Lecce-Perugia 0-1: le "sette sorelle" trovano un "fratello? Mazzone dice di no!
31 Ottobre 1999 - letto 457 volte
La scorsa settimana Mazzone aveva risposto ai giornalisti dicendo: "...Se il Perugia comincia a vincere anche fuori casa, che vuol dire? Che le sette sorelle sono diventate otto? Via, non scherzate!".
Alla fine della partita di Lecce qualcuno ha pensato di ricordarglielo: "per carità...Siamo oltre le nostre possibilità", salvo poi aggiungere un elequente: "ma con merito!". Ed in effetti il Perugia sceso in campo a Lecce ha dimostrato di valere la sua classifica: sempre concentrato e determinato, ha capitalizzato nel secondo tempo il massimo risultato segnando con Olive al 24°, dietro un traversone basso di Nakata. Ed è sempre Mazzone a tessere le lodi dei suoi ragazzi, elogiando certamente tutto il gruppo nel suo complesso, ma riservando un posticino d'onore a qualche asso: "Quando un allenatore ha a disposizione gente come Amoruso, Melli, Nakata, Ba...., basta dirgli quello che devono fare e loro lo fanno...Sono ragazzi bravi e intelligenti". Già nel primo tempo, a dire il vero, era stato il Perugia a rendersi maggiormente pericoloso davanti alla porta salentina, con un paio di occasioni non sfruttate da Amoruso, ma passare da un pareggio che poteva starci tranquillamente ad una vittoria, ha reso il pomeriggio della banda di Mazzone decisamente più solleticante. E poi, non va scordato, vincere a Lecce non è semplice per nessuno, motivo di maggiore orgoglio per la squadra e per i tifosi.
Effettivamente, conti alla mano, fa un certo effetto vedere il Perugia a braccetto della Roma ad un solo punto dalle milanesi, ma fa terribilmente piacere (al di là dei campanilismi o delle fedi calcistiche) che a portarcelo sia stato proprio quel Carletto Mazzone che fino a pochi mesi fa difendeva la categoria dei tecnici, tanto bistrattata da un Presidente. Gazzoni non avrà rimpianti al riguardo (e anche se ce li avesse si guarderebbe bene dal dirlo), ma certamente non ne ha Mazzone, che ha trovato in Luciano Gaucci un Presidente disposto ad assecondare tutte le sue richieste.
Non durerà? Comunque sia, finchè la classifica tiene lontana la "selva oscura" Mazzone ha di ché gongolare: "Non dimentichiamoci che il nostro obbiettivo è la salvezza". E mentre fra i giocatori si respira l'aria di chi l'ha fatta grossa zitto zitto, uno solo non riesce ad essere felice fino in fondo: Renato Olive. Non si tratta di un paradosso: ancora attaccato alla gente di Lecce ("mi hanno dato tanto, tantissimo"), Renato non ce l'ha fatta ad esultare davanti al suo ex pubblico al momento del gol. Cose che succedono, nel calcio, ed è proprio quando succedono che questo sport assume il suo fascino più genuino e cavalleresco.