Livorno-Napoli: aggrediti vigili e finanzieri
20 Agosto 2001 - letto 1994 volte A un mese dalla morte del giovane contestatore, allo stadio si scatenano gli ultrà amaranto: «Assassini, assassini» Il carabiniere che uccise Carlo Giuliani: «Sto male, non volevo...» La partita di Coppa Italia tra Livorno e Napoli è stata preceduta da una serie di tafferugli - con le forze dell'ordine prese violentemente di mira - che avrebbero visto protagonisti la frangia più politicizzata della tifoseria amaranto (ma l'identificazione dei teppisti è ancora in corso di accertamento), quella che abitualmente occupa la Curva Nord dello stadio «Picchi». Tre finanzieri in borghese sarebbero stati inseguiti da un gruppo di un centinaio di ultrà, mentre una cinquantina di loro se l'è presa contro un'auto dei vigili urbani: il lunotto posteriore è stato mandato in frantumi con una pietra, mentre la carrozzeria è stata danneggiata a pedate e con colpi di bastoni. Contusi i due agenti che si trovavano all'interno del veicolo e che sono comunque riusciti a fuggire alla furia scatenata dei teppisti. Gli incidenti sono stati subito collegati al clima di tensione che non si è ancora allentato dopo i fatti di Genova del luglio scorso. E' infatti da ricordare che molti dei giovani ultrà labronici erano presenti a Genova in occasione del G8 e che ieri sera sono stati distribuiti dei volantini che ricordavano l'appuntamento odierno nel capoluogo ligure dove sarà commemorato di Carlo Giuliani (una manifestazione è fissata per questo pomeriggio anche a Livorno, davanti alla prefettura e nella centralissima piazza Attias). Gli ultrà hanno anche osservato un minuto di silenzio per ricordare il ventitreenne genovese ucciso il 20 luglio scorso in piazza Alimonda e prima del fischio di inizio dalla curva è partito anche qualche coro al grido di «Assassini, assassini» rivolto ai poliziotti che presidiavano il settore. Un altro elemento inquitante si sarebbe verificato prima del match: un tifoso napoletano, rincorso da un gruppo di livornesi, avrebbe estratto una pistola. Ieri intanto in una intervista al Corriere della Sera Mario Placanica, il carabiniere che a Genova ha sparato il colpo che ha ucciso Carlo Giuliani, ricorda gli eventi di quel 20 luglio. «Sto molto male. Non mi sarei mai aspettato di trovarmi in una situazione del genere. Mi dispiace, non ho potuto fare nient'altro, ma se avessi potuto scegliere ed evitare quel che è successo, lo avrei fatto». «Se lo so che oggi è un mese, come potrei non saperlo? Ci penso sempre a quello che è successo». «Forse manderò un messaggio al padre di quel ragazzo, ma adesso non me la sento ancora di parlare». La disperazione del militare non sembra però commuovere gli amici di Giuliani che si preparano a celebrare il trigesimo dell'uccisione dicendo «non vogliamo solo piangere un morto, vogliamo andare avanti, oltre Genova». Dolore, angoscia. Ma Francesco Caruso, portavoce della Rete No Global, è categorico: «farebbe meglio a lasciare l'Arma dei carabinieri, altrimenti corre il rischio di trovarsi nella stessa situazione». Oggi in piazza Alimonda, a Genova ci sarà anche tutta la famiglia di Carlo Giuliani come ha confermato il padre sottolineando che, insieme a lui, ci saranno anche la moglie Adelaide e la figlia. Fonte: iltirreno.it Notizie correlate Livorno
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