Il TIFO-Report di Fermana - ASCOLI
21 Novembre 2001 - letto 1268 volte Partita dai molti significati quella di oggi. Chi vi vedeva una sorta di palcoscenico per le rivendicazioni politiche di Fermo, chi una sorta di D-Day per le vicende dell'anno scorso, chi una rivalità campanilistica che affonda le sue radici nella storia, chi, e credo la stragrande maggioranza degli ascolani, vi vedeva solo l'ennesimo ostacolo verso il traguardo che ci prefiggiamo da anni. Per noi ascolani la trasferta comincia abbastanza presto, consci del fatto che saremmo stati tanti e dei molti controlli che avrebbero fatto le forze dell'ordine, ci siamo mossi per tempo, fermandoci magari all'autogrill per un panino, in modo da non ammassarci all'ultimo minuto all'ingresso del settore riservatoci. Il flusso d'ingresso è stato diluito ma regolare, tra posti di blocco, riprese video delle singole auto ed una presenza massiccia ma discreta delle forze dell'ordine che avevano predisposto anche barriere di legno per impedire deviazioni dal percorso imposto. In circa 3000, ma è più verosimile un 2500/2700, i tifosi bianconeri stimati che hanno riempito il settore assegnato e, forse a qualcuno sarà sfuggito (ma bastava vedere i gesti d'esultanza ai goals), erano in coabitazione con i fermani anche nella tribunetta laterale. Nessuna coreografia particolare da entrambe le parti, la colorazione lasciata a sciarpe e bandiere, con lo scontato striscione "Fermo provincia" in Curva Duomo e tante bandiere a due aste dei picchiomanici del comprensorio fermano in Curva Mare. A proposito, apriamo una piccola parentesi, un giornalista canarino li definisce "emclaves" bianconere nel fermano, ma vista la mole non sarebbe più giusto dire che Fermo è una "enclave" gialloblù in territorio bianconero? Tornando alla partita, le due tifoserie si sono date parecchio da fare differenziandosi sul modo di intendere il tifo: i fermani dedicando diversi cori contro gli ascolani, gli ascolani preferendo incitare la squadra e rispondendo solo in un paio d'occasioni. Al goal canarino, all'esultanza gialloblù ha fatto da contraltare uno sbandamento nella Curva Mare. Purtroppo "quelli che si sgolano" erano mescolati nella massa e così non s'è riuscito a dare subito un'unitarietà ai cori d'incitamento perché si vedevano ampie chiazze di "immobili" nonostante il continuo darsi da fare di Sandro e Gianni (per l'ennesima volta in piedi sulla rete, spalle al campo). Facciamo una considerazione, dobbiamo pure guardarci in faccia e dire che non tutti sono come i 600 di Sora. Parecchi ancora devono capire che non serve incupirsi ma, anzi, occorre cantare più forte quando le cose non vanno per il verso giusto. Lo "zoccolo duro" ha bisogno dell'aiuto di tutti per sostenere il Picchio perché cantare solo in un migliaio quando si è in 2500 fa perdere l'effetto a tutto il settore. Ovviamente il discorso è cambiato quando l'Ascoli è pervenuto al pareggio e poi al vantaggio. Lì si sono visti i canarini letteralmente scomparire (anche se qualche timido tentativo si è udito nelle pause, segno che anche loro hanno uno "zoccoletto duro") mentre il settore bianconero è stato totalmente coinvolto fino al tripudio finale (vedi registrazione) che ha visto, ancora una volta, i nostri giocatori venire sotto la curva e fare lo "spogliarello" a favore dei diversi ascolani entrati in campo per la maglietta o i calzoncini. A questo punto, gli ascolani hanno preso ad intonare cori contro i fermani, ricambiando beffardi i loro cori iniziali, per poi uscire dallo stadio e tornare a casa. Nessun incidente sembra sia avvenuto tra le tifoserie, l'unico fermano segnalato è stato nel parcheggio,,,,da sopra una collina a 150 metri). Note particolari: un diverbio avvenuto tra il club S. giorgio e Boys e StraKaos per questioni di striscione (probabilmente sarà oggetto di confronto nella riunione dei club di martedì) e l'applauso scrosciante degli ascolani al ragazzo portatore di handicap, con sciarpa gialloblù, che nell'intervallo è stato accompagnato sotto il nostro settore. Al di fuori dello stadio un lungo serpentone di auto ha paralizzato la castiglionense prima e il casello di S. Benedetto poi tra suono di trombe e clacson e sciarpe svolazzanti dai finestrini. Personalmente un brivido sulla pelle quando, arrivando a Porto S. Giorgio, si è visto da un balcone un ragazzo sventolare una grande bandiera bianconera per salutarci mentre passavamo. Per finire, un'ovazione al casello di S. Benedetto da parte delle tante auto ancora in coda al passare del pulman della squadra che rientrava in città. Una giornata dai tanti significati di cui il più importante è....aver incrementato il vantaggio a 3 punti sulla seconda. Forza Ragazzi....Il bello viene adesso. Fonte: da tifonet.it Notizie correlate Ascoli
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