LIVORNO. Undici ultrà livornesi sono stati denunciati dalla polizia della questura di Grosseto per gli incidenti avvenuti nel corso dell'amichevole del 31 luglio scorso tra la squadra amaranto ed il Siena, partita disputata in notturna allo stadio di Massa Marittima.
Su di loro gravano accuse che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale alla violazione dell'articolo 6 bis della nuova normativa sulla violenza negli stadi che punisce il lancio di oggetti pericolosi dagli spalti e lo scavalcamento di recinzioni a protezione fra tifoserie opposte.
Ora gli undici ultrà rischiano la diffida con l'obbligo di presentarsi in questura per la firma ed il divieto di seguire partite di calcio, anche amichevoli. Un provvedimento che suonerebbe anche come monito in vista dell'avvio della stagione calcistica.
A permettere l'identificazione degli undici livornesi è stato il lavoro svolto dalla Digos della questura grossetana e dagli uomini della Digos della questura cittadina che hanno potuto visionare i filmati relativi agli scontri che si sono verificati soprattutto nel dopopartita.
La gara - ricordiamo - si disputò alle 20,45 in notturna in uno stadio probabilmente inadeguato ad ospitare match, sia pur amichevoli, tra squadre di rango al cui seguito si muove solitamente una folta tifoseria. E già prima del fischio d'inizio alcuni supporters amaranto (arrivarono circa in 1000) tentarono di forzare i cancelli senza però riuscire a sfondare. E ciò in seguito all'immediato intervento della polizia. Un tentativo isolato che sembrava non far presagire altri incidenti.
Ed infatti durante la partita tutto filò via liscio ma al termine dell'incontro un gruppo composto da circa una trentina di ultrà livornesi riuscì a forzare una rete che separava loro dai tifosi del Siena (circa 300).
Ne nacquero dei tafferugli con la polizia che fu costretta a sparare lacrimogeni per evitare il peggio.
Nel corso del loro intervento le forze dell'ordine riuscirono ad effettuare filmati che in questi giorni hanno consentito alla questura maremmana di individuare i responsabili dei disordini anche grazie alla collaborazione offerta dalla Digos livornese. Non si esclude che possano essere identificati, successivamente, anche altri tifosi che hanno partecipato ai tafferugli. Per questo dovranno essere visionate ulteriori filmati per fare una capillare attività di riconoscimento.
Intanto, per questi undici (tutti giovanissimi), è scattata una denuncia all'autorità giudiziaria. Per loro la stagione calcistica potrebbe iniziare nel peggiore dei modi: stadio vietato ed obbligo di firma in questura.
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