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Napoli: tolleranza zero contro le lame
25 Agosto 2004 - letto 1711 volte
Napoli, vietato vendere coltelli
Tolleranza zero contro gli omicidi
Un momento d'ira, una mano che estrae il coltello dalla tasca, e due vite, quella della vittima e quella dell'assassino, bruciate in un momento. Una scena che a Napoli, negli ultimi tempi, si è ripetuta troppo spesso. E così è scattata la "tolleranza zero": il prefetto ha vietato, fino al 31 dicembre, la vendita di "armi da punta e da taglio atte ad offendere". "Ora è troppo facile comprare un coltello", spiega il primo cittadino, Rosa Russo Jervolino.


"Non voglio criminalizzare nessuno - continua la jervolino - ma avere in tasca un coltello in un momento d'ira può costituire una tentazione". E così il prefetto di Napoli, Renato Profili, accogliendo l'invito del sindaco e del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica riunito martedì, ha vietato in tutta la provincia la vendita "in forma fissa o ambulante" di armi da taglio.

Anche perché avere un coltello in tasca, secondo lo stesso prefetto, "soprattutto nelle fasce giovanili sembra aver assunto la valenza di uno status symbol", e "risulta facile, anche per i minorenni, rinvenire ed acquistare sul libero mercato siffatti oggetti".

Nel provvedimento non è però specificata nel dettaglio la tipologia dei coltelli di cui viene vietata la vendita: è quindi presumibile che il divieto riguardi anche quelli che oggi vengono venduti senza limitazioni, comprese piccole lame da collezione di recente reperibili anche in edicola.

Il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, specifica il prefetto, "ha condiviso l'esigenza di misure straordinarie" poiché esistono "urgenti motivi di ordine e sicurezza pubblica". E il provvedimento è giustificato anche da alcune sentenze della Corte Costituzionale, sussistendo "i presupposti per l'adozione di un provvedimento limitato nel tempo" che "pur comprimendo interessi costituzionalmente garantiti, quali quelli della libertà del commercio, mira a garantire il superiore interesse della tutela della vita umana, prioritario rispetto a qualsiasi altro".

E vengono ricordati anche gli ultimi fatti di sangue che hanno spinto le autorità ad adottare questo provvedimento: l'uccisione di Fabio Nunneri, il ventenne ammazzato il 18 agosto a Bacoli dopo essere intervenuto come paciere in una lite per motivi di viabilità, e quello di Francesco Estatico sul lungomare di Mergellina, "nonché altre aggressioni e ferimenti subiti da cittadini, fatti tutti commessi con coltelli di piccole dimensioni".

Fonte: tg
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