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Il TIFO-Report di Nocerina - ASCOLI
17 Aprile 2002 - letto 963 volte
Dove sono finiti i molossi? Ci siamo trovati a pensare questo vedendo il S. Francesco quasi vuoto dopo aver attraversato Nocera senza problemi. Poi abbiamo pensato che la tifoseria era in contestazione con la squadra, che stavano navigando nei bassifondi della classifica, ed abbiamo provato un pò di rimpianto per quelli che fino ad ieri erano stati fieri avversari negli anni del nostro inferno.

Eravamo circa 600, 10 pulman, 5 pulmini e varie auto, ad affrontare l'ultima trasferta un pò impegnativa, che assumeva un significato particolare vista la classifica. Una nostra vittoria ci avrebbe quasi matematicamente spalancato le porte della serie B, una nostra sconfitta, se pur improbabile, ci avrebbe condannato a stringere i denti, come al solito, fino alla fine.
Con questo animo ci preparavamo a sostenere i nostri ragazzi, certi che non ci avrebbero delusi e pure un pò timorosi per le vicissitudini passate.

Il viaggio si trascina senza problemi fino al casello di Nocera, qui veniamo raccolti dalla polizia e scortati fino allo stadio. Passiamo dentro Nocera e ci sorprendiamo di vedere solo una piccola minoranza farci gesti, la maggior parte pare incuriosita o pensa ai fatti suoi. Scendiamo ed entriamo con ordine quasi riempiendo il settore assegnatoci e vediamo che la tifoseria locale ancor non è giunta, magari solo perché è presto, pensiamo. Intanto ci scaldiamo con un paio di cori mentre le scorte del bibitaro si esauriscono all'istante.

Siamo quasi all'inizio e ci accorgiamo con stupore che il S. Francesco non è la bolgia che conoscevamo e che ci aspettavamo. Sarà la classifica, sarà la situazione, ma stentiamo a credere che ci siano 11 croci con i nuemri dei giocatori esposte. Simpatizziamo un pò con loro, in quanto capiamo cosa significhi soffrire per i propri colori, ma oggi non dobbiamo distrarci, non ci sono cazzi per nessuno.

"Arriva lo squadron" intoniamo come sempre all'ingresso delle squadre, osserviamo il minuto di raccoglimento applaudendo, senza nemmeno sapere per chi o cosa sia fatto, e poi cominciamo a cantare.
Il solito, grandissimo, Sandro abbandona il megafono che si guasta e scopriamo che la sua voce naturale è ancora meglio.
Ci diamo da fare e veniamo premiati dal goal di Ciccio. E' festa, non ne dubitavamo, ma vedere la faccia di Passiatore che ci corre incontro è la conferma che la giornata è nostra.
E' facile cantare quando il cuore è leggero e vedi i tuoi beniamini divertirsi.

La tifoseria locale, dopo aver cantato e scambiato con noi cori di sfottò, tace al nostro goal. Dopo un pò ce ne accorgiamo e decidiamo di dargli una scossa. Parte un coro offensivo a cui rispondono immediatamente. Continuano per un pò e poi iniziano a tifare la loro squadra.
Si va al riposo, nulla da segnalare, i telefonini che davano il Catania vincente ancora non ci dicono dle pareggio, ma stiamo vincendo e tanto basta.
Inizia il secondo tempo, i nostri ragazzi si rilassano e li vediamo sbagliare palle facili. Rispuntano i C.T. ma non li consideriamo e continuiamo a cantare anche se qualcuno pensa alla partita.
La Nocerina pareggia e finalmente vediamo i molossi come li conoscevamo. Una serie di bombe carta esplode, addirittura in mezzo ai poliziotti e adesso si sente anche la tribuna centrale risponderci.

Meglio così, non ci piace evitare il confronto.
Cantiamo un "fuori le palle" ed i nostri ragazzi ci ascoltano iniziando a giocare come sanno e ad affondare i colpi. Viene il goal di Monticciolo che corre a gettare la maglia verso di noi.

Adesso anche i C.T. hanno ripreso a cantare mentr ei locali non riescono a riprendersi.
Continuiamo fino alla fine e vediamo il goal della sicurezza. Sciarpe al vento e battimani fino alla fine, e poi una cinquantina di noi invade il campo per prendere le maglie mentre i nostri giocatori sono sotto il nostro settore a festeggiare con noi. Vediamo un paio di nocerini entrare in campo anche loro, subito fermati dalla polizia. Altri 3-4, più furbi, costeggiano la rete opposta dirigendosi verso gli spogliatoi con intenzioni non certo rassicuranti, ma forse per i loro giocatori. I nostri, dopo lo spogliarello, tornano dentro ed intoniamo un coro per Jimmy che vediamo, dalla tribuna, raggiungere il sottopassaggio.

A questo punto ci prepariamo al ritorno, breve attesa e poi sui pulman, durante il tragitto riceviamo insulti e gesti, ma anche, equamente, battimani dalla gente che incrociamo e li salutiamo o ricambiamo, a seconda dei casi, con un pizzico, ma solo un pizzico, di malinconia. Ci mancherà un pò questa rivalità, ma preferiamo indubbiamente tornare a trovare altre tifoserie che si sono mancate ancora di più. Verrà segnalata solo una piccola sassaiola verso le auto sotto la tribuna, qualche insulto al nostro capitano e, sempre in tribuna, un paio di ragazzi che cercano di far mollare il cellulare ad un ragazzo sedicenne (ma per questi, più che di tifosi, bisogna parlare di delinquenti comuni).

Il viaggio di ritorno è tranquillo fino all'autogrill di Caserta. Ci ritroviamo tutti lì e, mentre aspettiamo di entrare, sembra di essere tornati in curva. Cori rimbombanti sotto le tettoie, auto e pulman che, vedendoci, preferiscono riuscire dall'autogrill. E' una mezz'ora di gioia, fino alla notizia che sta arrivando la squadra. Anche chi voleva ripartire subito decide di restare ed il pulman viene bloccato appena entrato, i giocatori escono ad uno ad uno, sotto la luce delel fiaccole, chiamati dai cori, abbracciati e portati di peso verso l'autogrill mentre ancora i cori si innalzano. Li abbracciamo tutti, cantando e saltando con alcuni di loro. Alla fine li lasciamo ripartire al coro "la capolista se ne va".

Ripartiamo anche noi verso casa mentre giungono notizie di caroselli in città.
Arriviamo ad Ascoli, mangiamo un boccone veloce in qualche pub e poi al Del Duca, dove già era radunata una folla, ad attendere il rientro dei giocatori (Che si erano fermati per cena)
Quando arrivano, scortati da auto a trombe spiegate, vengono bloccati sotto la Nord ed il buio, rischiarato da un paio di fiaccole, li accoglie mentre scendono sotto gli schizzi di spumante.

Ancora una volta vengono accompagnati fino allo stadio a riprendere l'auto.
Ciccio salta e canta con noi prima di entrare. Poi aprono la porta Maratona e noi entriamo, bloccandoli ancora nelle auto e andando a sventolare i nostri colori su quell'erba che è stata calpestata da tanti campioni.
Ormai sono le due di notte, i giocatori vengono lasciati ripartire e ancora abbiamo il fiato per un ultimo coro, quello che cantiamo da novantesimo minuto (sull'aria di "impazzisco per te"): "Con un tifo così, una squadra così, vaffanculo la C. Ce ne andiamo in B".
Domenica arriverà il sigillo ad un campionato esaltante e per noi finiranno sette anni d'inferno.
La festa di oggi e domenica scorsa impallidirà al confronto....... ma questa è un'altra storia che vi racconteremo tra sette giorni.
FORZA RAGAZZI, SOTTO CON L'ULTIMA PEDALATA!

P.S. La matematica ancora non c'è, ma crediamo che nemmeno i pessimisti cronici, nemmeno i gufi più neri possano pensare ora in cuor loro che mancheremo l'obiettivo.
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