"Luisa, la mamma di tutti noi romanisti"
13 Ottobre 2008 - letto 2990 volte
«E tutto il mondo attraverserò, Roma con te, sempre sarò. Magica Roma ovunque taccompagnerà la fede del Commando Ultrà». Questo coro segna la fine di unepoca, la fine di un certo tipo di tifo, semplicemente la scomparsa di Luisa Petrucci, la tifosa più tifosa del mondo con lombrellino giallorosso. Quel coro fu il suo ultimo desiderio. Prima di morire, infatti, chiese allamico Fabrizio Grassetti che i ragazzi del Cucs, alla fine del funerale, intonassero la colonna sonora della sua vita da tifosa. Vittorio, Coca Cola, Elio, Guido, Peppe e Antonio, erano tutti presenti quel giorno di tre anni fa a Don Bosco. Quando dalla chiesa spuntò il feretro, portato in spalla dai «suoi ragazzi», la voce di Fabrizio si sentì alzare nel silenzio generale: «Forza, fate sentire a Luisa il coro che ci ha chiesto di intonare...». «E tutto il mondo attraverserò, Roma con te, sempre sarò. Magica Roma ovunque taccompagnerà la fede del Commando Ultrà». Fine. A tre anni di distanza, Fabrizio Grassetti, presidente dellUnione Tifosi Romanisti, la ricorda così: «Che dire... Uno dei miei momenti più belli, dal punto di vista sportivo, quando con il nipote ho raccolto le immagini per il suo album di fotografie. Ci sono le feste a cui ha partecipato, la solidarietà che ha fatto, i ritiri e le partite insieme alla squadra. Luisa rappresenta trentanni di vita sportiva per la Roma e con la Roma».
Guido Zappavigna, conduttore di Lupi nella notte su Rete Sport, ha condiviso con lei tante emozioni in giro per lEuropa: «Proprio laltro giorno ho aperto dalla mia mail una foto meravigliosa di una trasferta a Valencia del 2003 dove eravamo in pochi e tra noi non poteva mancare Luisa, che in giro per questa squadra ci è andata milioni di volte. Mi viene in mente, poi, un viaggio a Brescia con lei e Riccardo Galopeira. Al ritorno la prendemmo in giro perché ci chiese di accompagnarla a Bologna. Infine, a Valencia, nel 91, ci presero a sassate, io difesi Luisa con la borsa dello striscione. Nella sua vita ha aiutato tantissimi ragazzi, era unambulanza vivente». Giuseppe De Vivo, di Cuore di Curva, è stato un altro suo compagno nel percorso di vita: «Lei difendeva sempre i ragazzi, qualsiasi cosa accadesse. A Milano, una volta, i poliziotti ci tolsero lo striscione dei Fedayn in Piazza Duomo. Appena arrivò lei, parlò con le forze dellordine per farci ridare ciò che ci avevano tolto. E ci restituirono lo striscione». Francesco Lotito, numero uno dellAssociazione Italiana Roma Club, conserva di lei limmagine da tifosa: «Ci ricorderemo per sempre il suo lombrellino, la sua presenza in trasferta. Era una grande romanista». Grande romanista, ma soprattutto grande donna. Per Elio Nunzi del XXI aprile «era la nostra mamma. Ricordo il giorno del mio matrimonio, quando, a fine serata, andò via perché il giorno dopo giocava la Roma. E poi la ricordo a Napoli, quando le abbiamo salvato la vita dai poliziotti che provarono a picchiarla».
Infine, Marco Conidi, lautore di Mai sola mai, linno dedicato a tutti i romanisti, anche a Luisa: «Sono rimasto impressionato ai suoi funerali. Ho visto generazioni diverse presenziare alla sua messa, rappresentando idealmente la storia di questa persona che si era fatta amare da tifosi di ogni età. Luisa aveva scelto la passione della Roma per essere presente. E anche oggi continua a essere presente».