napoli-roma 2001
23 Marzo 2005 - letto 12866 volte Tre ore e mezzo dopo la fine della partita, lelicottero della polizia è ancora fermo in verticale sopra la stazione dei Campi Flegrei devastata. Dentro cè un treno carico di tifosi giallorossi che non può partire perché sono state divelte le porte. Fuori, tuttintorno, ci sono ancora scontri sporadici, incendi, distruzioni. Lintera zona del San Paolo trasformata in un campo di battaglia, di guerriglia insensata e criminale. Peggio delle peggiori previsioni della vigilia, quando a preoccupare erano soprattutto i gruppi di tifosi napoletani più irriducibili. E invece al termine della partita sono una parte di quelli romanisti, delusi da una vittoria sfumata quando ormai sembrava a portata di mano, a scatenare tutta la loro furia. Più del bilancio dei feriti, che in serata saranno 57, anche se fortunatamente nessuno grave, e dellincerto numero degli arrestati, è lammontare dei danni dentro e fuori lo stadio a lasciare sconcertati: otto automezzi (uno della polizia, uno dei carabinieri e sei di tifosi romani) dati alle fiamme, una trentina di automobili civili danneggiate, vetrine di negozi infranti, focolai di incendio ovunque. E, soprattutto, la stazione ferroviaria dei Campi Flegrei, a poche centinaia di metri dallo stadio, devastata in modo inimmaginabile: non solo tutti i vetri sono in frantumi, ma anche il quadro comandi del traffico ferroviario è distrutto, le macchinette obliteratrici tutte rotte, le pietre della massicciata rimosse e lanciate contro le forze dellordine. Nella loro furia, i teppisti prendono a sassate anche i loro compagni, compreso un gruppetto di ragazzini che si sono rifugiati terrorizzati e in lacrime in uno degli uffici della stazione davanti ai binari. Una donna delle pulizie viene colta da malore e lambulanza venuta a prenderla per portarla in ospedale fatica ad allontanarsi dalla stazione. Sono soltanto le 11 del mattino quando si capisce che sarà una domenica difficile. Decine e decine di giovinastri armati di oggetti contundenti di qualsiasi tipo, a cavallo di scooter e motorini, animano Piazzale Tecchio e le strade circostanti, tuttintorno allo stadio, con un carosello infernale. Caccia a tutto ciò che è giallorosso. Insulti, minacce, botte. Poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa li inseguono, li disperdono, li affrontano in un susseguirsi di brevi scontri e rapide fughe. Un paio dore prima dellinizio della partita sono già 14 i feriti, 7 agenti di polizia e altrettanti tifosi della Roma. Nessuno è grave, massimo 15 giorni di prognosi, ma un paio sono stati accoltellati. E i vigili urbani raccolgono per terra insoliti e micidiali proiettili: arance con conficcate, metà dentro e metà fuori, alcune lamette da barba. Quando il pullman con i giocatori della Roma, circondato da teppisti in ciclomotore che inveiscono contro di loro, sta per imboccare il sottopassaggio per il parcheggio interno dello stadio, due biglie metalliche colpiscono e scheggiano, senza però perforarlo, il primo finestrino anteriore della fiancata destra, proprio in corrispondenza della poltrona dove è seduto Capello. Non si sono ancora spente le note dellInno di Mameli, dopo che gli altoparlanti hanno diffuso un messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sullo sport come occasione di fratellanza, che dalle curve A e B piovono sulle forze dellordine proiettili di ogni tipo. E tuttavia la partita si svolge regolarmente, senza problemi. Ma più dellurlo di gioia dei tifosi napoletani, quando arriva il gol del due a due, stordisce il silenzio improvviso di quei cinquemila giallorossi stipati come animali nella tribuna ospiti. Sfuma la festa per lo scudetto e monta la furia. «I tifosi ospiti sono pregati di rimanere allinterno dello stadio al termine della partita», è la raccomandazione rilanciata tre volte dagli altoparlanti. Ma neppure mezzora più tardi gli ultrà giallorossi sfondano i posti di blocco e attaccano le forze dellordine. Sassi, spranghe, razzi incendiari. Polizia e carabinieri rispondono con cariche e lacrimogeni, la grande piazza davanti allo stadio diventa un inferno. Alcuni pullman vengono caricati di tifosi e fatti partire a forza. Ma non era certo finita lì. Un tifoso romanista, che rientrava nella capitale assieme a circa 800 ultrà giallorossi, ha accoltellato un poliziotto quando il convoglio era nei pressi della stazione di Formia. Il treno è stato dirottato nella stazione di Torricola, dove polizia e carabinieri hanno identificato tutti i tifosi a bordo. Il poliziotto della Polfer di Roma di scorta ai tifosi è stato ferito ad una gamba: guarirà in una decina di giorni. L'aggressione è avvenuta fra le 20.30 e le 21 quando il treno era fermo alla stazione di Formia. Alcuni tifosi sono scesi: qualcuno ha danneggiato il bar e i locali della stazione, mentre un altro ha aggredito il poliziotto. Quando tutti sono risaliti sul treno e il convoglio è ripartito è stato deciso di farlo fermare nella stazione di Torricola, alla periferia della capitale, dove è giunto poco prima delle 23. Da allora sono in corso le operazioni di identificazione di tutti i passeggeri, operazioni coordinate direttamente dal questore. Problemi anche in alcuni autogrill dell'autostrada Roma-Napoli dove si sono fermati i pullman dei sostenitori romanisti. Saccheggiati, in particolare, quelli di Casilino nord e La Macchia. Fonte: internet Notizie correlate Napoli
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