LA SOLITA JUVE CASALINGA BATTE ANCHE IL PERUGIA , SIAMO CAMPIONI D'INVERNO
21 Gennaio 2000 - letto 262 volte
Non si è trattata di una partita diversa dalle altre che hanno sin qui contraddistinto il cammino dei bianconeri contro le squadre di mezza classifica, anzi il solito copione è andato in scena per buona parte della gara, poi un rigore (peraltro onestamente dubbio per il punto dov'è avvenuto il contatto) concesso da Borriello a Pippo Inzaghi e trasformato da Del Piero ha sbloccato la gara e consentito alla Juve di approdare con assoluta tranquillità al titolo platonico di campione d'inverno ,approfittando del contemporaneo pareggio laziale a Reggio Calabria.
Il Perugia guidato da Mazzone arriva a Torino dopo due scoppole pesantissime subite da Inter e Udinese, ha l'obiettivo di fare la sua gara guardinga per cercare di portar via un punticino prezioso in chiave salvezza, anche se fino a tre-quattro domeniche fa guardava di più alla zona uefa che alle concorrenti sottostanti .
La Juve in settimana ha sostenuto , davanti a uno sparuto gruppo di fedelissimi, un match che, in altro momento e in altra competizione, avrebbe avuto maggiormente risalto.
L'andata dei quarti di finale di coppa italia con la Lazio, non trasmessa in tv, ha portato allo stadio solo 6000 persone, che peraltro si sono divertite almeno nel vedere i 5 gol che hanno portato al 3-2 finale per i bianconeri. Per la cronaca altra impeccabile prestazione di Zidane (a segno su punizione) e altra marcatura pesante di Kovacevic . Poi la stanchezza, le disattenzioni difensive e il rigore dubbio concesso alla Lazio hanno consegnato ai tabellini un risultato che fa più comodo ai biancazzurri in chiave qualificazione .
Il record negativo domenicale di paganti è battuto : solo 920 per una squadra che sta lottando per lo scudetto. I 34500 abbonati non bastano per riempire mezzo stadio, e lo spettacolo, nel gelo torinese, è desolante.
Non in campo, dove la Juve parte subito forte e mette alle corde il Perugia.
Mazzone sistema Monaco a uomo su Inzaghi e Rivalta su Del Piero ma i problemi nascono sopratutto in mezzo al campo dove Bisoli ha di fronte uno Zidane ancora immarcabile, che gioca a tutto campo mostrando sprazzi di classe cristallina abbinati a una continuità ammirevole.
E dove Olive e Tedesco pagano sistematicamente dazio a Tacchinardi (nella sua migliore stagione da quando è alla Juve) e all'infaticabile Davids, motore sempre acceso della macchina juventina. Dopo pochi minuti di studio la Juve schiaccia gli umbri nell'area e Zambrotta , dopo una pregevole combinazione da palla inattiva , conclude con un interno che sfila a lato del palo lontano dando la sensazione del gol. Qualche minuto dopo è Zidane che penetra in area, vince un rimpallo e tutto solo a tre metri dalla porta spara su Mazzantini in uscita per un boato di clamorosa delusione degli spettatori. La pressione dei padroni di casa non conosce sosta e una terza palla gol arriva più tardi per Del Piero che però colpisce troppo di esterno per centrare la porta da buona posizione.
Al minuto ventisei uno-due Inzaghi-Del Piero, e sul passaggio di ritorno di quest'ultimo Monaco, al limite dell'area , abbraccia vistosamente Inzaghi che cade in area.
Per Borriello è rigore nonostante le proteste perugine . In effetti il punto esatto dov'è avvenuto il fallo sarebbe stato il limite dell'area come confermeranno alcune moviole.
Un po di fortuna negli episodi non guasta, e Del Piero trasforma con una conclusione centrale il quarto rigore della sua stagione.
Il primo tempo finisce senza sussulti, con la Juve che gestisce senza problema alcuno il possesso palla fino al fischio di Borriello.
Nella ripresa non cambia un granchè, ma la Juve, come appagata dal vantaggio, non ha più la profondità e la pericolosità della prima frazione e colpevolmente addormenta la partita .
Colpevolmente perchè da Parma, e soprattutto dalla partita con la Lazio di giovedi, dovrebbe aver imparato che un gol di vantaggio è assolutamente insufficiente per considerarsi tranquilli. Meno male che la reazione del Perugia è tutta in un tiro cross sul quale Calori non arriva in tempo. Rapaic si annulla da solo senza che Ferrara debba mai intervenire, mentre l'ex Nicola Amoruso (campione d'Italia nel 97 coi nostri colori), controllato da Iuliano, si mette in mostra per alcune buone giocate lontano dall'area ma non riesce mai a concludere in porta.
Van der Sar termina la giornata inoperoso, la sua porta resta imbattuta al Delle Alpi dalla partita col Milan, e la difesa può terminare la gara senza macchia per la nona volta.
E se il Perugia in avanti non fa nulla la Juve , apparsa meno brillante e grintosa che nel primo tempo, vivacchia sul gol di vantaggio fino agli ultimi istanti, lasciando comunque una minima apprensione negli sguardi dei suoi tifosi.
Al penultimo giro di lancetta Zidane insacca dal limite una punzione sulla quale Mazzantini non è esente da colpe, mentre in recupero Kovacevic (entrato a metà ripresa a sostituire uno spento ed acciaccato Inzaghi) ribatte in rete al volo una potente conclusione di Tacchinardi respinta dal portiere perugino . Per l'ariete serbo il secondo gol in quattro giorni, quattordicesimo di una stagione comunque da protagonista fino a questo momento. Finsce così con un roboante 3-0 che è punizione troppo severa per gli ospiti .
Che la Juve si esprima meglio con le "grandi" è un dato di fatto. Sei sontri diretti (quattro in trasferta) senza sconfitte , affrontati con prestazioni convincenti sul profilo del gioco e del carattere. Con le "piccole" sempre vittorie (eccezion fatta per Lecce, Bari e Reggina) stentate e sofferte più di quanto sarebbe lecito attendersi.
Il primato juventino nasce dalla solidità di una difesa ben registrata su Ferrara , Montero e Iuliano : la migliore del torneo con otto gol subiti in diciassette partite. E dallo straordinario rendimento tra le mura amiche. Nove partite , otto vittorie e un pari. I problemi per la truppa del Carletto a mio avviso restano due.
La mancanza di saper chiudere le partite (Bari,Parma e Lazio in coppa docent) che coincide con la fatica a concretizzare in gol lo spessore di gioco costruito, e la povertà di soluzioni alternative agli undici titolari considerando la prevedibile stanchezza degli stessi che si manifesterà quando cominceranno a farsi sentire gli effetti dell'intertoto.
Se è vero che è stato "un bagno d'umiltà" come continua a ripetere l'allenatore in spogliatoio, va anche ricordato che Ventrone ha fatto faticare il gruppo sin dal 1°giorno di luglio. Se qualche affaticamento verrà alla luce non so quanto la rosa juventina saprà affrontarlo. I nostri "titolari" sono quasi tutti indispensabili. La Lazio, principale rivale nelle corsa al titolo, ha una panchina che giocherebbe titolare in qualsiasi campionato. Speriamo di non aver bisogno, per stanchezza o per infortuni, di sacrificare qualche pezzo grosso perchè altrimenti saranno guai. Anche perchè di rinforzi non se ne sono visti, al contrario di quasi tutte le altre "grandi".
Domenica andiamo a nostra volta sullo stretto a far visita alla squadra di Colomba . Un occasione importante per Del Piero e Inzaghi, apparsi ancora, come a Parma, impietosamente inconcludenti in zona gol. E l'occasione per confermare il primato appena conquistato.
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