Cielo coperto al Brianteo di Monza, lo stadio compare quasi all’improvviso ed è circondato dalla tranquillità più assoluta, direi quasi desolazione, nonostante il match sia con la capolista Mantova.
Fuori incontro un manipolo di irriducibili monzesi, di quelli che seguono da 10 e più anni le sorti dei biancorossi e che, posto che la caduta in C2 non li esalti di certo, proseguono convinti per la loro strada: amicizia, spirito di gruppo, goliardia e una buona dose di mentalità ultras. Sanno bene che oggi non ci sarà storia nel tifo, ma meglio berci sopra che farsi troppe menate.
Metto piede sul terreno di gioco che la curva ospite ha già tutti al suo posto: circa 450/500 tifosi presenti, arrivati con alcuni pullman e molte auto. Il gruppo è compatto dietro gli striscioni principali dei Virgilians Kaos e Sconvolts, poi di contorno altri ancora più o meno interessanti. Tra questi spicca quello “V.K. SEZIONE”, di cui sono anche in molti in curva ad indossare la maglietta.
Incontro qualche mantovano che conosco, finalmente sorridente per l’ottimo avvio di stagione dopo anni di sofferenza, con cui ci si aggiorna un po’ sul mondo ultras, sulla prossima sfida con i rivali della Cremonese che si profila scoppiettante e mi conferma che a breve uscirà un libro con la storia della curva. Per la serie “Barcollo ma non mollo” ad un certo punto spunta addirittura un gruppo di Bresciani direttamente da… Reggio Calabria, dove hanno seguito l’anticipo di A. Vengo a sapere che laggiù erano 500, se fosse vero è da applausi.
Il tifo comincia alla grande con l’entrata in campo delle squadre: torce e bandiere biancorosse ovunque ed subito tanta voce. Nel resto dello stadio, troppo bello per la C, regna il vuoto assoluto (distinti) o il silenzio (tribuna e curva di casa, in mezzo scazzo per l’avvio disastroso).
La partita la seguo tutta sotto la curva ospite, ed è un continuo rincorrersi di cori: la gente risponde bene e cerca di dare la spinta ad una squadra che in campo invece stenta a prendere il sopravvento. Si alternano cori secchi che spaccano il cielo cupo e canzoni più lunghe e ritmate: certo è che quando si alza un inequivocabile “… questa C2 a noi ci ha rotto il cazzo…” capisci che l’amore per i propri colori non conosce limiti… né regole grammaticali…
E’ invece messo bene in campo il Monza, che già nel primo tempo sfiora il gol in 3-4 occasioni e non concede spazi alla capolista. Intanto anche i tifosi di casa si sono un po’ rimessi in moto e sopra la balconata con drappo “Ultras Monza” (a fianco gli immancabili SAB) sono una cinquantina ben inquadrati: li vedo da lontano e quantomeno danno l’impressione di essere compatti, si agitano abbastanza, cacciano 5-6 torce e ogni tanto li sento anche.
Nessuna novità nel secondo tempo, il forcing lo fanno i mantovani sugli spalti mentre quelli in campo non emergono e finiscono per subire il goal dei padroni di casa. La ricerca del pareggio è all’insegna del cuore, come vuole e fa la stessa curva, ma non si va oltre un paio di calci di punizione dal limite (ben sventati dal portiere monzese) e di un colpo di testa da distanza ravvicinata, senza esito.
Alla fine quindi resta il risultato resta inchiodato sull’uno a zero, che rilancia un Monza forse in crisi di classifica ma certamente non di gioco. Battuta d’arresto per il Mantova, ma senza drammi: curva e squadra al termine si salutano con lo stesso entusiasmo che li aveva portati fin qui.
P.S. Per foto ed audiotifo (Mantova) della partita: gvlele@libero.it
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