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NAPOLI: "Una telefonata poi l’attentato"
06 Novembre 2000 - letto 1237 volte
L’esplosione — Il dirigente terrorizzato rivela

Di: IRENE DE ARCANGELIS
UNA BOMBA Molotov in casa Ferlaino. «Un attentato premeditato», come lo definisce l’amministratore delegato del Napoli, alla fine di una giornata segnata prima dalla sconfitta sportiva, poi dalla guerriglia urbana, da tafferugli, dall’esplosione della bottiglia incendiaria nella villa di corso Vittorio Emanuele. Sorpresa, paura, una storia che purtroppo si ripete. Se lo ricorda chi, nel 1983, fece scoppiare due bombe nello stesso istante. Una fuori casa Ferlaino, l’altra davanti alla biglietteria del San Paolo: quel giorno il Napoli aveva perso con il Kaiserslautern…
Alla fine di tutto, un crescendo nelle intimidazioni e nelle aggressioni subite da Corrado Ferlaino. Con una certezza: l’intenzione dei teppisti era di far scoppiare l’ordigno rudimentale dentro la villa per provocare grossi danni. Peggio: si trattava di un gesto premeditato. Un ordigno già pronto, preparato per farlo esplodere una volta saputo il risultato finale dell’incontro con il Vincenza. Ieri sera, dopo l’ultima sconfitta del Napoli, una banda di tifosi inviperiti per l’affronto in casa, hanno lanciato la bomba Molotov dal curvone di via Tasso verso le finestre di casa Ferlaino. Fortunatamente hanno sbagliato la mira, e la bottiglia incendiaria è rimbalzata contro un balcone cadendo poi tra due auto parcheggiate nel cortile sottostante. Cosa sarebbe successo se, come avrebbero voluto i teppisti, la bomba fosse esplosa dentro casa Ferlaino?
segue a pagina V

E cosa potrebbe succedere alla prossima sconfitta? Sui responsabili di gesti di simile violenza ora indaga la Digos. «Chissà, forse è lo stesso commando dell’assalto all’autobus della squadra, tre anni fa sull’autostrada», fanno sapere dalla società. Ma intanto va ricostruita una giornata di tensioni che poco hanno dello spirito sportivo.
Quello della bomba è l’ultimo, più grave episodio di una settimana di fuoco. Mercoledì scorso in via Santa Lucia, Ferlaino e la moglie erano stati minacciati e insultati all’uscita di un ristorante. Fatti bersaglio di un lancio di pietre che alla fine avevano spaccato il parabrezza dell’auto dell’amministratore delegato. Ieri mattina una telefonata anonima per lo stesso Ferlaino aveva avvertito: «Se non vinciamo la partita vi gettiamo addosso una bomba». E quando, ieri pomeriggio, Ferlaino si era messo in macchina per dirigersi allo stadio, era stato affiancato da una moto di grossa cilindrata. Due persone in sella a seguirlo, a minacciarlo fino agli ingressi del campo sportivo. Con la sconfitta, la rabbia dei tifosi al San Paolo è stata contenuta da 400 tra poliziotti e carabinieri, che hanno impedito alle bande arrabbiate di raccogliere pietre e di spaccare i vetri dell’autobus della squadra vicentina. Blindati il centro Paradiso e sorvegliata casa Ferlaino. Ma la banda della bomba ha aggirato l’ostacolo salendo a via Tasso, colpendo la villa dal retro. «Gesti deprecabili commenta allibito il presidente del Napoli, Giorgio Corbelli Questi fatti sono assolutamente folli».
DI: irene de arcangelis
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