, ma di tutte le curve d'Italia. Ma con il nostro potenziale, si può fare ancora di più. E lo faremo. Voi piuttosto mi sembrate in caduta libera. Ma spero di sbagliarmi, perchè se è vero che il tifoso romanista si divide tra quelli che vi vorrebbero vedere in promozione e quelli a cui mancherebbe il derby, confesso di far parte della seconda categoria.
Saluti
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