Il Tifo-Report di Ascoli - Messina
01 Giugno 2001 - letto 1744 volte
Il campionato non è finito, anzi, inizia ora. Questa era una delle frasi ricorrenti nei giorni precedenti in città.
In effetti la gara col Messina, andata di semifinale dei Play Off, era una delle gare che danno significato ad un intero campionato. Attesa fin dal giugno dell'anno scorso, significava il ritorno delle speranze tristemente deluse nella finale precedente, simboleggiava la voglia di rivincita di una città tutta.
Il Settembre Bianconero, coadiuvato dagli altri club della curva Sud, si era attivato da giorni, se non settimane, per preparare una coreografia ad effetto e coordinare il tifo per essere ancora una volta il dodicesimo uomo, il fattore stimolante e risolutivo per i nostri giocatori.
Già all'apertura dei cancelli i picchiomaniaci si erano messi in fila per entrare e preparare lo spettacolo. Già alle 15,30 si contavano a migliaia i presenti (alla fine circa 10.000, compresi 400 bambini delle scuole cittadine e circa 500 tifosi messinesi giunti con vari mezzi) e si cominciavano a sentire i primi cori.
I rapporti con i tifosi giallorossi erano e sono improntati al rispetto reciproco, non avendo mai avuto motivi di contrasto diretto.
Si è rischiato di creare una di quelle inimicizie che durano decenni quando un tifoso messinese ha scavalcato la rete che separava la curva nord dai distinti per andare ad impossessarsi di un vecchissimo striscione (club le ingambissime) lì posizionato da più di 10 anni. I circa 3000 presenti in quel momento nella Sud hanno subito iniziato ad inveire e già diverse decine si stavano organizzando per uscire quando altri tifosi messinesi, consci del poco onore nell'impossessarsi di uno striscione indifeso ed anche dell'inutilità della provocazione, hanno bloccato il loro compagno provvedendo a riposizionare lo striscione applauditi dalla Sud che riconosceva la loro "mentalità ultras".
I messinesi, dicevamo, erano circa 500, forse 600, con tanti, veramente tanti striscioni e bandiere. Nonostante il caldo soffocante ed il sole cocente si sono posizionati nella parte superiore colorando di giallorosso buona parte della curva. Sicuramente hanno sostenuto la propria squadra ma dalla Sud non si sono sentiti loro cori per il continuo cantare degli ascolani. Tifosi presenti in settori più vicini hanno confermato le loro canzoni ma dalla Sud si vedevano solo le bandiere sventolare senza poter udire nulla.
Pian piano la Sud si è riempita così come altri settori ed all'entrare delle squadre in campo è partita la coreografia:
Nel mentre sotto la curva, dietro la porta, dieci bandieroni venivano sventolati, i presenti nella parte superiore della curva hanno innalzato ognuno un pezzo di plastica colorato a formare una croce bianca in campo nero, comprendente tutta la Sud, delimitata ai lati del settore dal tricolore nazionale e con al centro della croce un bandierone rappresentante l'embrema del Settembre.
Contemporaneamente veniva esposto lo striscione "Noi siamo l'Ascoli" e questo hanno cantato i circa 5000 curvaioli per alcuni minuti fino al completo disporsi delle squadre in campo.
Da qui al novantesimo, salvo l'intervallo, si è cantato in continuazione, seguende le indicazioni di Sandro e Gianni alla fonica o anche lanciando cori spontanei da vari gruppi dei presenti.
L'importanza della partita era tale che forse si è partiti troppo di slancio e nel secondo tempo erano in parecchi quelli con problemi alla voce per cui c'è stato un certo diminuire dell'intensità. Ma finché la voce ha retto tutti, proprio tutti i curvaioli, hanno cantato il porprio amore per il Picchio.
Diciamo pure che un certo numero di tifosi, fortunatamente meno di altre occasioni, vedendo che l'Ascoli non riusciva a segnare il secondo goal, quello della tranquillità, iniziavano ad inveire contro questo o quel giocatore. Evidentemente il troppo amore (chiamiamolo così) non faceva loro pensare che eravamo si in superiorità numerica ma decimati dagli infortuni, l'attacco praticamente inesistente (solo Passiatore a tenere alta la squadra supportato da Amore che giocava in un ruolo non suo) dopo l'uscita di Pompei e che di fronte ci trovavamo una squadra, il Messina, che non si può certo definire "squadra materasso" e che si chiudeva ordinatamente respingendo i tentativi ascolani.
Certo erano meno del solito, però dà sempre fastidio sentire certi commenti, detti poi con aria di supponenza come se fosse verità sacrosanta. Ma si sa, noi siamo 60.000 commissari tecnici.
Comunque possiamo essere soddisfatti della giornata. A parte il risultato (pur sempre una vittoria), i Picchiomaniaci hanno risposto bene consentendo l'effettuazione di una coreografia oggettivamente complessa e dimostrando una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno che: "OVUNQUE ANDRAI SAREMO, SEMPRE TI SOSTERREMO, ONOREREMO LA CITTA'"
P.s. Goditi la splendida coreografia bianconera in formato .m1v (filmato): http://digilander.iol.it/cella76/movies/coreografiaascolimessina.m1v
Filmato dal sito 'www.ascoli.onweb.cx' di Emidio Cellini.