IL TIFO-REPORT DI L'AQUILA - ASCOLI
18 Marzo 2001 - letto 597 volte Trasferta travagliata quella di oggi per i tifosi bianconeri. Fin dai giorni scorsi, sui mezzi d'informazione, sembrava si parlasse di una battaglia anziché di una partita : mobilitazione delle forze dell'ordine, scorta ampliata, diretta televisiva ordinata dal Prefetto de L'Aquila, casello autostradale chiuso, minacce di agguati ecc. Tutto è finito in una bolla di sapone. Ma andiamo per ordine. Come solito, quando si organizzano pulman, la questura aveva ordinato il ritrovo nel piazzale dello stadio per poter effettuare scorta e controlli. Ai pulman si erano necessariamente unite varie auto e pulmini in quanto, in ocasione della giornata di pedonalizzazione, sembrava l'unico modo, poi rivelatosi superfluo, per raggiungere il fattori con i propri mezzi di locomozione. Con un'ora di ritardo si è mosso il lungo corteo per imboccare la SS Piceno-Aprutina alla volta di Teramo ove imboccare l'autostrada. Viaggio lento per la bassa velocità imposta dalla volante di testa, ma senza intoppi grazie alla regolazione del traffico effettuata da altri poliziotti sino al casello di entrata. Giunti L'Aquila ovest si sono visti i limiti dell'organizzazione. I poliziotti presenti sembravano più preoccupati di controllare i bagagliai (un tifoso denunciato per porto di materiale atto ad offendere) e che noi si pagasse il pedaggio piuttosto che tenere unito il corteo. Infatti, appena imboccati la strada normale, i mezzi ascolani si sono separati a causa del traffico (ma non doveva esserci il blocco?) locale a cui si sono ovviamente mescolati avendo per unico punto di riferimento i lampeggianti della volante ascolana che procedeva avanti (cosa dire? Complimenti per l'organizzazione Signor Prefetto de L'Aquila, pensava che con la diretta non venisse nessuno?). Una volta giunti allo stadio si è rientrati in clima "di battaglia" con un folto numero di poliziotti a regolare l'ingreso. Commento a caldo: che ci si imponga la scorta si può comprendere....ma almeno organizzatela bene. Se non ci riuscite, allora lasciateci liberi, noi non ne abbiamo bisogno). Parliamo ora della tifoseria ospite. Erano più di 30 anni che non ci si recava a L'Aquila per cui ci si poteva basare solo sulla partita d'andata in cui i rossoblù avevano fatto una discreta impressione. I circa 6/700 ascolani (sei pulman, 2 pulmini e tante auto) non hanno avuto problemi con loro, ad esclusione dei classici, sporadici e prontamente ricambiati, insulti e gestacci lungo il percorso, per raggiungere lo stadio. Qui, una volta entrati, una sorpresa sgradita: qualcuno aveva sporcato con olio le balaustre e messo della colla in vari punti dei gradoni. Poi ci sono stati due striscioni offensivi ed uno scambio di lanci di fiaccole e bottiglie tra i due settori adiacenti, scambio ripetuto più avanti ed in cui uno dei nostri è stato colpito alla testa. pochi minuti prima della fine, mentre gli altoparlanti annunciavano il blocco all'interno dei rossoblù per consentire il nostro deflusso, degli aquilani, forse 100/200, abbandonavano il loro settore (ma come, l'ordine pubblico "tanto necessario" non c'era?). All'scita eravamo pronti, sapendo di essere attesi, a qualsiasi cosa mentre i pulman venivano caricati a forza e in alcune decine ci si recava a recuperare le auto. Con sorpresa, abbiamo visto dal parcheggio gli aquilani defluire numerosi, con pochi poliziotti tra noi e loro, ma nessun accenno di carica o altro. Abbiamo poi scoperto che chi era uscito anziché aspettarci aveva danneggiato alcune auto, in assenza nostra e, tanto per cambiare, della polizia, forzando anche un pulman per....rubare panini, bibite, giubbotti ed un cellulare. Nessun problema neanche sino al casello, sempre e solo gestacci a distanza. Parliamo ora della partita: il tifo locale era diviso, a causa di imprecisati dissidi interni, e non l'abbiamo sentito che a sprazzi, ma ciò era dovuto, probabilmente, al fatto che noi cantavamo in continuazione. E qui occorre fare un appunto: In questa occasione il Popolo del Picchio è stato meno "massiccio" di altre occasioni. I soliti, generosi ragazzi saliti sulla rete col megafono hanno faticato non poco a lanciare e guidare i cori. Sì, si è cantato sempre ma, forse complice la tensione di vedere i nostri in campo subire tanti falli e fallire alcune occasioni, folti gruppi di picchiomaniaci si dimenticavano di cantare per seguire le azioni e/o imprecare contro gli aquilani. Tutto sommato un tifo dignitoso anche se, soggettivamente, inferiore ad altre trasferte. Al termine la solita corsa dei nostri giocatori verso di noi per un meritato applauso (questa volta non tanto per il gioco quanto per la freddezza ed i nervi saldi mantenuti in alcune occasioni di rissa) e via verso casa felici per i tre punti. Viaggio di ritorno molto più veloce, scene ilari al casello per passare panini e birra agli amici su altri pulman. Sangria e Nerkias (l'Asculà) a tutto volume, canti e festeggiamenti. Considerazioni finali: tifo bianconero forse un pò sottotono ma sempre presente. Ordine pubblico superficiale o male organizzato (tanto rumore per nulla, ma perché volete sempre imporci la scorta se poi non serve e/o è inefficiente?) Tifoseria aquilana: discorso a parte e parziale (solo ciò che si è visto di persona). Come tifo hanno fatto una migliore figura all'andata (ma oggi erano divisi). Mentalità ultras: si può discutere a lungo su cosa significhi questa espressione, ma se è rispetto, onore, ammirazione ecc., questa tifoseria deve fare ancora molta strada. Per adesso il rispetto di noi ascolani non l'hanno guadagnato. Fonte: Da TIFO-Net ASCOLI Notizie correlate Ascoli
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