La Reggina entra nella storia. Davanti a 4000 fedelissimi. Davanti a milioni di telespettatori e radioascoltatori. Davanti all'intero mondo del calcio che osserva con curiosità la squadra-simpatia del momento. Al Delle Alpi la "Reg(g)ina del Sud" strappa un punto alla regina del calcio italiano e,forse, mondiale. Bella prova di carattere da parte degli amaranto che coi vari Possanzini, Kallon, Baronio, Stovini e Giacchetta ha centrato un risultato storico. In barba a chi aveva previsto chissà quale tragico impatto con la Serie A. Non era certo la vera Juve ma questo non è un alibi. E' stata semmai splendida la prova di gente come Cirillo (classe '77) che ha dovuto affrontare per la prima volta campioni del calibro di Inzaghi, Del Piero e Zidane. Al di là degli aspetti tecnici e tattici del match (già ampiamente trattati dai quotidiani) esiste un'altra faccia della cronaca sportiva. Esiste il racconto della trasferta dei gruppi organizzati che ha coinvolto circa 800 ultras. Gente che ha affrontato 2800 km e 35 ore di viaggio in treno per assistere all'inaspettata impresa. Gente che è tornata a Torino due mesi e mezzo dopo la promozione ed ha ritrovato il caldo abbraccio dei fratelli granata. Gente che s'è scontrata sul freddo astio dei bianconeri (stile Juve?) anche un pò razzisti a dispetto del fatto che gran parte dei sostenitori della Juve sono 'calabresi'. Gente che è stata sottovalutata dalla dirigenza bianconera (stile Juve?) che aveva provveduto per appena un migliaio di biglietti. Gente che ha speso ben 40000 lire (stile Juve?) per assistere all'evento più importante della storia sportiva di Reggio Calabria. Gente da ogni parte d'Italia. Emigranti con gli occhi lucidi venuti da tutto il Nord-Italia e dalla Germania. Simpatizzanti del Piemonte e della Lombardia. Ma, soprattutto, come sempre, loro, gli ultras che dopo un fine settimana tanto memorabile quanto massacrante sono stati abbandonati fino a notte inoltrata alla stazione di Porta Nuova circondati da un vero e proprio esercito e costretti all'identificazione come quei profughi che raggiungono clandestinamente le coste italiane. Alla fine, però, tutti siamo rientrati alla base. In testa il CUCN (presente la 'sezione' di Pisa), con al seguito il Lonsgroup, è tornato a casa con tanta stanchezza ma anche con l'orgoglio di chi torna vittorioso da quello che doveva essere uno schianto contro un colosso industriale-politico-calcistico ed invece si è rivelato un piccolo grande trionfo di cuore, umiltà ed impegno. Dunque, questa è la nostra carta d'identità, la nostra presentazione al grande calcio. Tenetene tutti conto. Perchè noi non abbiamo televisioni, fabbriche sfruttatrici e senatori a vita o capi di partito, nè giocatori foto-modelli per cui le ragazzine si strappano i capelli e che si rompono al primo contatto. Ma sappiamo far piangere di gioia umili operai fuggiti quarant'anni fa dalla nostra terra. Bastano undici puntini amaranto in un grande stadio per far rinascere l'orgoglio.
E allora... GRAZIE REGGINA!!!
Un saluto ai 'Ragazzi' del Toro...
TORINO E' STATA E RESTERA' GRANATA!
COME ON REGGIO!
e-mail: lonsgroup@yahoo.it
url: http://fly.to/LONSGROUP (sito in fase di aggiornamento)
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