Il TIFO-Report di ASCOLI - Lanciano
31 Gennaio 2002 - letto 1210 volte Un impianto fonico rinnovato, dalla potenza più che raddoppiata, ci ha accolto all'ingresso della Sud. Il Settembre da tempo ci pensava, per coinvolgere anche i tifosi più distanti, ed il risultato si è visto. Una grande Sud nel primo tempo perché questa volta, come ha diceva Sandro, nessuno può accampare la scusa che la fonica non si sente. Si inizia con un minuto di raccoglimento, scandito dagli applausi di tutto lo stadio, in memoria dello sfortunato Vincenzo Mero. I tifosi lancianesi, 3-400, si accomodano nella Nord con diversi striscioni e bandiere e si vedono spesso muoversi e battere le mani, ma il suono non arriva perché nella Sud non si può nemmeno parlare con il proprio vicino. E' una curva che continua a prediligere i cori tenuti su per alcuni minuti, lasciati scemare per poi riprenderli con accompagnamento delle mani alternando voce e battiti cadenzati dai tamburi. E' uno sforzo per le corde vocali ma l'effetto è magnifico. I cori sono i classici del repertorio ascolano, quelli che amiamo di più e di sicura efficacia. Finalmente si rivede una Sud cattiva, spesso impegnata a "carezzare" la terna arbitrale o gli avversari, pronta a sottolineare con fischi ciò che l'arbitro decide (a torto o a ragione non ha importanza, noi tifiamo l'Ascoli). Si vedono decisioni "tattiche" come quella di caricare questo o quel giocatore oppure di "salutare" un ex bianconero come Maretti, di cui non dimentichiamo il calcio a Fontana all'andata oppure Aprea (che, diciamocelo, presentarsi qui in maglia gialloblù è già provocazione) reo di alcuni gesti nei nostri confronti (e gli dedicheremo parecchie paroline). La Sud dimostra una maturità ed un equilibrio che possono solo fare piacere. Cori, sciarpate, salti per tutto il primo tempo, con il picco toccato nell'occasione del goal in cui anche gli altri settori giubilano. Una pausa nell'intervallo in cui è divertente vedere Pinciarelli che, all'ultimo coro in suo onore, si gira sbalordito perché non lo capiva, poi lo riascolta, sorride, saluta e rientra nel sottopassaggio. Il secondo tempo inizia un pò sottotono, non c'è il "rombo" del primo tempo se non a tratti. La stanchezza forse si fa sentire. E quando il Lanciano pareggia c'è un attimo di sbandamento ma ci dà nuove energie per tornare sui livelli del primo tempo. Fontana esce tra gli applausi e tre cori gli vengono dedicati, ma non dimentichiamo di applaudire chi è entrato o chi è ancora in campo. E si continua a tifare, vedendo quella palla maledetta che non entra, fino a quasi il novantesimo, quando Sandro ci chiede un ultimo sforzo per sospingere i nostri ragazzi. Ce la mettiamo tutta, quasi non avessimo cantato per nulla, e veniamo ripagati da "Ciccio" che segna e viene sotto di noi. E' follia collettiva. La gente salta e cade, si abbraccia, festeggia. Finalmente segnamo noi all'ultimo anziché subirlo. Pochi secondi ancora e l'arbitro fischia la fine e noi continuiamo a saltare. I giocatori fanno mucchio vicino al centrocampo per festeggiare tra di loro e poi vengono a fare la scivolata sotto la curva. Apoteosi di una partita combattuta con i nervi tesi fino all'ultimo. E' il momento di far esplodere la gioia repressa e poi di pensare già alla prossima gara. Sandro diffonde l'annuncio dei pulman per Sassari, dà le necessarie indicazioni ma già sappiamo che diverse adesioni ci sono già state. I risultati delle altre gare ci interessano relativamente, la gara importante è domani sera e la Sud farà straordinario, davanti ai teleschermi, a "gufare" la rivale più accreditata. Nell'antistadio attendiamo l'uscita dei lancianesi per un ultimo "saluto" a Maretti e Aprea ma, soprattutto, per applaudire i nostri e l'immagine più bella è quella di Indiveri, sul pulman, che alza la sua bimba per farci/farcela vedere mentre ci passano davanti tra gli applausi. Un ultimo commento sul fatto che sarà il caso di riaprire un pezzo dei distinti, visto che in curva stiamo troppo stretti, e via si va a casa col pensiero a domenica. Fonte: da tifonet.it Notizie correlate Ascoli
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