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Napoli non perde la speranza
04 Agosto 2004 - letto 549 volte
Gaucci convocato in serata in tribunale: "La Fallimentare la pensa come me: possiamo partecipare alla B". E la città torna a crederci.


NAPOLI, 3 agosto 2004 - "Cronaca di una morte annunciata" - aveva sentenziato il Tribunale in mattinata definendo con un'espressione fin troppo abusata la tragica fine del Napoli. Ma sotto il Vesuvio la speranza è sempre l'ultima a morire. Già nel pomeriggio si erano diffuse voci che volevano la Fallimentare vicina alle posizioni di Gaucci a proposito dell'illegittimità del Lodo Petrucci e della possibilità di iscrivere il Napoli al campionato di B. La convocazione di Gaucci al Tribunale in serata ha confermato l'ipotesi. Le parole dell'imprenditore umbro all'uscita dalle aule giudiziarie non risolvono il mistero ma, se non altro, restituiscono la speranza a Napoli e ai napoletani. "La Fallimentare la pensa come me: il Napoli deve giocare in serie B - spara Big Luciano al quale hanno chiesto di rafforzare le garanzie del contratto di fitto già sottoscritto con la SSC Napoli. "Siamo soddisfatti perché la curatela ha detto che collaboreremo insieme per far sì che le cose vadano bene. È una cosa molto importante e molto significativa che ci può portare alla meta".

Dove si arriverà? Pare che il Tribunale voglia spingere Gaucci ad adire le vie legali per partecipare con il club partenopeo alla serie cadetta. Il compito del pool di giudici che ha decretato il fallimento del Napoli è infatti quello di tutelare i diritti dei creditori. Come? Con ricorsi ex articolo 700 al giudice ordinario e al Tar e l'invio di una serie di diffide alla Figc per imporre la partecipazione alla B del Calcio Napoli. Tra le strade che verrebbero percorse proprio quella del fitto a Gaucci, che ha sottoscritto un contratto con la SSC Napoli ora fallita. L'ipotesi è stata ritenuta velleitaria nella sentenza, ma in riferimento al salvataggio tout court dell'intero club, non relativamente al titolo sportivo per iscrivere la squadra al campionato.

Troppi debiti, la garanzie presentate da Gaucci non bastano. Era questo, in sintesi, il contenuto della sentenza della settima sezione del Tribunale di Napoli, resa nota stamattina, relativamente al fallimento della vecchia società di Naldi. La situazione è questa: il passivo della SSC Napoli è pari a circa 62-64 milioni di euro, mentre l'attivo, utilizzando le parole della sentenza, risulta "peraltro appena sufficiente a pagare le bollette di utenze telefoniche e simili". Ebbene, il progetto di Gaucci prevede ricavi complessivi per 46 milioni di euro in cinque annualità di cinque milioni ciascuna, denaro "del tutto insufficiente in proporzione alla entità della debitoria".

D'altronde l'aspetto del progetto-Gaucci che più degli altri ha orientato il Tribunale verso la sua bocciatura riguarda il fatto che esso "si correla al verificarsi di una serie di precondizioni che costituiscono altrettante variabili, non del tutto dipendenti dalla buona volontà dei contraenti come ad esempio la decurtazione di una rilevante quota di competenze arretrate dei dipendenti", calciatori su tutti "e la disponibilità mai concretamente manifestata del Comune e di Gallo a rinunciare ai loro crediti". Infine il fitto del ramo d'azienda è un'operazione che "svuoterebbe la società non solo del suo 'core business' trasformandola surrettiziamente in una società di gestione: di qui la palese impraticabilità della soluzione prospettata con il fallace pretesto del salvataggio del titolo sportivo".

Il Tribunale si esprime anche sulla legittimità del Lodo Petrucci. A quanto pare, in seguito al fallimento, è considerata una strada chiusa: se perseguita, porterebbe alla violazione della par condicio creditorum perché prevede il pagamento degli stipendi solo ai calciatori e non agli altri dipendenti ed ai fornitori della società. Cosa succede al Napoli, a questo punto? Gaucci proverà comunque a portare la squadra in ritiro: "In queste ore il direttore sportivo sta contattando i giocatori. Non si può lasciare la squadra arrugginire. Non ci possiamo fare male da soli. Se la squadra non partisse il curatore fallimentare (Renato Rascio, ndr) o chi per esso potrà sempre accusarmi. In questo momento stiamo cercando di prendere Fusani e qualche giocatore straniero con passaporto italiano". Venerdì si parte. Con giocatori senza prospettive e tifosi pieni di speranza (o di illusioni?).
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