Juventus: arresti non consentiti; la procura li scarcera
12 Marzo 2003 - letto 1953 volte
Dando una propria interpretazione alle recenti «Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive», la procura della repubblica di Udine ha scarcerato ieri i due ultras della Juventus arrestati domenica pomeriggio dalla polizia perché trovati in possesso di quattro mazze e un bastone.
Prima dell’inizio della partita, agenti della Squadra mobile in borghese avevano arrestato il 29enne Davide Mazzarotto, residente in provincia di Vercelli, e il 27enne torinese Davide Di Gati. Nel loro furgone c’erano due mazze da baseball, un bastone in legno con manico, una mazza in ferro piena e un altro manico di piccone in legno.
Dopo un consulto fra il procuratore, l’aggiunto e due sostituti, ieri mattina la procura ha deciso di non chiedere nemmeno la convalida dell’arresto, ritenendolo non consentito. Quindi niente processo per direttissima e scarcerazione immediata.
La polizia si era mossa soprattutto in seguito a una circolare ministeriale interpretativa del Decreto legge 24 febbraio 2003 numero 28, quello appunto che prevede misure più severe per contrastare la violenza negli stadi. Il dispositivo – com’è noto – introduce la cosiddetta “flagranza differita”, cioè la possibilità di arrestare chi si rende protagonista di atti di violenza o di teppismo durante le competizioni sportive fino a 36 ore dopo il fatto, qualora la polizia giudiziaria non possa eseguire immediatamente l’arresto, ma abbia acquisito prove nell’immediatezza del fatto.
Nel caso di domenica a Udine, gli arresti erano avvenuti in flagranza addirittura prima della partita. La procura ha inteso interpretare la normativa in riferimento al reato contestato, che è quello della violazione della diffida per chi è già stato condannato per il porto abusivo di strumenti atti a offendere. Nel caso in questione, i due arrestati sono incensurati e non sono mai stati diffidati, quindi non hanno violato alcuna norma che consentisse di arrestarli.
Non si può quindi parlare di arresti illegali, ma più semplicemente di arresti non consentiti.
Le «Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive» sono state emanate per ridurre il rischio del coinvolgimento di persone estranee ai fatti violenti, presenti solo per assistere all’evento sportivo. È prevista, inoltre, la possibilità di utilizzare il materiale video-fotografico ripreso al momento dei disordini, che servirà a documentare l’accaduto e ad evitare accuse infondate o esagerate.
Su questo provvedimento il governo aveva già anticipato l’intenzione di apportare una modifica, per consentire ai prefetti, per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, di intervenire sui calendari e di chiudere gli stadi fino a un mese.
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