Il Tifo-REPORT di L'Aquila-ASCOLI
08 Ottobre 2001 - letto 988 volte La giornata, iniziata allegramente con un picnic sul piazzale antistante lo stadio Del Duca, visto il posticipo della partenza, si è snodata tranquillamente con l'arrivo a l'Aquila alle 14,30, giusto in tempo per posizionarsi nei settori a noi riservati e vedere, qualcuno con ironia, qualcuno con sgomento, che questi assomigliavano a gabbie vista la rete che, oltre a separare dal terreno di gioco, copriva lo stesso settore. Quest'anno gli aquilani non avevano contrasti interni alla loro tifoseria per cui si sono fatti sentire, ma i circa 1000 ascolani presenti non sono stati certo a guardare rispondendo coro su coro. Il solito Sandro, oramai un simbolo, ha passato l'ennesima partita senza vederla visto che ancora una volta è salito sulla recinzione, spalle al terreno di gioco, col megafono per coordinare il nostro tifo. Una certa dispersione c'è stata ma si può dire che la risposta dei Picchiomaniaci presenti sia stata soddisfacente. Tanti striscioni, tante sciarpe, diverse bandiere e soprattutto tanta foga. Questi gli elementi del nostro tifo oggi. Con gli aquilani nessun problema, solo un loro coro "chi non salta è ascolano", quando sono passati in vantaggio, ha dato un pò fastidio ma è stato subito replicato con un veemente "saltellate su sto....." tre minuti dopo, al pareggio. Il resto del tempo è stato ordinaria amministrazione, con i bianconeri ad incitare i propri beniamini fino al goal del vantaggio, a cantare ancora, ma nervosamente, nel vedere la reazione degli aquilani (il solito timore del goal al 90mo che tormenta le nostre notti) e poi tanta gioia, figlia della tranquillità, al terzo goal di Ciccio Passiatore. A fine gara una deviazione dal copione a cui siamo abituati: questa volta i giocatori non hanno avuto il tempo di venire a fare la scivolata sotto il nostro settore poiché...ci siamo andati noi. Una trentina di ascolani è saltata in campo per festeggiare e "rubare" magliette e pantaloncini. Rientrati i tifosi, si è notato che i giocatori stazionavano ancora in campo, indecisi. E si è capito il perché quando qualcuno ha cominciato con il "oooooooooooooo" solito, subito ripreso da tutti, a fare da colonna sonora dell'ormai classica scivolata, questa volta in slip e canotta, dei nostri. Espletata quella che ormai è una ritualità, abbiamo abbandonato il settore per riprendere i mezzi e tornare ad Ascoli. Tutto tranquillo, degli aquilani nemmeno l'ombra, nessun vetro sfasciato in nostra assenza. Un viaggio di ritorno allegro, con il nostro inno nell'autoradio del pulman e noi a cantare in coro mentre davamo fondo alle scorte, alcoliche e non, per placare la sete di due ore sotto il sole e senz'acqua. Un'altra giornata da incorniciare. E la fantasia vola. Notizie correlate Ascoli
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