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NAPOLI ROMA
29 Dicembre 2004 - letto 5097 volte
NAPOLI - Otto accoltellati. Cinquantanove feriti, ventidue sono poliziotti. Diciotto tifosi arrestati (fin qui tutti napoletani) e sedici denunciati, tra cui tre minorenni. Incendiate sette auto, due delle forze dell'ordine. Sfasciate due ambulanze perché «non dovevano soccorrere» i feriti della battaglia. Poi sassaiole e pestaggi. Sfondati i vetri di tre pullman, compreso quello della Roma, assalito mentre arrivava allo stadio. E in coda alla domenica della violenza, due stazioni ferroviarie (Campi Flegrei e poi Formia) sono state devastate da mille tifosi romanisti. E così gli autogrill sull'autostrada del Sole: Casilino nord, La Macchia, San Nicola, Teano.
Il presidente della Roma Franco Sensi quasi aveva supplicato i suoi: «Niente incidenti, per favore». Sperava di non dover arrivare all'ultima partita per vincere lo scudetto. Ma adesso la sfida decisiva con il Parma potrebbe non giocarsi all'Olimpico, stadio diffidato fino a ieri mattina, e fortemente indiziato di squalifica ieri sera quando il bilancio della guerra ingaggiata tra napoletani e romanisti è diventato gravissimo: «Non devono squalificarci il campo per pochi ultrà di bassa lega che speculano sul tifo della Roma», ha detto Sensi: «E poi molti si sono inferociti perché al ritorno non c'erano più i pullman che li avevano portati a Napoli». La severità invocata dalle nuove norme della giustizia sportiva, e già applicata, potrebbe far scattare il provvedimento: Roma costretta a giocare in campo neutro l'ultima di campionato. Rischia anche il Napoli (campo diffidato), ma la società campana giocherà in trasferta la prossima partita, a Firenze.
Dalle 18,10 alle 19,40, da quando i tifosi romanisti sono usciti dal settore dove erano stati "ingabbiati" fino alla partenza del loro treno, si è consumata un'ora e mezza di scontri e fiamme nella stazione di fronte allo stadio San Paolo. Ma tutto era cominciato a mezzogiorno, con l'arrivo quasi simultaneo delle due tifoserie nel piazzale davanti allo stadio. Diecimila i romanisti. Troppi secondo il questore di Napoli, Nicola Izzo. «I biglietti venduti agli ospiti - ha denunciato - hanno superato di gran lunga il numero fissato in 4200». Così centinaia di giallorossi, dopo aver acquistato biglietti dai bagarini, sono stati sistemati fuori del settore della tribuna laterale A, quello della gabbia che tante polemiche ha sollevato ma «che ha retto bene», dice il questore. Molti romanisti sono finiti «pericolosamente» nell'anello inferiore della tribuna laterale B: una situazione non facile da gestire per i duemila poliziotti in servizio.
Erano 59 i feriti ieri sera alle 23 nel bollettino provvisorio della questura. Tra questi, 14 carabinieri, 22 poliziotti e 23 tifosi, la maggior parte romanisti. Ieri sera a Campi Flegrei, dove la linea ferroviaria NapoliRoma incrocia il metro, i tifosi romanisti che attendevano, incalzati dagli "avversari" napoletani, l'arrivo del primo treno (il secondo è partito alle 21,10), hanno sfogato la loro rabbia: distrutti i vetri, le macchine obliteratrici, rimosse le pietre dalla massicciata per scatenare una sassaiola. Poi sono ripartiti, lasciando una sciarpa giallorossa annodata su un lampione come un trofeo. E al successivo stop, alla stazione di Formia per scaricare un pacco, i romanisti sono scesi tutti insieme e hanno devastato il bar, divelto i cartelli, dato fuoco a un'auto della polizia e accoltellato un ispettore della Polfer a una gamba (non è grave): gli uomini della Polizia, in chiara minoranza, hanno esploso colpi di pistola in aria. Il barista ha raccontato: «Mi sono barricato, volevano uccidermi». Rientrato a Roma, il treno è stato fermato alla stazione di Torricola e la polizia (giunta con 300 uomini e oltre 50 mezzi) guidata dal questore Giovanni Finazzo, ha sequestrato coltelli, catene e identificato tutti e 1.300 i viaggiatori alla caccia dell'accoltellatore. Infine, sulla banchina della stazione Termini alcuni romanisti e laziali si sono incrociati: lanci da un marciapiedi all'altro di bottiglie e aste di bandiere, un tifoso ferito a un occhio.
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