Messina, Fa Caldo
13 Luglio 2004 - letto 3267 volte Per chi crede ad una giustizia divina, questo caso calcioscommesse è la rivalsa per unestate, la scorsa, passata per i rossazzurri tra sfottò e denigrazioni del tutto ignoranti, fuori luogo e soprattutto senza fondamento;chi crede meno ad una giustizia divina resterà ancora più sorpreso per il corretto funzionamento della giustizia ordinaria, che ad oggi sembra aver svolto al meglio il proprio compito, senza guardare in faccia, e nel portafoglio, nessuno. Si mette giorno dopo giorno peggio per la dirigenza giallorossa, nonostante le smentite e le prese di posizione del presidente Franza, gli sviluppi dellinchiesta non promettono niente di buono. Lunico giornale ad occuparsi approfonditamente del caso, è la Gazzetta dello sport, aggiungo io, a sorpresa, gli articoli sono veramente interessanti e permetteranno a chiunque li legga di aver sufficienti delucidazioni in merito al calcioscommesse per farsi una propria idea su quanto successo, su quanto succede e su quanto, speriamo, succederà. Si parte con lexcursus degli avvenimenti che hanno portato ieri (ndr.) allallargamento della lista degli indagati, passando poi per lelenco delle partite arbitrate da Palanca e Gabrile, con una piccola scheda personale degli arbitri. A firma calcio.com si elencano i giocatori coinvolti nello scandalo, segue lennesimo articolo della Gazzetta su tutte le ipotesi presenti e future alle quali questo scandalo potrà condurre, lattenzione infine cade su Dal Cin e le sue accuse, che a quanto pare non erano semplici voci di corridoio, tutto concluso nel massimo della pluralità ed il rispetto con le linee difensive dei sospettati, sospettati appunto perché fino ad un eventuale processo, nessuno può essere ritenuto minimamente colpevole. Un piccolo spunto polemico concedetecelo; su antenna Sicilia Francesco Triolo chiede ad un dirigente del Messina, Fabiano, Cosè che sta spingendo il Messina in A, Fabiano:le motivazioni. Forse saranno state proprio le motivazioni a spingere i peloritani in serie A, ma nelloggettiva incertezza sullaccaduto, attendiamo trepidanti gli esiti di questa inchiesta. La vicenda calcio-scommesse giorno per giorno L'inchiesta della Procura di Napoli sul calcio scommesse parte dalle intercettazioni telefoniche a un collaboratore di giustizia, Luigi Giuliano, in un'inchiesta di camorra condotta dai pm napoletani Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci della Direzione Distrettuale Antimafia. Lo scandalo scoppia l'11 maggio, con le prime perquisizioni e le prime iscrizioni nel registro degli indagati. Queste le tappe principali della vicenda: 11 maggio - I carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Napoli perquisiscono le sedi di alcune società di serie A, B e C. Dodici i club coinvolti: Chievo, Lecce, Reggina, Siena, Piacenza, Ascoli, Lumezzane, Sassari, Taranto, Catanzaro, Crotone e Fermana. Cinque i giocatori inizalmente indagati: Rossi, Ventola e D'Aversa del Siena; Ambrosino del Grosseto ma ex Catanzaro; Onorato ex attaccante di serie C e D. Si attiva subito anche l'Ufficio Indagini della Figc, che apre un fascicolo. 13 maggio - Scattano i primi interrogatori, quelli dell'allenatore del Siena Papadopulo, del direttore generale della società toscana Scapigliati e del direttore sportivo Ricci. Poi tocca all'allenatore del Chievo, Gigi Del Neri. 18 maggio - I pm Narducci e Beatrice ascoltano Salvatore Ambrosino, che prima si limita a ribadire la propria estraneitá alla vicenda, poi in un successivo interrogatorio comincia a parlare tirando in ballo altri nomi. 20 maggio - Ancora nuovi indagati, si tratta di altri 4 giocatori: Bettarini (Sampdoria), Marasco (Modena), Femiano (Como) e Califano (Chieti). 24 maggio - Terzo interrogatorio per Ambrosino, che fornisce ulteriori chiarimenti ai magistrati. 31 maggio - Partono dal Siena gli interrogatori dell'Ufficio Indagini della Federcalcio. In due giorni vengono ascoltati dal generale Italo Pappa prima i giocatori D'Aversa, Ventola, Cirillo, Chiesa, Fortin, Rossi e l'ex tecnico Papadopulo, poi il dg Scapigliati, il ds Ricci, il calciatore Lazetic. Ascoltato anche Ambrosino. 3 giugno - In Figc è la volta di Bettarini e del Modena. Per la società emiliana vengono ascoltati il presidente Amadei, il direttore generale Tosi e i calciatori Vignaroli, Ponzo, Zancopè. 7 giugno - Davanti al generale Italo Pappa si presentano due giocatori del Chievo: Marchegiani e Pellissier. 12 luglio - La Procura di Napoli iscrive nel registro degli indagati altre 14 persone, emergono i nomi dei primi due arbitri di serie A: Marco Gabriele di Frosinone e Luca Palanca di Roma. Gli altri nuovi indagati sono il presidente del Modena Amadei e il dg Tosi, il ds del Cagliari Nicola Salerno, il general manager del Catanzaro Pasquale Lo Giudice e i calciatori Nocerino del Benevento, Caccavale del Pescara, Alessi del La Spezia, Luppi del Ravenna, Aronica del Messina, Gentilie Pastore del Catanzaro e Landini del Sassuolo. Gazzetta.it Luca Palanca, l'arbitro della "famosa" Messina-Venezia Fra le gare sospette prese in considerazione dalla Procura di Napoli per muovere le accuse nei confronti del direttore di gara Luca Palanca c'è anche la "famosa" Messina-Venezia del 17 aprile scorso, giocata a Bari dopo la squalifica del campo dei siciliani per l'aggressione al pullman dell'Atalanta avvenuta la settimana precedente. In quella gara, terminata 2-1 per il Messina, Palanca espulse addirittura tre giocatori del Venezia, al 37' Liendo e poi all'81', Maldonado e Soviero, in seguito alla rissa scoppiata subito dopo il vantaggio del Messina su calcio di rigore. Mano pesante del giudice sportivo, ovviamente, nei giorni successivi alla gara: il calcio rifilato allo stesso arbitro Palanca è costato un anno di squalifica al veneziano Maldonado (squalificato fino al 15 aprile 2005), mentre il portiere dei lagunari, Soviero, sta pagando con cinque mesi di sospensione la rissa scatenata dopo la sua espulsione. Sulla gara ha indagato immediatamente l'ufficio della procura di Napoli sentendo il presidente del Venezia Dal Cin. Da allora, massimo riserbo sui possibili sviluppi fino all'iscrizione nell'elenco degli indagati dei due arbitri, Gabriele e Palanca. Gazzetta.it La stagione di Gabriele e Palanca Marco Gabriele, nato il 27 maggio 1964 a Sora (Frosinone), è alla Can di A/B dalla stagione 1999/00 e ha finora diretto 29 gare di serie A (14 successi interni, 8 esterni, 7 pareggi, il bilancio) e 70 di serie B (bilancio: 30 vittorie interne, 23 pareggi e 17 successi esterni). Luca Palanca, romano, classe 1970, appartiene alla Can A/B dalla stagione 2001/02; vanta 17 presenze in serie A con 5 successi interni, 6 esterni ed anche 6 pareggi, mentre in B ha diretto 48 incontri con 24 successi interni, 18 pareggi e 6 vittorie esterne. Fra le gare dirette quest anno, Palanca è rimasto coinvolto nel tragico Avellino-Napoli del settembre 2003, dove perse la vita un tifoso partenopeo. Da notare una curiosità: i due arbitri hanno diretto nella stagione da poco conclusa molte partite del Messina: esattamente 4 per Gabriele (con 3 successi siciliani ed 1 pareggio), 3 per Palanca (2 vittorie giallorosse ed 1 pareggio, il bilancio). Ecco l'elenco delle partite dirette dai due arbitri nella stagione 2003/2004 in serie A e B. PARTITE DI GABRIELE: 31/08/03 serie A Brescia-Chievo 1-1 14/09/03 serie B Napoli-Piacenza 1-1 20/09/03 serie B Como-Torino 0-2 28/09/03 serie A Empoli-Lazio 2-2 12/10/03 serie B Como-Palermo 0-1 19/10/03 serie A Bologna-Perugia 2-2 02/11/03 serie B Palermo-Atalanta 0-0 09/11/03 serie A Inter-Ancona 3-0 22/11/03 serie A Modena-Juventus 0-2 21/12/03 serie B Catania-Bari 1-0 11/01/04 serie B Venezia-Ternana 0-1 25/01/04 serie B Triestina-Messina 1-1 01/02/04 serie A Udinese-Modena 1-0 15/02/04 serie A Brescia-Sampdoria 1-1 29/02/04 serie B Verona-Vicenza 2-3 13/03/04 serie A Sampdoria-Bologna 3-2 18/03/04 serie B Salernitana-Messina 0-3 28/03/04 serie A Sampdoria-Lecce 2-2 10/04/04 serie B Genoa-Fiorentina 2-1 18/04/04 serie A Chievo-Reggina 0-0 01/05/04 serie B Messina-Treviso 3-1 15/05/04 serie B Messina-AlbinoLeffe 4-1 05/06/04 serie B Avellino-Cagliari 2-3 PARTITE DI PALANCA: 11/09/03 serie B Messina-Napoli 1-1 20/09/03 serie B Avellino-Napoli 3-0 (tav.) 28/09/03 serie A Chievo-Perugia 4-1 04/10/03 serie B Ternana-Torino 0-0 15/10/03 serie B Triestina-Verona 2-2 26/10/03 serie A Reggina-Ancona 0-0 09/11/03 serie B Napoli-Salernitana 0-0 16/11/03 serie B Ternana-Ascoli 1-1 23/11/03 serie B Palermo-Verona 3-1 30/11/03 serie B Treviso-Messina 1-2 14/12/03 serie A Brescia-Empoli 2-0 06/01/04 serie A Brescia-Siena 4-2 18/01/04 serie A Ancona-Perugia 0-0 25/01/04 serie A Milan-Ancona 5-0 01/02/04 serie B Salernitana-Torino 2-0 15/02/04 serie A Inter-Udinese 1-2 29/02/04 serie B Cagliari-Atalanta 5-1 07/03/04 serie A Ancona-Reggina 1-1 21/03/04 serie A Ancona-Inter 0-2 27/03/04 serie B Ascoli-Torino 0-0 10/04/04 serie B Bari-Salernitana 3-0 17/04/04 serie B Messina-Venezia 2-1 02/05/04 serie A Sampdoria-Udinese 1-3 15/05/04 serie B Ascoli-Verona 1-0 29/05/04 serie B Como-Genoa 1-3 Gazzetta.it Nessun nome in primo piano per i giocatori indagati. L'unico nome noto che riaffiora è quello dell'ex bianconero Gianluca Luppi. Non sono nomi di primo piano quelli dei giocatori coinvolti nell'inchiesta di Napoli sul calcio scommesse. L'unico nome noto è quello di Gianluca Luppi per due stagioni centrale della Juventus all'inizio degli anni '90. Questi i nomi degli indagati: Gianluca Luppi, nato a Crevalcore (Bologna), ha 38 anni ed ha militato a lungo nella massima seria in forza, oltre che alla Juventus, anche al Bologna, alla Fiorentina e al Venezia. L'ultima stagione l'ha trascorsa giocando in C/2 nel Ravenna. Salvatore Aronica nato a Palermo nel 1978, è un difensore del Messina con cui quest'anno ha centrato la promozione. In passato, ha giocato 2' in serie A nella Juventus nella stagione 1997-98. Alberto Nocerino è un difensore nato a Torre Annunziata nel 1975; nella sua carriera calcistica ha militato nel Benevento in serie c/1. Maurizio Caccavale, anche lui difensore, nato a Napoli nel 1973 e viene da una stagione nel Pescara in serie B. Giuseppe Alessi e nato nel 1977 a Torino e ha giocato nello Spezia in serie C/1. Ivano Pastore è un difensore nato a Salerno nel 1970 e proveniente dal Catanzaro in serie C/1. Luca Gentili, portiere nato nel 1972 a San Severino Marche. Attualmente milita nel Catanzaro in serie C1. Luis Landini è un attaccante nato a Reggio Calabria nel 1974 e che ha giocato con il Sassuolo in serie C/2. Pasquale Lo Giudice, difensore nato a Reggio Calabria nel 1968, anch'esso milita nel Catanzaro in serie C1. a cura di Pagin Claudia Calcio.com I magistrati napoletani ipotizzano l'associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Dalle scommesse a Gioco Calcio, tutte le ipotesi. ROMA, 12 luglio 2004 - Un lavoro enorme, fatto dell'analisi di oltre 400 tabulati, più di 42.000 utenze e più di 570.000 collegamenti telefonici: sono alcuni dei numeri dell'indagine sul giro di scommesse illegali che coinvolge società, giocatori e ora anche arbitri di serie A, B e C. L'ipotesi di reato è pesante: associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva (art 416 del codice penale collegato alla legge 401 del 1989). L'attività investigativa, coordinata dal pubblici ministeri Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, che hanno firmato il decreto di perquisizione nelle abitazioni, fra gli altri, dei direttori di gara Palanca di Roma e Gabriele di Frosinone (sospesi immediatamente dall'Aia), prendono avvio dalle intercettazioni telefoniche nei confronti di Salvatore Ambrosino, centrocampista del Grosseto, che in varie conversazioni allude a gare che sarebbero state "aggiustate" con la fattiva cooperazione dei due arbitri raggiunti da avviso di garanzia. La matassa, però, è di quelle intricate, sia perché oltre ai fari puntati sull'attività del Messina e in particolare del suo direttore sportivo, Mariano Fabiani, le indagini proseguono nell'approfondimento anche di incontri di serie A (Chievo-Siena, Modena-Sampdoria, Chievo-Reggina, Chievo-Modena e Chievo-Ancona). Ma non basta, in una deposizione l'amministratore delegato del Venezia, Franco Dal Cin afferma che "l'opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi è che la società calcio del Messina sia stata agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta "combriccola romana". Di essa, secondo Dal Cin, farebbe parte Gabriele e un altro arbitro (non coinvolto nell'inchiesta), a loro volta ritenuti legati alla Gea, la società riconducibile alla famiglia Moggi. Anche se di conferme, su queste ultime dichiarazioni, non v'è traccia nel decreto di perquisizione. E lo stesso Dal Cin ha rilasciato nel pomeriggio dichiarazioni alle agenzie per precisare di essersi "limitato a riferire cose che si dicevano nell'ambiente". Altro filone che l'indagine vorrebbe approfondire riguarderebbe la cessione dei diritti televisivi di Gioco Calcio che, guarda caso, vede coinvolte molte società già nell'occhio del ciclone (Modena e Chievo, per esempio). Ovviamente piovono le smentite e le prese di distanza. L'avvocato dell'arbitro Palanca, Giulia Buongiorno (il legale che difese Totti all'Europeo) afferma: "L'arbitraggio per Luca Palanca è una passione e proprio perché è una passione l'ha sempre coltivata ispirandosi alla massima lealtà. Oggi all'amarezza per la notizia dell'avviso di garanzia si aggiunge l'amarezza per l'immediata sospensione dall'attività. Tutto questo avviene per un coinvolgimento collegato a chiacchiere telefoniche tra persone che Palanca nemmeno conosce". Il Messina affida la replica al direttore sportivo Angelo Fabiani, tra l'altro chiamato in causa da Dal Cin: "Non stiamo capendo più nulla - dichiara Fabiani -. Stiamo a vedere quali saranno gli sviluppi delle indagini, ma come ho già detto stamani ci sentiamo tranquilli. Vediamo cosa accadrà. Ancora non siamo riusciti a parlare con Aronica (uno dei giocatori intercettati, ndr)". Sulla presunta "raccomandazione" di Moggi e sugli altri punti dell'inchiesta, Fabiani non ha voluto aggiungere nulla. Nel frattempo la magistratura napoletana ha trasmesso gli ultimi atti alla giustizia sportiva. Gazzetta.it Dopo gli avvisi ecco le accuse della Procura: Gabriele e Palanca avrebbero favorito la formazione siciliana. E Dal Cin ai magistrati fa il nome di Moggi. NAPOLI, 12 luglio 2004 - Due arbitri di serie A, Marco Gabriele e Luca Palanca, calciatori e dirigenti di società di tutt'Italia sono tra i destinatari di 14 nuove informazioni di garanzia emesse dalla Procura della Repubblica di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse avviata nel maggio scorso. E per questo i due fischietti sono stati sospesi dall'Associazione italiana arbitri. Lo ha reso noto la Federcalcio spiegando che il provvedimento è da considerarsi un atto dovuto per il regolamento interno dell'Associazione. Le accuse dei pubblici ministeri titolari dell'inchiesta, Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, sono pesanti: i due direttori di gara risulterebbero coinvolti, secondo intercettazioni telefoniche e dichiarazioni fornite nel corso di interrogatori, per una loro attività "tesa a favorire il Messina Calcio". Più volte, in telefonate tra indagati alla ricerca di partite sicure sulle quali scommettere, ad esempio, è stata data per sicura la vittoria del Messina nel corso dell'incontro dell'ultimo campionato con il Venezia, arbitrato da Palanca. Il match ebbe sviluppi drammatici nel finale con l'espulsione di tre giocatori del Venezia dopo che si era generata una vera e propria rissa in campo ed era stato allontanato il tecnico del Venezia, Gregucci. Il Messina, dopo aver rimontato la rete di svantaggio subita nel primo tempo, era passato in vantaggio con un calcio di rigore concesso al 36' del secondo tempo. A proposito di questa gara, era stato sentito l'amministratore unico del Venezia Dal Cin che ai magistrati ha parlato di una "combriccola romana", un gruppo di arbitri legati alla Gea dunque alla famiglia Moggi (a lato il testo del decreto di perquisizione). Indagati anche il presidente del Modena, Romano Amadei e il direttore sportivo della società, Doriano Tosi, il direttore sportivo del Cagliari Nicola Salerno, che per i pm rappresenterebbe il misterioso "Santone", e i calciatori Alberto Nocerino, Maurizio Caccavale, Giuseppe Alessi, Luca Gentili, Gianluca Luppi, Salvatore Aronica, Ivano Pastore, Pasquale Lo Giudice e Luis Landini. Perquisizioni sono state effettuate la scorsa notte dagli agenti della Direzione investigativa antimafia e dal reparto operativo dei carabinieri del comando provinciale di Napoli su disposizione dei pubblici ministeri. Il legale del Modena, l'avvocato Mattia Grassani, ha confermato le perquisizioni compiute in mattinata nelle residenze di Amadei e Tosi, entrambe a Sorbolo in provincia di Parma. Amadei e Tosi si sono poi recati nella caserma dei carabinieri di Sorbolo per espletare le formalità del caso. "Le perquisizioni hanno avuto esito negativo", ha detto Grassani. Il coinvolgimento di Amadei sarebbe in relazione alla partita Chievo-Modena giocata il 2 maggio di quest'anno e finita con la vittoria per 2-0 per gli emiliani. Amadei, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, avrebbe contribuito ad influenzarne il risultato, anche sulla scorta di alcuni crediti che avrebbe vantato nei confronti della squadra veneta. Il coinvolgimento di Amadei emerge dal contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e in particolare da una conversazione tra Luigi Saracino, indicato come organizzatore di scommesse, e Salvatore Ambrosino, centrocampista del Grosseto, entrambi già indagati nella prima fase dell'inchiesta. Durante questa telefonata, a proposito della partita Chievo-Modena Saracino riferisce: "Ho saputo da Marasco (giocatore del Modena indagato nella prima tranche delle indagini, ndr) che il Chievo regala su un piatto d'argento il pareggio al Modena". Gazzetta.it Figc, Abete: "Amareggiati per il coinvolgimento dei due arbitri" "Più che preoccupati siamo amareggiati per il coinvolgimento anche di due arbitri". Il vice presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete commenta la vicenda calcio scommesse che vede coinvolti questa volta i direttori di gara Palanca e Gabriele. "C'è la necessità - ha aggiunto Abete - che si facciano approfondimenti seri onde evitare che strumenti di garanzia possano trasformarsi solo in strumenti d'accusa. La Figc ha la massima fiducia nell'operato della procura di Napoli e del nostro Ufficio indagini". Campana si è detto "perfettamente in linea". Nicola Salerno, idirettore sportivo del Cagliari: "Per ora non posso dire niente, sono diventato famoso senza motivo. Mi hanno avvisato questa mattina - ha detto - dicendomi che c'era il mio nome tra gli indagati ma io non ho ancora ricevuto niente. Magari sono stato citato da qualcuno ma, per ora, non ho idea di cosa sia successo e spero che me lo spiegheranno". Massimo Cellino, presidente del Cagliari, ha definito il suo dirigente "una persona onesta con cui lavoro ottimamente da un anno. E non dimenticate - ha aggiunto - che siamo riusciti a crocifiggere anche Gesù Cristo". Franco Baldini, direttore sportivo della Roma, è stato molto cauto: "Stiamo sempre parlando di cose che sembrerebbero. Sarebbe bene ogni tanto parlare di quello che è, non di quello che sembrerebbe, e almeno aspettare di vedere se quello che sembra è realtà". Angelo Mariano Fabiani, direttore sportivo del Messima (è indagato il difensore Salvatore Aronica): "Siamo rimasti sorpresi e scossi dalle notizie di questa mattina - spiega Fabiani -. Noi siamo all'oscuro di tutti. Abbiamo provato a metterci in contatto con Aronica, ma non siamo riusciti a sentirlo. Continueremo nelle prossime ore, ma in questo momento aspettiamo di conoscere gli sviluppi dell'indagine, anche per capire su chi devono cadere le responsabilità di questa vicenda. Ripeto, il Messina è all'oscuro di tutto". Gino Corioni, presidente del Brescia: "Ho appreso che ci sono nuovi nomi indagati per il calcioscommese. Bisogna vedere però cosa c'è di vero, già qualche mese fa c'era stato solo tanto clamore. Aspettiamo ulteriori sviluppi". Massimo Poggi, vicepresidente e amministratore delegato del Catanzaro (sono indagati i calciatori Luca Gentili ed Ivano Pastore ed il direttore sportivo, Pasquale Lo Giudice): "Non abbiamo ancora notizie ufficiali sugli sviluppi dell'inchiesta. Noi comunque, siamo tranquilli. Siamo tutti qui in ritiro e siamo fiduciosi sul lavoro svolto dai magistrati e sulla correttezza dei nostri tesserati". Gianluca Luppi, indagato come calciatore del Ravenna: "Sono davvero rammaricato e arrabbiato per questa storia che definirei assurda. Ho letto il fascicolo sulle accuse che mi hanno lanciato e l'unica cosa che mi imputavano è che in una intercettazione telefonica tra Saracino e il giocatore Salvatore Ambrosino si faceva il nome di un certo Gianluca. Come fanno ad incolparmi per un semplice nome? È vero che conosco Saracino tramite Antonio Marasco, me lo ha presentato lui una volta che erano insieme. Qualche volta mi chiamava e mi chiedeva: che fate vincete o perdete? Ma erano dei semplici pronostici". Ivan Ruggeri, presidente Atalanta: "E' una brutta cosa, un fatto molto grave. Bisogna fare chiarezza in fretta per evitare che la situazione possa peggiorare. Il fatto che siano arrivati avvisi di garanzia anche agli arbitri potrebbe mettere in discussione l'intero campionato. Per questo è giusto che si vada fino in fondo. Mi auguro che le cose non corrispondano a veritá ma se le campane suonano, suoneranno pur per qualcosa". Gazzetta.it E la Gea minaccia querele ROMA, 12 luglio 2004 - La Gea reagisce minacciando querele. In un comunicato ufficiale, la società tirata in ballo dall'amministratore delegato del Venezia, Franco Dal Cin, afferma: "La Gea World ha dato mandato ai propri legali di tutelare con ogni strumento limmagine dellazienda e dei suoi azionisti in relazione alle notizie apparse oggi sugli organi dinformazione. Ciò anche alla luce delle dichiarazioni dellAmministratore Unico del Venezia Calcio, Franco Dal Cin, che in unintervista rilasciata allAnsa ha precisato di aver riportato voci sentite nei corridoi ." Gazzetta.it Dal Cin parla di una "combriccola romana" Scrivono gli inquirenti nel decreto di perquisizione: "In data 5 giugno 2004, la polizia giudiziaria ascoltava, quale persona informata dei fatti, l'amministratore delegato del Venezia Calcio Francesco Dal Cin (che era già stato sentito dall'ufficio di indagine della Figc). Egli ribadiva quanto aveva già riferito agli organi federali sulla 'opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che la società calcio del Messina sia stata in diverse occasioni agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta 'combriccola romana', di cui - secondo le dichiarazioni di Dal Cin - farebbero parte pure gli arbitri Gabriele e De Santis, a loro volta legati alla società Gea riconducibile alla famiglia Moggi". "Aggiungeva - si legge ancora nel decreto - che il direttore sportivo del Messina, Mariano Fabiani, sarebbe stato consigliato dal presidente della societá siciliana dallo stesso Moggi. Dal Cin sosteneva, infine, che lo stesso allenatore del Venezia, aveva avuto timori per l'esito dell'incontro, avendo appreso da un suo amico che il Venezia 'avrebbe avuto dei problemi". Il 15 aprile 2004 alle ore 22.36 intercorre una telefonata "tra Ambrosino e Nocerino il quale - nell'indicare incontri di calcio sui quali scommettere - dice: 'adesso ti dico una chicca... lo stretto... dice che è tutto a posto' aggiungendo che si è giocato mille euro. Vi è primo riferimento alla partita che giocherà il Messina con il Venezia il 17 aprile 2004 e che terminerà due a uno in favore del Messina". Gli inquirenti spiegano ancora che "più chiari riferimenti si comprendono nel corso della telefonata del 16 aprile 2004, delle ore 21.41 tra Ambrosino e Saracino. Quest'ultimo, nello specificare che non vi era un accordo con il Venezia ('non è che di là è a posto'), dice chiaramente che vi è un accordo con l'arbitro ('è l'uomo nero che è a posto con loro, hai capito... solo l'uomo nero... perciò o storto o dritto devono vedere come lo devono menare')". "Nel corso del verbale di interrogatorio del 24 maggio scorso - scrivono ancora i pm - Ambrosino ha confermato che si stava parlando dell'arbitro della partita Messina-Venezia, che è stato individuato in Luca Palanca. Inoltre nel corso del suo interrogatorio del 15 giugno 2004, Ambrosino ha spiegato che la fonte interna al Messina che aveva informato Saracino era il calciatore Salvatore Aronica, che - come detto nella telefonata - lo aveva informato appena dieci minuti prima". Scrivono ancora i pm che hanno delegato l'indagine su questa terza tranche sul calcio scommesse la Dia di Napoli diretta dal vicequestore Girolamo Lanzillotto e i carabinieri del comando provinciale di Napoli, diretti dal generale Vincenzo Giuliani che "tale notizia viene confermata da Ambrosino con Nocerino nel corso di una telefonata del 16 aprile, alle ore 14.20. Nocerino, appresa da Ambrosino la notizia dell'arbitro a favore del Messina ('mi hanno detto l'uomo nero, mi hanno detto'), risponde in modo piuttosto eloquente: 'può essere, quelli sono potentissimi". Secondo il pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Narducci e Beatrice "anche altri calciatori pare siano al corrente di qualcosa: Califano, come risulta dalla telefonata del 16 aprile alle ore 18.29 ('il Messina vince'); Gentili, come risulta dalla telefonata del 17 aprile 2004, alle ore 13.39 ('il Messina secondo me si saranno mossi pure'). Poi, come emerge dal decreto di perquisizione riguardo alla partita Messina-Venezia Ambrosino e Saracino commentano: "O, hai visto che è successo a Messina?" e il secondo risponde: "Oh scandaloso, io te lo avevo detto". Nel decreto di perquisizione si dice poi che "lo stesso Gregucci era ascoltato dalla polizia giudiziaria il 5 giugno 2004 (lo stesso giorno in cui era comparso davanti agli investigatori anche l'amministratore delegato del Venezia Francesco Dal Cin ndr) egli confermava le sue perplessità sulla designazione di Palanca, anche se spiegava che ciò derivava dal fatto che riteneva quell'arbitro non 'dotato di una spiccata capacita", mostrandosi però sul punto evidentemente contraddittorio, in quanto affermava che era la prima volta che Palanca arbitrava un incontro del Venezia e che il suo giudizio tecnico dipendeva dall'analisi di alcune partite da lui viste, che però non sapeva indicare". Spiegano i pm "che Luca Palanca, quest'anno, ha arbitrato anche altre due partite disputate dal Messina, anch'esse seguite da accese polemiche sull'arbitraggio giudicato sempre favorevole alla squadra peloritana. Si tratta di Messina-Napoli, giocata il 12 settembre 2003, con la concessione di un calcio di rigore al 43° del secondo tempo e di Treviso-Messina, giocata il 30 novembre 2003 e terminata uno a due". Per il pm "i fatti (senz'altro anomali) verificatesi nel corso di quell'incontro di calcio, nonché il contenuto delle dichiarazioni raccolte costituiscono un valido riscontro alle conversazioni telefoniche di cui si è detto, confermando -tra l'altro- che Saracino ed i calciatori in contatto telefonico con Ambrosino sono a conoscenza di circostanze ben determinate ed assolutamente fondate, a dimostrazione dell'esistenza di una stabile rete di collegamento tra addetti ai lavori del mondo del calcio, che operano al fine di condizionare talune partite, consentendo di scommettere ingenti somme di denaro, anche in modo clandestino". Gazzetta.it Fonte: Gazzetta.it Notizie correlate Messina
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