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Il TIFO-Report di ASCOLI - Nocerina
03 Dicembre 2001 - letto 594 volte
Partiamo subito dai commenti sulla tifoseria ascolana per dire che oggi, soggettivamente, non mi è piaciuta. Chi era in altri settori ha detto che a tratti è stata veramente forte, e forse è anche vero ma dal di dentro la sensazione di "completezza", di un "coro unico" si è avuta poche volte. Dico soggettivamente perché magari dipende da me, dal mio sentire, ma non ho avuto la sensazione, provata altre volte, di un gruppo compatto che cantava. Mi sembrava che si stentasse. che ci fosse poca voglia di cantare, eppure c'è chi dice che la Sud, ancora una volta, ha fatto il suo dovere.
Allora diciamo che abbiamo ancora margini di miglioramento vocale perché, lo ripeto, quella sensazione ce l'ho ancora adesso.
La cronaca inizia con il mesto ricordo di Lelio, "uno di noi", scomparso tragicamente in settimana. Un grande striscione nell'anello inferiore e diversi altri sopra, in mezzo ai vari gruppi della Sud, lo salutavano mentre Jimmy Fontana deponeva sotto la Sud un mazzo di fiori. Il battimani commosso ha supplito a ciò che la Lega ci ha negato e cioè il minuto di raccoglimento.
Subito dopo, a partita iniziata, abbiamo cominciato col nostro inno e sembrava andare tutto bene. La Sud cantava come era solita fare, la squadra andava a 1000. Sul 2-0, come a voler imitare i giocatori in campo, la curva ha avuto un calo di tensione, come se si attendesse solo il fischio finale (e eravamo al 15 p.t.), più che cantare si guardava la partita e Sandro, giustamente, s'è incavolato nel vedere poca partecipazione. Nulla da fare, il solo gruppo centrale ha continuato a cantare mentre metà della curva pensava agli affari suoi.
Neanche il vedere la rabbiosa reazione della Nocerina e la scarsa vena arbitrale ha sortito effetto per tutto il primo tempo. Diverso l'andazzo nel secondo, quando dal 60mo in avanti si è ricominciato a cantare più compatti, più incisivi, in un crescendo culminato con la capriola dei nostri a fine partita nell'ormai solito saluto esultante per la vittoria. Da ricordare soprattutto il coro finale che ha soppiantato il "largo, pista" e che suona: "e se ne va, la capolista se ne va", questo coro, che ha esordito all'aereoporto di Catania prima del rientro è stato intonato, qui veramente dalla stragrande maggioranza, per un paio di minuti. Simpatica la presenza, questa sì da incorniciare, di un ultrà d'eccezione: Peter Livon (che ancora non può giocare con l'Arezzo) con tanto di sciarpa e cappello e che non ha avuto nulla da invidiare ai più accesi tifosi. Ecco, in tanti dovremmo prendere esempio da lui e da come s'è comportato oggi.
Perché non sono soddisfatto della Sud di oggi? Forse perché sono stato abituato troppo bene finora? Forse perché in tanti erano tornati allo stadio (la curva era veramente strapiena) e non si erano ancora acclimatati da cantare per novanta minuti? Forse risentiamo dell'umore mostrato dalla squadra in campo? A tutte queste domande non so dare una risposta, ma credo sia il caso di puntualizzare alcuni concetti:
1) in Sud si viene per CANTARE e non per vedere la partita;
2) quando la squadra va bene bisogna cantare per festeggiare (ma la cosa deve venirci dal di dentro);
3) quando la squadra stenta bisogna cantare, più forte se possibile, per incoraggiarli.
L'avere il Picchio in testa alla classifica non deve far calare la nsotra tensione, dobbiamo essere tutti "cordati" fino alla fine. Solo a maggio potremo rilassarci e/o esplodere. Fino ad allora dobbiamo essere "incazzati neri" e farlo sentire.
Mi accorgo che non ho parlato per nulla dei nocerini, ma non c'è molto da dire. Erano una quarantina, posizionati un pò qui e un pò là nella nord tanto che sembravano spettatori più che tifosi (tranne una decina sopra gli striscioni). Sentirli è stato impossibile. Forse hanno problemi societari, forse c'è maretta nella loro tifoseria, però per almeno 30 di loro era corretto il coro "che siete venuti a fare" (non intonato dalla Sud) perché, lo ripeto, non parevano tifosi ma spettatori qualunque. Strano visti i precedenti, la tifoseria molossa non è l'ultima arrivata ed in passato si era fatta notare.
Sabato prossimo a Roma per sfatare un tabù, è facile immaginarsi a centinaia i picchiomaniaci presenti.
Il cammino è ancora lungo, E NOI CI SAREMO.... IL VECCHIO CUORE DEL PICCHIO BATTE SEMPRE PIU' FORTE...
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