Lazio-Ascoli: bella gara, brutti striscioni
09 Gennaio 2006 - letto 7785 volte I biancocelesti battono i marchigiani. Di Canio in gol. Sugli spalti la solita "tribuna politica" Hanno due cognomi semplici, per niente esotici, assolutamente normali. I signori Rossi e Giampaolo, allenatori di Lazio e Ascoli, sono oggi tra le cose più semplici, chiare, indovinate e normali di questo calcio italiano. Lazio-Ascoli è stata quella che si dice una vera partita di pallone, divertente, leggibile, e il merito è soprattutto dei due tecnici. Che hanno costruito squadre logiche, coerenti, senza presunzioni: gli scienziati non abitano qui, l'impossibile è rimasto fuori dallo spogliatoio. È finita 4-1 per la Lazio ed è sicuramente ingeneroso per i marchigiani. Ma sarebbe potuta finire anche 0-0 o 5-4, e niente sarebbe cambiato. La gente si sarebbe divertita lo stesso. Bei gol, belle azioni, gran correre, giocatori messi in campo secondo il più realistico buon senso. A parte il buon Di Canio del primo tempo, ognuno dei 22 giocatori è sistemato in modo tale da garantire le proprie carenze con l'aiuto dei compagni e dare il massimo di quello che può. Sembra la rivoluzione, eppure è facile: basta guardare le squadre di Rossi e Giampaolo, e le loro meritatissime classifiche. Sarebbe stata una partita perfetta se non ci fosse stato il consueto protagonismo degli ultrà laziali: dalla curva nord i bersagli stavolta sono stati colpiti dalla "comunicazione scritta" degli striscioni. Non solo Lotito, ma anche il ministro Alemanno e il consigliere Rai Curzi sono stati pesantemente attaccati dai tifosi più irriducibili. Dopo gli appelli e le determinazioni di prima di Natale, la politica estrema si è presa di nuovo il suo spazio. Se Di Canio si è "limitato" a giocare, e anche molto bene, sia da parte del pubblico di fede biancazzurra sia da quello ascolano non ci si è limitati solo a tifare. "Di Canio uno di noi", hanno sventolato i tifosi marchigiani accorsi in tanti all'Olimpico tra aquile imperiali e striscioni "Arditi" e "Squadraccia" bianchi e neri. Però gli occhi del tifoso più attento al calcio giocato non si sono affatto lamentati: gran bel gol all'incrocio dei pali per il vantaggio ascolano di Guana, finezze tra Di Canio e Pandev più il gol di Mudingayi al suo debutto all'Olimpico. Notizie correlate Ascoli
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