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Il TIFO-Report di Bari - ASCOLI
18 Settembre 2002 - letto 1027 volte
Come Dante che torna a "rimirar le stelle" il Popolo del Picchio, 900/1000 persone in 11 pullman, diversi pullmini ed alcune decine di auto, si è diretto a Bari per "inaugurare" il ritorno in B, dopo 7 anni di C1, dei propri colori.
Già dalle 13 (si giocava alle 20,30, come tristemente noto) iniziavano i preparativi per poi partire, incolonnati, verso le 14,30.
Viaggio allegro (notevole il tasso alcolico in alcuni pulman), punteggiato da diverse soste per "esigenze fisiologiche" e senza problemi.

Arrivo alle 19,45 ed il colpo d'occhio è eccezionale. Il S. Nicola di Bari è forse uno dei migliori stadi italiani (anche se, si è notato, carente di servizi igienici destinati alle donne), bello fuori e ancor meglio dentro. Il settore a noi destinato viene presto riempito e c'è poco tempo per prepararsi che inizia la gara.
Sandro è "carico" e riesce a trasmettere la sua energia a tutti quanti per cui, tra il fumo delle fiaccole, l'ingresso in campo viene salutato coralmente e calorosamente.
Forse in crisi d'astinenza da tifo dopo tre mesi di "vacanza", riusciamo a tenere agevolmente testa (nel senso che non li sentiamo perché impegnati a cantare) ai tifosi locali i quali risentono, numericamente, delle recenti diatribe con la Società. La loro curva non è completamente piena (anche se continuerà ad entrare gente per tutta la partita) ma si vede che si danno da fare. Non ci sorprendiamo perché sappiamo quanto siano calorosi. Il rapporto con loro è di indifferenza per cui ognuno continua ad incitare i propri beniamini senza cori d'insulto o altro.
Continuiamo con Sandro sempre più preso a gestire la fonica e sentiamo di stare facendo qualcosa di buono (chi è rimasto a casa, a vedere la TV con l'audio selezionato come "ambiente", ci dirà poi che ci sentivamo spesso).
Vediamo la nostra squadra che gioca bene, non ce l'aspettavamo così e ci galvanizziamo ancor di più. Verso la fine del tempo subiamo una doccia fredda con quella punizione magistrale di Cordova, ma non sbandiamo e riprendiamo a cantare per incitare i nostri.

Finisce il 1.tempo, arrembaggio al bar per qualcosa da bere e subito, appena riinizia la gara, viene esposta la maglia gigante numero 12 (parte di una passata coreografia del lato Est del 'Del Duca' - Ascoli - Catania), quella maglia che l'Ascoli Calcio ha voluto assegnare alla Sud in virtù del "lavoro" svolto l'anno scorso.

La partita prosegue e continuiamo il tifo speranzosi di un pareggio. L'Ascoli gioca bene, sembra questione di minuti ed invece arriva il rigore per il Bari. 2-0, qualcuno si defila dal tifo mentre la maggior parte cerca di supplire a queste assenze. Continuiamo fino alla fine concentrandoci per gli ultimi minuti su un unico coro ripetuto ad oltranza. Niente da fare, abbiamo perso. Ma i nostri ragazzi ci sono piaciuti enormemente per cui li chiamiamo a gran voce sotto la curva e li applaudiamo, i nuovi sembrano stupiti ma ci pensano gli "anziani" a spiegare loro che questo è quello che succede, a prescindere dal risultato, quando giocano bene e con impegno.
Mentre tornano verso gli spogliatoi, qualcuno girandosi ancora per applaudire noi, li copriamo con il coro, cantato da tutti, "E noi siamo Ascoli" perché è questo il messaggio che vogliamo dargli, "noi siamo Ascoli e voi dovete onorare sempre la maglia come avete fatto oggi".
Solo a questo punto si registra uno screzio con i baresi del vicino settore. Qualcuno di loro prova ad insultarci pesantemente ed in diversi rispondono con il primo ed unico coro d'insulti verso di loro. La maggior parte non li calcola, questi qui, che insultano solo dopo una vittoria, non sono "apprezzabili" e sicuramente, pensiamo, si tratterà di qualche 'cane sciolto' della loro tifoseria. Quest'ultima, come dicevamo, risente ancora di qualche problema ma ha dimostrato di essere notevole come attaccamento e colore. Probabilmente per il fatto che da anni non ci incontravamo e che non c'è mai stata ruggine tra di noi, non ci hanno creato alcun problema così come noi non ne abbiamo creati a loro. Come già detto, indifferenza reciproca e, probabilmente, anche rispetto per la prova fornita.
Le prime conclusioni da trarre in questo ritrovato confronto con tifoserie di categoria superiore è che...non esiste una categoria superiore. Ogni tifoseria, dalla C2 alla A, ha un unico compito ed è quello di sostenere la propria squadra. Per questo possono non esservi differenze sostanziali, se non di scenario, numero ed esperienza, tra tifoserie di serie diverse.
Questo noi l'abbiamo capito ed apprezziamo e rispettiamo le tifoserie non per la serie in cui militano ma per l'attaccamento e la passione dimostrati per i propri colori. Da questo punto di vista siamo maturati, e pensiamo di averlo dimostrato a Bari. Chi dice il contrario probabilmente non c'era o non riesce a comprendere queste cose.
Ma non ci interessa, i nostri motti possono riassumersi in 2: "ovunque andrai saremo, sempre ti sosterremo" preso dal noto coro, e "rispetto per chi ci rispetta" che non ha bisogno di spiegazioni. Senza proclami, senza arroganza, noi faremo il nostro dovere. Se volete giudicarci fatelo da ciò che vedrete e non da ciò che sentite dire. E aff.lo chi ci vuol male.

Un'ultima nota: alle 4 del mattino, tornando a casa dopo la partita, a dispetto dell'amara sconfitta, un tifoso bianconero ha scritto con la bomboletta: "Forza ragazzi, noi siamo con voi" sul muro davanti allo stadio.
Questa è la mentalità giusta.. AVANTI COSI'!
Fonte: tifonet.it
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IL GENOA è IN SERIE A DORIANO SUCAAAAAAAAAAAAAAAA
Legia-Podbeskidziem
Coro in tutto lo stadio ad inizio partita
milan Fiorentina Viola Ultras
Fiorentina Viola Ultras (Fiorentina)
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