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Mandorlini paga per insulti ai tifosi del Livorno e dito medio. Identificati dal filmato della Digos 4 ultrà
24 Ottobre 2012 - letto 2898 volte
Liquidare il caso Morosini con un'ammenda da 50.000 euro e una diffida obbligata con relativo deferimento da parte del procuratore federale, Stefano Palazzi, alla Commissione Disciplinare di Andrea Mandorlini e della società per dito medio e altre catastrofi che si sono egregiamente addizionate l'una alle altre in un fine settimana estremo.

Una vigilia quella di Livorno-Verona in un crescendo di dichiarazioni provocatorie e di piani di contenimento da parte della Digos perché quei facinorosi lontani anche dal codice ultrà non producessero disordini e tafferugli. In effetti, l'azione delle forze dell'ordine ha evitato che le cose degenerassero in uno stadio divenuto una sorta di arena gladiatoria con reciproche provocazioni: quei cori, vergognosi, per Morosini sono stati puniti con 50.000 euro perché "trattasi indubbiamente di un fatto grave da censurare, oltre che moralmente, anche a livello sanzionatorio, e ciò anche a causa della potenziale incidenza sull'ordine pubblico, stante l'evidente contenuto provocatorio dei cori in questione". Da quel filmato della Digos sono stati identificati 4 persone, presto ne verranno individuati altri di questi presunti tifosi. Nulla su Mandorlini, evidentemente poiché nulla risulta a referto.

Ma quell'eccitazione, quella leggerezza nel sostenere e aizzare contro Livorno e i suoi sostenitori è già stata censurata dal presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi. "Siamo stufi di essere un Paese che si distingue per il peggio, spero che questa volta la maggioranza abbia il sopravvento". "Comune, club, tifosi e Lega hanno preso posizione tra chi sta dalla parte del calcio e chi dalla follia - ha aggiunto -. Spero che stavolta ci sia una giustizia piu' possibile individuale, che non penalizzi una comunità". Un concetto ribadito anche dal ct azzurro, Cesare Prandelli rispondendo a una domanda sul caso di Livorno.

Se per il Giudice Sportivo non ci sono altri presupposti se non quelli che portano a una maxi sanzione e a una diffida, sul fronte della giustizia sportiva - intesa come relativo alle conseguenze di quel deferimento di cui sopra - si muove ben altro.

Palazzi ha deferito Mandorlini "per aver reso pubbliche dichiarazioni che violano i principi di lealtà, correttezza e probità da osservare in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, dichiarazioni che integrano altresì espressioni lesive e discriminatorie e che, inoltre, sono finalizzate a denigrazione ed insulto territoriale, nonché a propaganda ideologica inneggiante a comportamenti discriminatori nei confronti della città di Livorno e conseguentemente all’As Livorno". Per l'Hellas il deferimento è per responsabilità oggettiva. E anche quel dito medio rivolto agli spalti che non è sfuggito al questore di Livorno ed ex arbitro Marcello Cardona dopo le anticipazioni alla Domenica Sportiva.

"Avranno tutti Daspo belli lunghi", ha detto lunedì sera annunciando che la procura della Figc è stato informata del comportamento del tecnico dell'Hellas ala vigilia della trasferta in Toscana. "Dopo il gol Mandorlini si è girato verso la tribuna d’onore dello stadio e ha alzato il dito medio - ha aggiunto il questore vicario Rossi -. A quel punto il questore Cardona ha deciso di scendere in campo e segnalare di persona il comportamento dell’allenatore al rappresentante della procura federale". Quella strana immunità di cui ha goduto Mandorlini, almeno fino a questa fase (trascuriamo gli episodi precedenti, ovviamente), potrebbe sfumare.

Sarebbe la via per ripristinare quegli equilibri che sono venuti a mancare, che ledono il senso civico, il rispetto, il fair play che in via di principio sono enunciati a ogni buona occasione. Eppure non esauriscono il problema delle regole, di come queste siano evidentemente poco efficaci se si continuano ad elencare cori e offese non razziste ma altrettanto violente o addirittura servizi che stimolano intenzionalmente come, nel caso del Tgr Piemonte, i più bassi istinti.
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