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Il TIFO-Report di Taranto - ASCOLI
26 Marzo 2002 - letto 1410 volte
24 pulman, una decina di 9 posti e diverse auto private per 1300-1500
Picchiomaniaci in totale. Questi i numeri della trasferta di taranto.
L'appuntamento era a Taranto barriera e a gruppi di 3, 5 o 10 pulman, chi
con la scorta, chi senza, ci si è scaglionati lungo l'autostrada,
sorpassandosi o ritrovandosi negli autogrill.
Una volta giunti, ci si è ricompattati ed è apparso il primo (ed unico)
problema. per motivi di ordine pubblico, ci hanno fatto concentrare in un
parcheggio ad una mezz'ora dallo stadio. Lì hanno caricato sui pulman urbani
quelli giunti con auto privata (altri hanno raggiunto lo stadio per conto
loro) e....ci hanno fatto attendere 90 minuti prima di ripartire.
Sicuramente è una mossa efficiente far affluire allo stadio i tifosi locali
e poi far arrivare gli ospiti, ma l'attesa e la consapevolezza di perdere le
battute iniziali della gara non contribuiscono certo a mantenere calme le
persone. Solo la voglia di arrivare allo stadio ha impedito che accadessero
cose spiacevoli (due o tre poliziotti che, chissà perché, si erano messi in
mezzo all'ingresso, forse per fare un secondo controllo, sono stati
"gentilmente" messi da parte dalla marea entrante).
Comunque nessun problema ed il settore assegnatoci, mentre già i giocatori
avevano iniziato, si è presto riempito (quasi, visto che la capienza era
superiore).
Il colpo d'occhio dello Jacovone è veramente bello. Una curva Nord colma ed
una tribuna Est che è come una curva hanno sostenuto caldamente i propri
colori. Crediamo che la tarantina sia la tifoseria migliore (in casa) finora
incontrata. Spettacoli come quelli di ieri li abbiamo visti solo a Catania
(dove però le due curve che cantano senza coordinazione fanno perdere
parecchio smalto) e domenica scorsa al Del Duca contro il Pescara.
D'altronde la tarantina è stata la tifoseria più numerosa giunta al Del Duca
quest'anno.
Tra le due tifoserie non c'è mai stato un contrasto degno di nota, anzi, noi
ascolani ci ricordiamo bene il loro comportamento tenuto nella gara d'andata
e il bellissimo gesto della sciarpa Ultrapaz sulla lapide di Reno. Gli
sfottò scambiati (soprattutto nel secondo tempo) fanno parte del gioco e non
fanno testo i ragazzini del settore Est (anche un paio di adulti, ma ogni
paese ha il proprio scemo) che invece di vedere la partita hanno preferito
passare il tempo insultandoci.
Quindi nessuno scambio di ostilità, non contano gli sporadici lanci di
pietre (per l'esatteza pezzi di foratello) verso di noi a fine gara, per due
tifoserie che hanno reciprocamente un atteggiamento di indifferenza
rispettosa (o rispetto indifferente, se preferite).
Noi ci proviamo a fare il nostro dovere ma è veramente difficile, l'acustica
dello Jacovone fa rimbombare i canti della Nord, anche la disposizione dei
nostri, non compattati (una parte sotto e l'altra sopra), ci rende difficile
coordinare i cori, ma ci proviamo lo stesso e riusciamo a buttare lì
qualcosina di degno, soprattutto usando mani, bandiere e sciarpe.
Ad un certo punto buona parte di noi si unisce ai tarantini quando intonano
"chi non salta è un barese" ed è uno bello spettacolo vedere la Nord intera,
tutta la Est e buona parte della tribuna coperta che saltano all'unisono.
Noi sappiamo bene come siano queste rivalità stracittadine ed infatti,
subito dopo, iniziamo il nostro "che pozza piove". Loro ovviamente non
partecipano, non conoscono la situazione nè il coro, ma noi cantiamo per noi
stessi e per il Picchio, mai come quest'anno le altre tifoserie sono sentite
come "comparse" nel nostro bellissimo film.
Nel secondo tempo la situazione con cambia, anzi, il loro goal li fa
esultare ancora di più e partono una serie di insulti verso di noi.
Personalmente è stata una sensazione bellissima sentirsi insultare da 10.000
persone (credeteci, è così, sul tipo: cavolo, ce l'hanno tutti con me?)) e
ricambiarli con cori che, purtroppo, devono aver sentito solo nella Est
visto che la Nord non smetteva mai di cantare, ma altro è il nostro dovere e
mettiamo più impegno nell'incitare i nostri ragazzi mentre i tarantini sono
in festa.
Ad un certo punto, però, hanno smesso anche loro. Non per noi o per altro,
ci ha pensato Sasà Bruno a zittirli con quel goal che ci ha fatto saltare
tutti insieme e, da lì in poi, cantare a squarciagola dimenticandoci dei
tarantini, dello Jacovone, di tutto ciò che non è Picchio.
Alla fine applaudiamo i nostri ragazzi sotto il nostro settore, ricevendone
le maglie (bello vedere che hanno ancora una volta la t-shirt "diabolici"
sotto) e li vediamo tornare negli spogliatoi ricevendo l'applauso anche dei
tarantini. Ciò è dovuto alla sportività dei tifosi locali che, vedendo i
nostri giocatori applaudire (giustamente) lo spettacolo offerto dallo
jacovone, ricambiano cordialmente.
Ricominciamo ad attendere che ci facciano uscire e, questa volta in numero
maggiore, si ricambiano gli insulti provenienti dalla Est mentre la Nord,
compostamente, abbandona lo stadio.
Manca poco, ci fanno risalire sui pulman e le facce dei nostri che si vedono
manifestano tutta la contentezza per il risultato perchè, tutti lo sappiamo,
è stata una partita ad incognita. Potevamo anche vincere all'ultimo ma
potevamo anche perdere ed un punto ci è prezioso.
Una chicca è l'opportunità che hanno avuto gli occupanti degli ultimi due
pulman per applaudire l'indimenticato Nicola Di Bitonto, attuale portiere
del Taranto, che si dirigeva alla sua auto proprio mentre stavamo
ripartendo. Un saluto cordiale che ci ha ricambiato. Il resto è la normale
cronaca di un ritorno in festa, classico scambio di gesta ed urla lungo la
strada per uscire da Taranto, tre ragazzini che ci lanciano qualcosa e poi
scappano (però potevano lanciarli ai pulman di Ascoli anziché al loro
servizio urbano che ci trasportava), l'immagine da poster della fila di
pulman sulla sopraelevata sul mare (è il porto di taranto?) che si snoda tra
i lampeggianti della polizia e poi tutta autostrada verso casa.
Sabato c'è la Fermana, + 5 dal Catania, - 6 gare alla fine. PICCHIO TI AMO!

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