Mantova, scatta la contestazione, tutti nel mirino
18 Dicembre 2002 - letto 2018 volte
Dure critiche anche per i giocatori e per il Bobo. Il presidente affronta l'ira della curva: non ho ancora ceduto nulla
Gli ultras assediano Castagnaro: vogliamo chiarezza sulla società
THIENE (VI). Di qua del cancello il presidente Castagnaro, mister Boninsegna e il dg Preto che parlano di reazione, cuore ritrovato e segnali di ripresa. Di là del cancello gli ultras schierati, un cordone di carabinieri, le prime urla di una contestazione che i ragazzi della curva alla terza sconfitta in sei gare senza vittorie non vogliono più rimandare. Il primo coro è per i giocatori: un invito secco a tirare fuori gli attributi. Il secondo per il tecnico: e stavolta nemmeno il passato da Bonimba può funzionare da salvacondotto. Il terzo, il più accusatorio punta dritto sulla società. Mario Preto varca il fatidico cancello e si becca la sua razione di parole. Poco dopo tocca a Castagnaro. Il pomo della discordia è sempre lo stesso: Paolo Grigolo.
«Vogliamo chiarezza» è il refrain più gettonato. La cambiale in bianco messa a disposizione della società dai tifosi nell'ultimo anno a quanto pare è stata ritirata: gli ultras non vogliono il ritorno di Grigolo ma non sono affatto più convinti che Castagnaro farà le barricate pur di non farlo entrare nel Mantova.
Ecco perchè al posto della cambiale ora c'è un muro di diffidenza e il cordone di carabinieri che separa fisicamente il patron dai cinquanta, forse sessanta ultras che attendono l'uscita dei biancorossi fuori dallo stadio accanto al pullman che li riporterà a casa ne è l'emblema.
«Guarda che se ci hai preso in giro e Grigolo è già entrato in società sarà contestazione dura», urla un tifoso al patron. «Ci devi dire la verità, perchè qui da quando si parla della cessione del Mantova non vinciamo più una partita», ruggisce un altro e via così, in un crescendo di domande e accuse che rappresentano l'altra faccia della medaglia di un amore che non accetta tradimenti. Castagnaro, con un self control anglosassone che gli va riconosciuto, ascolta tutti, poi individua la mano di uno dei capi storici della curva e gliela stringe una, due, tre volte mentre si prodiga in rassicurazioni: «Non abbiamo fatto niente, su Grigolo non è stato deciso niente»,.
Gli ultras decidono che per oggi può bastare. Il dubbio che ciò che non è ancora fatto oggi si possa fare domani non li ha per nulla abbandonati - «se non è così sarà contestazione dura», promettono mentre iniziano a ripiegare - ma intanto l'assedio è concluso. Il cancello si richiude e Castagnaro torna di qua per affrontare i taccuini dei giornalisti. Che sia ancora scosso ci vuole poco per capirlo: «Che roba il calcio. Uno spende miliardi, porta la squadra al terzo posto in classifica, mantiene la promessa di farla salire in zona play-off e si ritrova contestato. E se fossimo ultimi allora che succederebbe?». Poi finalmente può dedicarsi al commento del match. Una gara seguita per la prima volta dalla panchina. Sempre in silenzio, al massimo scambiando qualche battuta col vicino Benevelli - perchè il bastone del comando lì spetta solo al Bobo - ma con la massima attenzione: «Vederla dal campo è una sofferenza, ma anche una grande emozione. Purtroppo abbiamo perso ma oggi rispetto a domenica scorsa la squadra ha reagito bene. Abbiamo giocato e nella ripresa messo sotto il Thiene, nonostante fossimo in svantaggio di un gol e ridotti in dieci dall'espulsione di Giubilato. Secondo me siamo anche parecchio sfortunati: ma il calcio è così e sono convinto che a fine campionato recuperemo i nostri crediti con la buona sorte».
La crisi di risultati insomma non incrina la fiducia di Castagnaro nel mister. Difatti il patron lo ribadisce con decisione: «La nostra fiducia in Boninsegna non è in discussione. Del resto è nostro dovere guardare soprattutto alle prestazioni della squadra e oggi il Mantova ha sicuramente fatto un passo avanti sul piano del gioco».
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