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Le plusvalenze immobiliari della Juventus
23 Agosto 2003 - letto 2078 volte
>>Le plusvalenze immobiliari della Juventus
>>I nuovi artifici contabili usati dalla vecchia signora per aggiustare il
bilancio e non fare brutte figure
>>MARCO LIGUORI
>>SALVATORE NAPOLITANO
>>Era il 30 giugno scorso, giorno della chiusura del bilancio. In casa
bianconera, la ferita per la sconfitta nella finale della Coppa dei Campioni
bruciava ancora, e molto: ma in compenso i dati relativi al fatturato erano
davvero ragguardevoli. Le entrate totali erano ammontate a 215 milioni di euro,
il 22,9% in più rispetto ai già lusinghieri 175,3 milioni della stagione
precedente. Merito soprattutto del lungo cammino di Coppa. C'era di che
brindare in Corso Galileo Ferraris: ma non era così. Nonostante il record
assoluto del fatturato, i conti volgevano inesorabilmente al rosso: dopo sei
anni di utili, alcuni dei quali ottenuti grazie ad eventi irripetibili (le
maxi-plusvalenze del 2001-2002 per le cessioni di Zinedine Zidane e Filippo
Inzaghi e lo scambio vicendevole di un carneade con il Milan nel 1999-2000),
anche in casa bianconera la realtà stava per prendere il sopravvento. Si poteva
applicare il cosiddetto decreto spalma debiti, che consente di abbattere il
valore del patrimonio giocatori e di spalmare in dieci anni la perdita
relativa. La Juventus aveva conferito l'incarico ad un noto professionista per
studiarne la fattibilità. Quanto ad immagine, non sarebbe stata però una gran
trovata: non si era sempre detto che quell'assurdo decreto era stato tramutato
in legge in fretta e furia nel febbraio 2003 dal Parlamento per aiutare società
come Lazio e Napoli, inguaiate fino al collo? Meglio dunque soprassedere. Ma,
proprio in quell'ultimo pomeriggio, ecco la stupefacente magia: meglio di un
numero di Del Piero, o di Trezeguet, o di Nedved. E' la plusvalenza
immobiliare: una cosa mai escogitata prima da nessuna società italiana di
calcio. E dire che, quanto ad artifici contabili, le nostre società non sono
seconde a nessuno. Grazie a quella magia, l'esercizio si è chiuso con 2,2
milioni di utile. E' accaduto tutto in quel fatidico pomeriggio: la Juventus ha
venduto il 27,2% della sua controllata Campi di Vinovo Spa, la società che
detiene i 500mila metri quadri di terreno nell'area tra Vinovo e Nichelino che
sarà utilizzata per il progetto cosiddetto Mondo Juve, alla Costruzioni
Generali Gilardi Spa. Prezzo pattuito per la transazione: 37,3 milioni. Prezzo
pagato a suo tempo: 4,8 milioni. Dunque, la società dell'amministratore
delegato Antonio Giraudo ha realizzato una plusvalenza di 32,5 milioni. Niente
di strano, si dirà: accade spesso che le partecipazioni si rivalutino. Non
proprio: perché contestualmente alla vendita, la Juventus ha concesso alla
Gilardi il diritto di rivendere, proprio ai bianconeri, la stessa quota appena
acquistata allo stesso, identico prezzo. In altre parole, ti vendo una
qualunque cosa ad una cifra abnorme, guadagno in modo spropositato, ma quando
vorrai, dovrò pagare per la stessa cosa la medesima cifra da te pagata. Non è
stato il solo aggiustamento provvidenziale: nell'ultimo esercizio sono stati
accantonati per svalutazioni e rischi 1,32 milioni a fronte degli 11,53 di
quello precedente. I rischi potenziali sono davvero diminuiti di oltre 10
milioni in un anno? Lo si saprà solo a fine settembre, quando l'approvazione
del bilancio sarà definitiva e i singoli saldi saranno spiegati in modo
approfondito.
>>
>>Ma in casa Juve, si pensa già al futuro: imbellettati in extremis i conti
2002-2003, Antonio Giraudo si è già portato avanti con il lavoro. Il 15 luglio
la Juventus ha firmato la convenzione con il Comune di Torino, in base alla
quale ha ottenuto il diritto di superficie (ossia la possibilità di edificare
sul suolo) valido 99 anni, sull'area del Delle Alpi. Anche qui la Juventus è
giunta prima di tutti gli altri: si tratta della minusvalenza per il cittadino
che si trasforma in una plusvalenza dei bianconeri. Il Comune ha infatti
svenduto l'area alla Juventus, con ciò penalizzando il tifoso bianconero,
quello granata e chi di calcio non si interessa affatto. Come definire in altro
modo il prezzo di 25 milioni per un'area di 54mila metri quadrati? Si tratta di
4,68 euro per metro quadro all'anno. Installare a Torino un banco per il
commercio di libri usati costa mediamente 16 volte di più.

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