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Livorno: mattinata di botte, serata di canti e bandiere
26 Marzo 2001 - letto 1400 volte
LIVORNO. Un festoso sventolìo di sciarpe e bandiere amaranto ha accompagnato, alle 18,50, l'ingresso nella stazione di Livorno del treno proveniente da Pisa. Per gli ultrà labronici è stato un ritorno trionfale, all'insegna dell'esultanza per l'importante vittoria ottenuta da Protti e compagni all'Arena Garibaldi. Nessun problema, quindi, al momento del rientro: solo cori gridati a squarciagola. Ma le premesse erano state ben diverse, con tanto di tafferugli, sassaiole, sequestro di centinaia di oggetti contundenti, cariche delle forze
dell'ordine e contusi.
A provocare i disordini, davanti all'ingresso della stazione ferroviaria (dove si erano
radunati circa 1.500 tifosi), sono stati un centinaio di ultrà che non volevano essere controllati dalle forze dell'ordine. Poliziotti e carabinieri, infatti, avevano predisposto un attento filtraggio, così come era stato disposto dal questore La Corte: solo chi esibiva il biglietto dello stadio veniva fatto entrare dentro la stazione, ovviamente dopo aver «superato» il controllo degli zaini.
Proprio questo sbarramento ha impedito che un centinaio di vere e proprie «armi» potessero essere portate sul treno: sbarre di ferro, aste di metallo oppure di plastica ma imbottite di sabbia e pezzi di metallo, e anche un coltello a serramanico. Il giovane che ne era in possesso è stato identificato (si tratta di un ultrà già noto alle forze dell'ordine) e sarà denunciato per porto abusivo d'arma. Ma la decisione di effettuare delle perquisizioni così accurate non è stato gradito da un centinaio di ultrà che prima hanno cominciato a lanciare pietre, lattine piene e bottiglie contro e forze dell'ordine (provocando anche diversi danni nella stazione) e poi hanno tentato di forzare lo schieramento anti-sommossa.
La risposta non si è fatta attendere, con due cariche da parte della polizia e un fitto lancio di lacrimogeni. Un'azione decisa, che ha ristabilito l'ordine all'ingresso della stazione ferroviaria. E intorno alle 12,50 il treno con 1.500 tifosi è potuto finalmente partire alla volta di Pisa.
Da San Rossore all'Arena Garibaldi il corteo dei tifosi amaranto è stato scortato da
decine di uomini delle forze dell'ordine. L'ingresso in curva avviene senza incidenti.
Ogni strada a rischio è presidiata da un manipolo di celerini, così come ponti e viadotti. Mezz'ora più tardi arrivano anche gli oltre 300 supporters che sono partiti con sette pullman dell'Atl dal parcheggio davanti allo stadio. Anche per loro un viaggio tranquillo. La curva, in in un batter d'occhio, si riempe di oltre tremila tifosi. Il servizio d'ordine alla stazione ha ripulito gli amaranto che, a parte i fumogeni e qualche petardo, hanno con
sé solo bandiere e un incredibile entusiasmo. Fin troppo quando una quindicina di supporters riesce ad infiltrarsi, dieci minuti prima del fischio d'inizio, nel settore «cuscinetto», lasciato appositamente libero per impedire contatti fra le due tifoseria. Volano fumogeni, bottiglie vuote, monetine tra alcuni tifosi amaranto e alcuni supporters nerazzurri in gradinata. Ma una carica delle forze dell'ordine riporta tutto alla normalità. Sarà questo, per la verità, l'unico tafferuglio che vede protagonisti dentro lo stadio i tifosi livornesi. Per il resto della gara gli amaranto applaudono ironicamente, ma senza particolari provocazioni, i pisani che dalla gradinata lanciano sedili e fumogeni in campo inscenando la clamorosa protesta.
Anche l'esodo dall'Arena Garibaldi è tranquillo per i tremila livornesi che raggiungono, scortati, la stazione di San Rossore da dove alle 18,30 parte un treno stracarico che
li riporta a Livorno. Nessun contatto fra le due fazioni e amaranto festanti che sciamano in coro dalla stazione di Livorno.
Fonte: IL TIRRENO
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