Napoli, il nuovo stadio diventa un giallo
18 Gennaio 2007 - letto 1624 volte Istituzioni favorevoli alla costruzione di un nuovo impianto, De Laurentiis poco attratto dallidea. Tifosi categorici: Dal San Paolo non ci muoviamo. San Paolo si, San Paolo no, nuovo stadio si, nuovo stadio no. Il tormentone continua e, presumibilmente, ci accompagnerà ancora a lungo. Sono infatti ancora lontane, lontanissime le parti interessate dalla questione: istituzioni, SSCN Napoli e, last but not least, tifosi. Il quadro, insomma, appare più che mai ingarbugliato ed azzardare previsioni in merito alla vicenda risulta piuttosto complicato. Ma andiamo con ordine. Sembrano voler accelerare i tempi le istituzioni locali, rappresentate dallassessore comunale allo sport, Alfredo Ponticelli. Si parla già di scadenze: entro domani dovrà essere presentato il progetto preliminare. La zona in cui far sorgere il nuovo impianto è stata individuata da tempo. Si tratta dellarea nord di Napoli, periferia nota più che altro per i fatti di cronaca nera, aspetto tenuto in seria considerazione dalle autorità comunali, determinate a voler inserire la costruzione del nuovo stadio in un programma di rilancio sociale dei quartieri di Scampia e Miano. Tanta fretta è presto spiegata. E in ballo la presenza di Napoli nella rosa di città candidate ad ospitare incontri di Euro 2012, con il conseguente ritorno in termini economici e dimmagine. Idee chiare, ma tutto resta fermo per ora: mancano i fondi, stimati intorno ai 200 milioni di euro. Investimento consistente, cifra che bisognerebbe investire in altri settori, secondo uno scettico Aurelio De Laurentiis. Non si possono spendere 200 milioni di euro per un nuovo impianto quando ancora non si è risolto il problema della viabilità e dei posti di lavoro ha dichiarato il presidente degli azzurri - Napoli ha delle priorità da secoli, ed è giunto il momento che questa città diventi la locomotiva di un Sud che rigeneri tutta l'Italia. Presa di posizione in linea con le discusse dichiarazioni risalenti a qualche settimana fa, circa la virtualizzazione del tifo prevista dal patron partenopeo. Uno scenario che ha fatto storcere il naso a milioni di appassionati in tutto lo stivale. Tifosi napoletani inclusi. Proprio la tifoseria partenopea ha espresso a chiare lettere il proprio dissenso in merito. Scuole per studiare, fabbriche per lavorare, alla gente di Scampia questo dovete dare. Dal San Paolo non ci muoviamo! è il testo di uno degli striscioni esposti durante la sfida di sabato contro il Verona. Discorso di riqualificazione sociale particolarmente sentito in città che si riallaccia a quanto detto da De Laurentiis a proposito di priorità ben più rilevanti rispetto alla costruzione del nuovo stadio. Non mancano, inoltre, considerazioni di natura puramente affettiva ad allontanare il trasloco dal San Paolo. Limpianto di Fuorigrotta, seconda casa per molti napoletani, rappresenta, se vogliamo, un legame unico con un calcio daltri tempi, ricco di sorrisi per il Napoli, tesoro che la città non sembra disposta a perdere. Fonte: Goal.com Notizie correlate Napoli
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